Il ristoratore “Tuccino” chiede al governatore pugliese Antonio Decaro di portarlo in Toscana a morire
“Io, Pasquale Centrone, nomino il governatore della Regione Puglia, Antonio Decaro, mio esecutore testamentario per il suicidio assistito, il fine vita“. Inizia così l’appello pubblicato sui social dal noto ristoratore di Polignano a Mare, noto come Tuccino, da tempo affetto da Sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Lo riporta il Corriere del Mezzogiorno. Centrone, 63 anni, chiede espressamente di essere portato in Toscana, una delle tre regioni italiane dove è in vigore una legge sul fine vita. Ma il suo è anche un messaggio di denuncia: “Perché non riuscite a dare a me e a quelli come me, pazienti fragili di terzo livello, un’assistenza domiciliare duratura e dignitosa?”. Tuccino continua dicendo di essere arrivato a scrivere il post sui social perché, dice, “Non ne posso più di soffrire così”. Dopo quasi 20 anni di malattia che lo aveva costretto a interrompere la sua attività da ristoratore, il 63enne è arrivato al limite: “Nel frattempo che sistemo le pratiche personali, chiedo ai miei figli ed alla mia famiglia, di farmi divertire il più possibile fino a quel giorno. Non sono impazzito oggi, è che non ne posso più”. Rinforza l’appello anche la sorella di Pasquale, Pina Centrone, che spiega che “questa non è solo la storia di una malattia, ma quella di una famiglia lasciata sola ad affrontare un peso enorme”, chiedendosi: “Quante volte bisogna gridare prima di essere ascoltati?”.
Questa storia si inserisce in un dibattito più ampio sul fine vita, regolato da leggi regionali che in Italia sono attualmente in vigore soltanto in tre regioni: la Toscana, la Sardegna e da pochi giorni anche l’Emilia Romagna. La Puglia non ha una norma che disciplini procedure e tempi per l’assistenza sanitaria al suicidio medicalmente assistito: come ricorda il Corriere, il Consiglio regionale aveva respinto o non approvato definitivamente i tentativi di introdurla, ma Decaro ha risposto alla sollecitazione affermando che “il tema del fine vita tocca le coscienze di ognuno di noi. È un tema complesso che ci interroga e che chiede risposte” e dicendosi certo che il Consiglio regionale “non si sottrarrà a una discussione franca sul tema, nel rispetto delle idee e delle riflessioni di ciascuno di noi”. Decaro ricorda inoltre che in Consiglio è stato depositato un testo di legge che egli stesso aveva votato in veste di sindaco della Città metropolitana insieme ad altri consiglieri metropolitani “come proposta normativa sulla scia della sentenza della Corte Costituzionale del 2019”. Si tratta della sentenza n. 242 della Corte Costituzionale che decriminalizzava l’aiuto al suicidio in determinate condizioni, nella quale i giudici hanno anche richiamato il Parlamento a legiferare in materia. “Credo che siano maturi i tempi per avviare un confronto e per cercare di fare sintesi tra le legittime aspirazioni di ciascuno”, conclude il governatore.
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