Deglobalizzazione? No, è solo una riorganizzazione: ecco come cambiano le catene produttive
Negli ultimi anni la parola deglobalizzazione è diventata una scorciatoia narrativa tanto comoda quanto pericolosa: l’idea che il mondo stia tornando indietro verso economie chiuse e catene produttive domestiche. Ma, a guardare bene, questa lettura è fuorviante: non stiamo assistendo alla fine della globalizzazione, bensì a una sua ricomposizione, ossia un riassetto delle interdipendenze, guidato soprattutto dalla distribuzione globalizzata delle catene del valore (Global Value Chains, GVC) e dall’impossibilità economica, tecnica e politica di riportarle principalmente dentro i confini nazionali.
Se la deglobalizzazione fosse un processo reale e strutturale, vedremmo almeno tre segnali robusti e persistenti: contrazione durevole del commercio internazionale, segue…
Source: Il Fatto Quotidiano
