Archivio Tag: La7

Giletti contro De Luca: “Solo chiacchiere e distintivo. Vada negli ospedali e non predichi dietro una scrivania comoda dicendo cazzate”

Doppio intervento di Massimo Giletti nei confronti del presidente della regione Campania Vincenzo De Luca nel corso dell’ultima puntata di Non è l’Arena (La7). Prima facendo i conti in tasca alla sanità campana e accusando De Luca di non dire la verità sui fondi effettivamente a disposizione: “Lei governa una regione importante per questo paese, dovrebbe dire la verità, invece è solo chiacchiere e distintivo”. Poi sul tema della scuola: “La scuola ci permette di formare quelli che saranno i dirigenti di questo Paese, tenere a casa ai ragazzi è un danno enorme che facciamo a loro e a tutto il Paese. Basta con chi ha successo con frasi inutili, chi amministra un Paese dovrebbe stare zitto e andare negli ospedali a vedere cosa non funziona. Non a predicare dietro una scrivania comoda dicendo cazzate!”

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La7, Briatore: “Noi cafoni della Costa Smeralda stiamo sulle balle a tutti perché non siamo i radical chic di Capalbio”

“Ormai è diventata famosa la mia prostatite, ma non la auguro a nessuno, neanche al presidente della Regione Campania che ci rideva sopra“. Inizia così a “Non è l’arena” (La7) la bordata dell’imprenditore Flavio Briatore a coloro che hanno ironizzato sulla sua malattia, ai media e in particolare a Vincenzo De Luca, che lo scorso mese aveva ironizzato, parlando di “prostatite ai polmoni”.

E rincara: “Quando succede qualcosa a persone che sono vincenti e che hanno fatto delle cose, questa gente le attacca. E così garantisci a queste persone un po’ frustrate e invidiose qualche secondo di benessere. Basti pensare alle critiche ricevute da Alberto Zangrillo. Sono stati insultati medici che hanno salvato centinaia di persone, hanno insultato la sanità lombarda, hanno insultato chiunque. Con questa gente devi passare, lasciare e guardare. E’ gente che vive male, perché, quando tu auguri che succeda qualcosa di brutto a qualcuno, è perché umanamente sei una merda”.

Briatore prende di mira i media e i giornali: “C’è stato un attacco veramente bestiale e vergognoso contro la Sardegna e in particolare contro la Costa Smeralda, dove la discoteca più famosa è il Billionaire, e quindi contro di me. Hanno detto fake news giornalmente. Sicuramente ci sono stati contagi, come in tutte le altre discoteche. Però, come dice Zangrillo, ci sono le discoteche di destra e le discoteche di sinistra. Della costiera romagnola non ha parlato nessuno – prosegue – perché la Sardegna e la Costa Smeralda stanno sulle balle alla gente. In Costa Smeralda c’è un certo tipo di clientela, che non è quella di Capalbio. Quella di Capalbio va bene, perché sono tutti più o meno radical chic e noi invece siamo i cafoni della Sardegna. C’è stato, insomma, un attacco molto molto violento da parte di tutti i media e di tutti i giornali. Poi, quando sono stato male, è aumentato”.

L’imprenditore, infine, rivela di aver chiarito con la virologa Maria Rita Gismondo, che lo scorso 8 agosto in una intervista al Fatto Quotidiano aveva dichiarato: “Mi vanto di non essere mai andata al Billionaire”. Rovente è stata la replica di Briatore al suo indirizzo, ma il 14 agosto hanno chiarito tutto: “Con Rita ci siamo spiegati. E’ stata con me a cena al Billionaire e credo che abbia passato una bellissima serata”.

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Omicidio Willy, villa con statue di leoni e auto di lusso: la casa del padre dei fratelli Bianchi che percepiva il reddito di cittadinanza

Statue di leoni, le iniziali sul cancello, tre auto (di cui due senz’altro costose), un servizio di videosorveglianza. È la villa del padre dei fratelli Bianchi, in carcere per l’omicidio di Willy Duarte, che percepiva il reddito di cittadinanza e per questo accusato di frode. Il video è stato mandato in onda a Non è l’Arena, su La7.

Video La7

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La7, Majorino a Formigoni: “È ai domiciliari per vicenda con sanità privata e spiega che rapporto con la pubblica non è ambiguo? Incredibile”

Durissimo scontro a “Piazzapulita” (La7) tra l’europarlamentare del Pd, Pierfrancesco Majorino, e l’ex presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, condannato in via definitiva a 5 anni e 10 mesi per il crac delle fondazioni Maugeri e San Raffaele e attualmente agli arresti domiciliari. Focus del dibattito è la gestione regionale lombarda dell’emergenza coronavirus. Formigoni difende strenuamente il sistema sanitario lombardo: “Sulla sanità privata vengono raccontate un mucchio di balle. In Lombardia i posti letto pubblici sono sempre stati superiori a quelli privati. Noi abbiamo accreditato soltanto strutture private di grandissimo nome”.

Il conduttore, Corrado Formigli, dà poi la parola a Majorino, ma invano, perché l’ex governatore lombardo continua a sovrapporre la sua voce e a ribadire le sue ragioni, costringendo il giornalista ad abbassare l’audio del suo microfono. Ma Formigoni ignora l’invito di Formigli, che poi lo ammonisce: “Siamo stati costretti ad abbassarle l’audio, la prego. Poi le do la parola. Deve anche rispettare gli altri, altrimenti qui è un casino”.

