“Ero impantanato in un abisso, era un momento molto buio. Questo cane mi ha salvato la vita. Mi agita molto pensare che passerà tutta la sua vita con me e con me morirà”: le confessioni di Zerocalcare

Nelle tavole e nelle serie animate di Zerocalcare, la regola d’oro è sempre stata l’isolamento domestico. Nessun coinquilino, nessuna convivenza tollerata all’infuori della presenza ingombrante dell’Armadillo, la sua storica voce della coscienza. Eppure, come documentato dal Corriere della Sera, la linea di confine tra la finzione del fumetto e la vita reale di Michele Rech è stata definitivamente abbattuta dall’arrivo di un cane in pelo e ossa. Si chiama Ziggy, un nome che omaggia l’alter ego di David Bowie, ed è il meticcio che ha stravolto le abitudini del disegnatore romano, portandolo ad ammettere senza filtri: “Questo cane mi ha salvato la vita”.

L’ingresso di un cane nella vita di Rech aveva avuto delle avvisaglie narrative, in particolare nella serie Due spicci, dove l’alter ego Zero finiva per adottare Giulio, il cane di un amico finito in carcere. Un preludio artistico a un bisogno reale: “Cominciavo a stare in fissa coi cani, evidentemente smaniavo per questa cosa”, ha confessato l’autore. L’incontro con Ziggy, descritto dal fumettista come un vivace “mischione” tra un Setter e un Jack Russell, non è avvenuto però tramite canili o annunci online, ma attraverso una rete di conoscenze personali: “Dopo un anno che questa persona ce l’aveva in stallo, non poteva più occuparsene, non sapeva come fare, allora l’ho ereditato io”.

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