Archivio Tag: Cronaca Nera

Cagliari, uomo ucciso a Sestu a colpi d’arma da fuoco. Indagini della polizia

Delitto questa sera a Sestu nell’hinterland di Cagliari. Un uomo è stato ucciso con alcuni colpi d’arma da fuoco, a quanto pare un fucile. Il fatto è avvenuto poco prima delle 21. Sul posto stanno operando gli agenti della squadra volante della Questura di Cagliari e gli investigatori della squadra mobile. Sono in corso ricerche del killer.

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Rimini, due turiste salvate da aggressione sessuale in spiaggia: arrestato un 36enne

Due turiste tedesche, di 24 e 26 anni, sono state aggredite la scorsa notte sulla spiaggia di Rimini da un 36enne di origine romena. Poco dopo mezzanotte l’uomo, ubriaco, le ha molestate sessualmente. Le ragazze sono riuscite a divincolarsi e a scappare, ma sono state di nuovo raggiunte. Sono state salvate dall’arrivo di un ragazzo di origine senegalese, residente a Bergamo e in vacanza a Rimini, che ha chiamato i soccorsi e ha tentato di bloccare l’aggressore.

Sul posto sono arrivati i carabinieri: i militari sono  riusciti a identificare e ad arrestare l’aggressore, accusato di violenza sessuale e lesioni. È sotto choc la ragazza che ha subito maggiormente le molestie sessuali, mentre l’altra ragazza è rimasta ferita a una mano e ha riportato la frattura del metatarso.

Le due turiste tedesche, una volta dimesse dall’ospedale, verranno ascoltate alla presenza di un interprete e uno psicologo. È già stato ascoltato il ragazzo testimone dell’aggressione. Il giovane, che lavora da anni come operaio nel bergamasco, ha raccontato ai militari di trovarsi in spiaggia per fumare una sigaretta prima di rientrare in hotel. Quando ha visto le due turiste in difficoltà ha pensato subito di chiamare il numero di emergenza e di soccorrere le ragazze, salvandole.

(Foto di archivio)

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Como, 25enne accoltellato alla festa del paese muore d’infarto. Omicida confessa: “Mi aveva gettato dell’acqua addosso”

Un ragazzo di 25 anni è morto per un infarto dopo essere stato accoltellato durante una feste di paese a Veniano, in provincia di Como, la sera del 16 giugno. In mattinata un uomo di 47 anni di Fenegrò ha confessato l’omicidio, dicendo di aver colpito il ragazzo con un coltello a serramanico perché gli aveva gettato addosso dell’acqua.

La vittima si chiamava Hans Junior Krupe, ed era nato in Italia da genitori olandesi. Il 47enne è accusato di omicidio e porto abusivo di arma bianca. L’uomo è stato individuato dai carabinieri di Cantù grazie alle immagini delle telecamere e ai racconti di alcuni testimoni. Quando gli agenti sono entrati in casa sua aveva ancora i vestiti sporchi di sangue.

L’aggressione è avvenuta in una zona appartata del parco comunale, mentre nel paese, di circa tremila abitanti, si festeggiava il Giugno Venianese. Alcuni testimoni hanno raccontato di aver visto dell’agitazione e quando sono intervenuti il giovane era a terra, cosciente ma incapace di chiedere aiuto. Soccorso dal 118, Hans è stato trasportato all’ospedale Sant’Anna di Como, dove i medici del pronto soccorso non hanno potuto far altro che constatarne la morte per arresto cardiaco.

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Treviso, padre di origini marocchine tenta di dare fuoco alla figlia 15enne perché vestiva all’occidentale

Ha cosparso il corpo della figlia di benzina e ha tentato di darle fuoco perché non tollerava che si vestisse all’occidentale. A salvare la vita alla ragazzina 15enne di Arcade (Treviso) è stato il fatto che l’accendino del padre, di origini marocchine e residente da anni in Italia, si è inceppato. L’uomo è stato arrestato per maltrattamenti dopo che la madre della giovane si è rivolta ai servizi sociali denunciando l’episodio. Madre e figlia si trovano attualmente in un centro protetto.

Nonostante la famiglia fosse da tempo in Italia, l’uomo, impiegato in un’azienda della zona, voleva che la ragazza seguisse i precetti islamici. Dopo l’ennesima lite per la lunghezza delle maniche dell’abito, ha afferrato una tanica di benzina e l’ha cosparsa di liquido infiammabile cercando, senza riuscirci, di darle fuoco.

