“Maldini e Leonardo infantili. I leader non buttano via i loro giocattoli dal passeggino”: durissimo Roy Keane

Roy Keane entra sul caso Maldini e sul disastro della Nazionale italiana come entrava a centrocampo: senza preavviso e con i tacchetti bene in vista. “Non mi è piaciuto per niente. Per me, è stato un comportamento infantile”, dice delle dimissioni di Maldini e Leonardo dopo il no ad Andrea Pirlo. La sua tesi è semplice: “Non lasci un progetto solo perché non hai ottenuto il tuo allenatore preferito. Il calcio non funziona così”.

Keane non nega il diritto di avere una linea e di difenderla. “La gente continua a parlare di lealtà e principi, e va bene. Mantieni la tua opinione, difendi la tua posizione”. Ma, una volta presa la decisione, il compito di chi guida è restare e andare avanti: “Questo è quello che fanno i leader. Non buttano via i loro giocattoli dal passeggino solo perché le cose non sono andate come volevano”. Per l’ex capitano del Manchester United, dunque, il vero esame di Maldini e Leonardo cominciava esattamente nel momento in cui la loro prima scelta veniva bocciata.

Il rispetto per i due ex campioni resta intatto, ma non offre immunità: “Maldini e Leonardo sono leggende del calcio. Nessuno mette in dubbio ciò che hanno raggiunto come giocatori, ma non si tratta di reputazioni. Si tratta di responsabilità”. L’Italia, reduce da anni di delusioni, aveva bisogno di persone capaci di “aiutare a stabilizzare la nave”. Abbandonare dopo appena un paio di settimane, secondo Keane, “manda il messaggio sbagliato a tutte le persone coinvolte”.

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