Daniel Siad trovato morto a Parigi: è stato un presunto reclutatore di Epstein. Era accusato di stupro

La sua è una morte sospetta, anche se il decesso pare sia attribuibile a un arresto cardiaco. E il fatto che il suo nome appaia oltre duemila volte – 2.090 per l’esattezza – negli Epstein Files riapre gli interrogativi e gli intrecci emersi nel più grande scandalo di sfruttamento sessuale mai emerso. Daniel Siad, presunto reclutatore del finanziere, è stato trovato morto nella sua casa vicino a Parigi. L’uomo, 69 anni, di origine algerina ma con cittadinanza svedese e francese, era sospettato di reclutare giovani modelle per consegnarle al pedofilo americano. Cinque donne hanno sporto denuncia contro di lui. La morte è avvenuta lunedì sera a Colombes (Hauts-de-Seine): la sua coinquilina, una donna di 28 anni, lo ha trovato privo di sensi in cucina e ha allertato i vicini. Siad, accusato di diversi reati, tra cui stupro, era oggetto di un’indagine a Parigi affidata all’ufficio specializzato per la lotta alla tratta di esseri umani. Tutte accuse che Siad ha sempre negato, dichiarando di voler essere ascoltato dagli investigatori per fornire la propria versione dei fatti.

La prima denuncia contro di lui era stata presentata il 10 febbraio scorso da una ex modella svedese, Ebba P. Karlsson, che ha raccontato di aver riconosciuto Siad negli archivi declassificati relativi a Jeffrey Epstein. Nella denuncia, Karlsson accusava Siad di averla violentata quando aveva 20 anni e di averla successivamente sfruttata sessualmente, presentandola a Gerald Marie, ex direttore della prestigiosa agenzia di modelle Elite, a sua volta accusato dalla donna di un altro stupro. Sia Siad sia Marie hanno sempre negato le accuse. La notizia della morte di Siad ha suscitato la reazione di Lisa Brinkworth, cofondatrice insieme a Karlsson del collettivo ‘Victorious Angels – We rise‘, che denuncia da anni le violenze sessuali nel mondo della moda e nella rete di Epstein. “Sono sotto choc e molto triste per tutte le vittime – ha dichiarato all’agenzia Afp – È devastante che le sopravvissute al caso Brunel siano state private della giustizia e ora lo siano anche quelle del caso Siad“. Brunel, agente di modelle francese vicino a Epstein, è morto suicida nel 2022 nel carcere dove era detenuto dopo essere stato incriminato per stupri su minorenni e molestie sessuali.

La nomina del nuovo procuratore di Trump e l’ammissione di colpa di Vance sugli Epstein files – La gestione degli Epstein files da parte del Dipartimento di giustizia ha infiammato la polemica politica negli Usa, portando anche alle dimissioni della procuratrice generale Pam Bondi. E recentemente anche il vicepresidente JD Vance, ospite del podcast ‘The Joe Rogan Experience‘, ha ammesso gli errori dell’amministrazione sul caso. “Se la gente vuole dire che abbiamo gestito male la pubblicazione dei documenti su Epstein, mi dichiaro colpevole. L’abbiamo gestita male davvero, soprattutto per quanto riguarda la comunicazione”, ha detto Vance a Rogan. Il vicepresidente ha anche osservato che l’affermazione dell’allora procuratrice generale Pam Bondi, secondo cui aveva sulla scrivania dei raccoglitori pieni di documenti, ha fatto sì che “la gente diffidasse dell’intera operazione”, aggiungendo che lei aveva esagerato nel descrivere “ciò che avevamo e ciò che non avevamo”. Vance ha inoltre confermato i profondi legami di Epstein con la politica israeliana e americana. “Aveva chiaramente legami con i vertici dell’intelligence americana. Aveva chiaramente legami con i vertici dell’intelligence israeliana”, ha detto il vicepresidente.

Dichiarazioni fatte pochi giorni prima del primo voto della Commissione Giustizia del Senato degli Stati Uniti sulla nomina di Todd Blanche a Procuratore Generale per giovedì 23 luglio 2026. Già vice di Bondi, Blanche ricopre l’incarico ad interim dalle dimissioni della procuratrice, ma la sua nomina definitiva è appesa a una maggioranza molto risicata (11-10), dovuta alla recente scomparsa del senatore Lindsey Graham. Per questo Blanche deve ottenere il sostegno unanime dei repubblicani in commissione per passare alla fase successiva. Se la nomina supererà lo scoglio della commissione, il leader della maggioranza John Thune e i vertici repubblicani punteranno a effettuare la votazione definitiva dell’aula del Senato prima della pausa estiva di agosto. Intanto, però, i senatori John Cornyn e Thom Tillis si sono mostrati inizialmente indecisi. Tillis in particolare ha vincolato il suo voto, cruciale per la nomina di Blanche a nuovo attorney general, all’incontro di Trump con le vittime di Epstein. “Mi aspetto che questo incontro avvenga prima del voto in commissione”, ha detto il senatore repubblicano, sottolineando di avere “una predisposizione positiva” verso la nomina di Blanche, ma di non aver ancora preso la decisione finale. “Sto cercando di andare verso il sì, ma questa è una parte molto importante per la mia decisione“. Le parole di Tillis, che ha deciso di non ricandidarsi ad un terzo mandato il prossimo novembre dopo duri scontri con Trump, arrivano dopo che oggi in commissione ha deposto una delle vittime del finanziere pedofilo, Dani Bensky, che ha accusato Blanche di aver ignorato per mesi le richieste di incontro da parte delle vittime, e ribadito come il dipartimento di Giustizia abbia violato la sua privacy e quella delle altre donne, lasciando nei file Epstein pubblicati le loro informazioni personali. “E’ stato umiliante, assolutamente devastante, rendere pubbliche informazioni sulle vittime provoca danni reali e irrevocabili”, ha detto.

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