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Napoli, suicida professore ai domiciliari per chat erotica con due studentesse

Si è ucciso sparandosi un colpo di pistola il docente di matematica di un noto liceo classico di Napoli arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di aver abusato due studentesse all’epoca dei fatti quindicenni. L’uomo, 53 anni, era ai domiciliari nella sua residenza in un comune dell’hinterland partenopeo. Sul posto è giunto il pm di turno. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo si sarebbe tolto la vita poco dopo le 14 con un colpo d’arma da fuoco dritto al petto. L’arma risulta legalmente detenuta. La notizia si è diffusa sui social suscitando sgomento tra gli ex allievi del professore. No comment dal legale che sosteneva la difesa, l’avvocato Fulvio Prestieri. 

A scuola si parlava “di queste chat tra il docente e le ragazze, ma abbiamo creduto che fossero notizie false”. Poi l’allontanamento del professore, avvenuto un paio di mesi fa, “che ha fatto sorgere qualche sospetto. Ma avere conferma è stato uno choc”. Nessuno dei due ragazzi dice di conoscere l’insegnante o le ragazze direttamente che “erano del primo anno”. Il professore veniva descritto “come un buon insegnante”. Prima del suicidio e dell’arresto sulla vicenda “erano già in corso” verifiche e approfondimenti. Secondo quanto emerso, il caso sarebbe legato non a un’avvenuta violenza, ma a una chat tra il professore e le due studentesse che sarebbe sfociata in messaggi hot. La denuncia era stata presentata dal padre di una delle due ragazze che avrebbe letto i messaggi scambiati in chat.

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Palermo, entra nel negozio dove lavora la moglie e la uccide: arrestato. “La donna lo aveva denunciato più volte”

Ha ucciso la moglie, commessa in un negozio di calzature, e ferito il figlio 14enne per poi barricarsi all’interno dell’esercizio commerciale. È successo a Carini, grosso centro a ovest di Palermo. Marco Ricci, 41 anni, è entrato nel negozio della moglie Anna Maria Scavo, 36 anni e l’ha accoltellata con un taglierino. I due, secondo quanto riferito, erano separati ma l’uomo non si era rassegnato alla fine del rapporto.

La vittima si trovava nel negozio di scarpe in cui lavorava come commessa, quando è stata colpita alla gola. Dopo l’allarme, i vigili del fuoco sono riusciti ad aprire la porta del negozio e i carabinieri hanno bloccato l’uomo asserragliato all’interno. Sono intervenuti anche i sanitari del 118, ma per la donna non c’è stato nulla da fare. Con i due c’era anche il figlio che è rimasto lievemente ferito ed è stato portato in ospedale. Le indagini sono condotte dai carabinieri che hanno sentito il ragazzo per ricostruire la dinamica della vicenda.

La donna, a quanto riferito dalle agenzie di stampa, si era rivolta più volte ai carabinieri della Compagnia per denunciare le aggressioni subite dall’uomo che si presentava nel negozio e la minacciava perché non avrebbe accettato la fine del matrimonio.

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Pesaro, “donna fantasma” muore in casa: da 47 anni nessuno sapeva più della sua esistenza. “Pesava trenta chili”

Da 47 anni nessuno aveva più notizie di lei. Aveva tagliato tutti i contatti con l’esterno ed era seppellita viva dentro quella casa insieme alla madre e alla sorella. L’hanno trovata senza vita dopo un malore, deperita. Pesava trenta chili. Quella avvenuta a Serravalle di Carda, frazione del comune di Apecchio in provincia di Pesaro e Urbino è una storia di isolamento sociale, aggravato da problemi psichici.  Una storia che ha un nome e un cognome. Lei è Luciana Simoncelli, 59 anni, che da quando ne aveva 12 ha deciso di interrompere la vita al di fuori delle mura di casa. È morta sabato: si è sentita male alla sera, racconta il Corriere della Sera, e la madre ha deciso di chiamare la guardia medica. Ma i soccorsi sono arrivati troppo tardi, lei era già morta. Una donna fantasma, che trascorreva le sue giornate in casa. Nessuno all’esterno di quelle mura sa come passasse il tempo. Cosa facesse. Quali fossero i suoi rapporti con le due donne che abitavano con lei. Il suo volto era scomparso dalla memoria del paese, nessuno sapeva più della sua esistenza.

Il medico del paese Massimo Valentini, chiamato il 10 giugno a riconoscere la vittima in obitorio, aggiunge mistero ad una vicenda già oscura: in 30 anni, ha affermato, era la prima volta che vedeva la 59enne e, in questo lungo periodo, non avrebbe avuto la possibilità di visitarla per l’opposizione della madre. Secondo quanto hanno riferito al giornale alcuni residenti, il medico “aveva tentato di instaurare un rapporto con lei ma non ci era mai riuscito”. Gli ultimi ricordi che in paese qualche abitante ha della donna risalgono a quando non era neanche adolescente ed era una normalissima bimba di 12 anni. Poi più nulla. Il medico ha riferito che la donna era in uno stato di acuto denutrimento ed era arrivata a pesare 30 chili. Per questo era stata chiesta l’autopsia. I carabinieri di Apecchio sono andati nella casa per raccogliere elementi, appurare cosa sia accaduto e inviare una prima relazione alla Procura della Repubblica.

