“L’agitazione psicomotoria richiede sempre un team medico”, Balzanelli (118): “Quadro ad alta pericolosità, rivedere i protocolli”

“Per garantire una gestione sicura e clinicamente adeguata di un paziente in stato di agitazione psicomotoria è fondamentale l’intervento di un equipaggio medico-infermieristico qualificato”. È il punto da cui parte il presidente della Società italiana Sistema 118 (Sis 118), Mario Balzanelli, intervenendo sul caso della morte di Abderrahim Fakir, il 43enne deceduto a Bologna durante un intervento della polizia. Mentre la Procura è al lavoro per accertare le cause del decesso e ricostruire quanto accaduto, lo specialista richiama l’attenzione sulla gestione sanitaria di situazioni considerate ad alto rischio.

Secondo Balzanelli, intervistato da LaPresse, l’agitazione psicomotoria rappresenta infatti “un quadro ad alta pericolosità” che richiede competenze avanzate sia per la valutazione clinica sia per l’eventuale trattamento farmacologico. “Ci sono elementi da approfondire, in particolare dal punto di vista tecnico-clinico, per determinare se la situazione richiedesse un intervento da parte di un team avanzato medico-infermieristico”, spiega. Lo stato di agitazione psicomotoria, osserva il presidente della Sis 118, può avere origini diverse: da un episodio psicotico acuto all’assunzione di sostanze psicotrope o vasoattive, fino a forme miste nelle quali coesistono componenti psichiatriche e tossicologiche. Indipendentemente dalla causa, sottolinea, si tratta di una condizione potenzialmente pericolosa sia per il paziente sia per chi gli sta intorno. Nel caso di Bologna la richiesta dell’automedica è arrivata in un secondo momento, sul posto era arrivata un’ambulanza.

Per questo motivo, aggiunge Balzanelli, “la gestione richiede necessariamente l’intervento di un equipaggio del 118 composto da medico e infermiere“. Solo personale sanitario con competenze avanzate, spiega, può valutare correttamente il quadro clinico, decidere se ricorrere alla contenzione farmacologica e praticare una sedazione in condizioni di sicurezza, monitorando costantemente il paziente per individuare eventuali segni di peggioramento.

L’assenza di un’équipe medico-infermieristica, evidenzia ancora il presidente della Sis 118, può impedire di riconoscere tempestivamente situazioni di instabilità clinica e di prevenire complicanze potenzialmente letali, come gravi crisi ipertensive o aritmie maligne che possono evolvere in un arresto cardiaco improvviso. Anche la sedazione, pur essendo spesso necessaria, comporta rischi che devono essere gestiti da personale esperto e dotato degli strumenti per intervenire immediatamente in caso di emergenza.

“Anche durante la sedazione non è esclusa la possibilità di un arresto cardiaco. Per questo è necessaria un’assistenza medico-infermieristica di livello avanzato, comprensiva di rianimazione e supporto avanzato delle funzioni vitali”, rimarca Balzanelli, secondo cui un equipaggio privo di medico e infermiere non è in grado di garantire questo livello di assistenza. Da qui l’invito a rivedere le procedure operative. “Occorre migliorare i protocolli, assicurando che ogni caso di agitazione psicomotoria venga affrontato con il livello di competenza necessario per salvaguardare la vita del paziente”, conclude il presidente della Sis 118.

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