Dal dramma di Simenon al “vecchio delle cose rotte”: i libri dell’estate per viaggiare o staccare dalla quotidianità
Scrive il monaco Enzo Bianchi: “Vacanze, dal latino vacare, significa certamente far niente, ma un far niente per dedicarsi a fare qualcosa. Nel nostro caso, a far cosa? A riposare. Questa dovrebbe essere la vera attività delle vacanze, perché gli umani hanno bisogno di distanziarsi dalla loro azione, devono ritemprare le forze, prendere consapevolezza di quel che sono e di ciò che fanno”. A darci una mano a staccare la testa dalla quotidianità sono sicuramente i libri: quelli che ci aiutano a viaggiare; quelli che ci fanno partire pur restando in giardino o in piscina; i romanzi che non dimenticheremo più o i saggi che da tempo aspettavamo di prendere in mano. Abbiamo letto alcuni libri tra i più curiosi e attuali del momento (e non solo) per consigliarvene qualcuno.
“La gioia è un duro lavoro” di Gio Evan (Feltrinelli)
Scrittore, poeta, cantautore, poeta, performer, Evan, sa sempre stupire con i suoi libri. Durante gli anni che vanno dal 2007 al 2015 ha intrapreso un viaggio con la bicicletta che lo ha portato in gran parte del mondo: India, Sudamerica, Europa. Comincia a studiare e vivere accanto a maestri e sciamani del posto e in Argentina è stato battezzato come “Gio Evan” da un Hopi. Anche questo testo trasuda di ciò che ha imparato nella sua relazione con il mondo: “Quando brucio un incenso cambio erbe per rispetto locale, così mi hanno insegnato i maestri in Tanzania”. Pagine che danno voce al monologo interiore di un ragazzo che ritrova la madre nell’anima della natura come dicono le tradizioni sciamaniche.
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