Il sindaco Vittorio Alberto Nicolucci, sempre parlando al quotidiano, chiarisce che la storia di Luciana Simoncelli gli era stata segnalata “dai servizi sociali e, pur non essendo riuscito a conoscere personalmente questa donna, so che ci sono sempre state difficoltà ad avviare un intervento o instaurare un dialogo che la aiutasse a uscire dall’isolamento. Una sensazione di sconfitta che brucia ancora di più in una comunità piccola come la nostra”. Una storia drammatica che ricorda anche quanto avvenuto a Vienna alcuni mesi fa, dove una donna e le sue due figlie gemelle 18 enni sono state trovate in casa, morte di fame. Dall’autunno 2017, con la fine dell’obbligo scolastico, non frequentavano più la scuola. Anche in questo caso, i contatti con l’esterno si erano interrrotti e i servizi sociali austriaci avevano provato a entrare in contatto con le tre donne, che però non avevano mai chiesto aiuto. Tutte storie innestate in un contesto di disagio profondo, aggravato da un pesante quadro psichico.

(immagine tratta da YouTube)

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Napoli, insegnante di liceo arrestato per abusi sessuali su due studentesse

È stato arrestato a Napoli un insegnante di liceo accusato di abusi sessuali su due studentesse. Le due ragazze, all’epoca dei fatti, avevano meno di 16 anni. L’attività investigativa era partita subito dopo la denuncia presentata da una delle due vittime.

Le sue dichiarazioni hanno poi trovato riscontro negli approfondimenti eseguiti dalla polizia giudiziaria, anche analizzando i dispositivi telefonici e informatici – posta elettronica e chat – della giovane. L’insegnante, arrestato al termine di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli, è ora ai domiciliari su ordine del gip.

 

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Bologna, aggredisce una 24enne e la stupra in un parco in piena notte. Fermato un 31enne

Stava rientrando a casa dopo una serata fuori con gli amici, quando è stata aggredita, trascinata in un parco e violentata. Così una 24enne è stata stuprata nella notte del 2 giugno, a Bologna, in un’area verde nei pressi del dopolavoro ferroviario. La Squadra Mobile della Polizia, dopo aver investigato per sei giorni, ha eseguito l’8 giugno un fermo nei confronti di un 31enne, originario del Brasile e naturalizzato italiano, ritenuto responsabile della violenza. Alle 10.30 di martedì è stata convocata una conferenza stampa in Questura.

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Vicenza, donna uccisa dall’ex con un coltello da sub. Ferito il nuovo compagno. L’uomo ha poi tentato il suicidio: è grave

Una donna di 43 anni è stata trovata uccisa con una coltellata e due uomini sono stati trasportati d’urgenza agli ospedali di Vicenza e di Padova: è accaduto fuori da un’abitazione di Montegaldella, comune nell’area dei Colli Berici. Secondo le prime informazioni le due persone sarebbero ferite in modo grave e uno in particolare lotta per la vita. Sul posto i carabinieri della stazione di Longare, raggiunti dai colleghi del nucleo operativo di Vicenza. Stando agli elementi raccolti finora, l’ex convivente di 38 anni si è presentato fuori dall’abitazione dell’ex compagna con un coltello da sub in mano, l’ha colpita per almeno dieci volte fino ad ucciderla, poi ha accoltellato gravemente l’attuale compagno di 45 anni e infine ha rivolto la lama contro di sé nel tentativo di suicidarsi.

Fino ad un mese fa l’uomo – che non ha precedenti – e la vittima vivevano assieme ma quando il rapporto si era interrotto l’omicida aveva lasciato l’appartamento. L’accoltellatore si trova ora in condizioni disperate all’ospedale di Padova per varie lesioni da taglio autoinferte al torace e al collo. Meno preoccupanti, anche se gravi, le ferite del secondo uomo, trasportato all’ospedale di Vicenza.

Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, la violenza è cominciata vicino al garage che si trova all’esterno dell’appartamento della vittima, nel quale l’uomo si era recato con la scusa di farsi restituire degli oggetti rimasti in casa dopo la fine della storia d’amore. Non si sa cosa abbia scatenato improvvisamente la furia, forse l’aver visto con i propri occhi il nuovo compagno della vittima o semplicemente le divergenze che l’ex coppia pare avesse per pregresse questioni economiche.

Ad assistere all’aggressione è stata una vicina di casa che ha allertato i Carabinieri, raccontando che un uomo stava ripetutamente accoltellando due persone. All’arrivo dei soccorsi per la donna non c’era più nulla da fare.

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