L’ex assessore regionale lombardo osserva che in Lombardia sul pubblico e privato andrebbe rifatto tutto. E chiosa: “Non volevo tirare fuori questa cosa, però che Formigoni, condannato in relazione a una vicenda di rapporto con la sanità privata, venga qui a spiegare che il rapporto tra pubblico e privato non è ambiguo è incredibile. È una cosa che parla da sola”.
“Bravo, bravo”, commenta Formigoni, che provocatoriamente batte le mani.

“Insomma, lei è agli arresti domiciliari – ribatte Majorino – Può fare lo spiritoso quanto vuole, ma è un dato di fatto. Il problema è proprio il fatto che la sua condanna confermi l’opacità del rapporto tra pubblico e privato”. “Lei non sa più cosa dire. Se arriva a questo, vuol dire che non ha argomenti”, replica Formigoni. “No, la sua condanna è storia”, commenta Majorino.

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Coronavirus, Augias su La7: “Conte sta facendo cose che nessun presidente del Consiglio ha mai dovuto fare dal 1948 a oggi”

Conte ha fatto quello che doveva fare. Lo ha fatto commettendo degli errori e arrivando qualche volta in ritardo, ma ricordo che Giuseppe Conte, che fino a pochi mesi fa era al governo avendo ai lati come Pinocchio i due carabinieri Di Maio e Salvini, sta facendo cose che nessun presidente del Consiglio dal 1948 a oggi ha mai dovuto fare“. Sono le parole del giornalista Corrado Augias, ospite di “Otto emezzo”, su La7.

Lo scrittore aggiunge: “Che ci siano delle incertezze, degli errori, dei ritardi è nell’ordine delle cose. Su questo non si può discutere. Sono d’accordo al 100% con quello che ha detto Scanzi: il fatto che delle persone che hanno dato prova non di autorevolezza, ma di autoritarismo quando erano al governo, come Salvini nel ruolo di ministro dell’Interno, parlino di deriva autoritaria fa un po’ ridere. Conte ha agito praticamente da solo col Cdm e per decreto. Tuttavia, chiedo questo, perché non sono tanto sicuro della risposta: è arrivato il momento in cui Conte deve rendere partecipe anticipatamente delle sue decisioni il Parlamento? – continua – E se la risposta è sì, come facciamo a riunire in quello spazio i parlamentari, date le misure di distanziamento sociale? Insomma, bisogna riunire le Camere oppure Conte, in questa fase di emergenza, deve continuare ad agire come finora, finché non si raggiunge il famoso picco? Conte ha agito con ragionevole cautela, mantenendo un equilibrio pazzesco tra il diritto alla salute e il dovere di continuare in qualche modo a produrre in modo da non trovarsi, a emergenza finita, in condizioni davvero critiche”.

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Coronavirus, Beppe Severgnini denuncia: “Io invitato in Rai, non mi hanno fatto entrare perché sono di Crema”

“Un po’ di confusione c’è stata nel nostro Paese. Forse anche dell’ansia eccessiva. Vi racconto quello che è successo a me tre ore fa. Sono stato invitato da un programma della Rai, ma ancora prima che io confermassi la mia presenza, mi hanno detto che io sono di Crema, che è nella Lombardia del sud, e quindi non avrei comunque potuto entrare nello stabile”. Così il giornalista Beppe Severgnini, ospite di “Otto e Mezzo” su La7, ha raccontato a Lilli Gruber la sua esperienza in prima persona con gli effetti del coronavirus, spiegando come l’assenza di indicazioni precise abbia secondo lui contribuito a scatenare nelle persone ansie e paure. “Se tu non puoi entrare nello studio Rai di Milano è una stranissima sensazione. Fateci sapere allora qual è la regola generale da seguire, quali sono le città e i posti soggetti a restrizioni”, ha concluso il giornalista.

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Mirko Matteucci, “Missouri 4 torna dopo mesi di silenzio: “Ti mettono su un aereo e ti dicono vai”

Dopo mesi di silenzio e assenza dai social, Mirko Matteucci in arte “Missouri 4” torna a farsi vedere pubblicando su Twitter due brevi video in cui lo si vede scendere da un’auto, guardarsi attorno, rivolgersi alla telecamera e dire in romanesco: “Ti pigliano, ti mettono su un aereo e ti dicono ‘vai’. Tu dici ‘dove?’. ‘Vai’. La temperatura è ottimale, una giornata di primavera, si può lavorare anche in mezze maniche… Dice che ogni lungo viaggio comincia con il primo passo… e allora famolo sto passo, no?! Dajeeee!”.

Parole che lasciano intuire che qualcosa bolle in pentola, anche perché nel secondo video lo si vede davanti al teatro Ariston di Sanremo, dove tra pochi giorni inizierà la 70esima edizione del Festival: “Una cosa ve la posso dì… non so’ venuto a canta’! Tranquilli”, dice Matteucci senza svelare nulla. Messaggi che alimentano la curiosità dei fan sul suo ritorno, anche perché “Missouri 4” non fa alcun riferimento a “Gazebo ” e “Propaganda Live“, i programmi di La7 che erano stati la sua “casa” fino allo scorso anno e che lo avevano fatto conoscere e apprezzare al pubblico. Non resta che attendere novità su questo suo nuovo progetto.

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Non è L’Arena, Tina Rispoli contro Saviano: “È una persona malata, questo è un pazzo”. E Bocca attacca lei e Colombo: “Siete spaventosi”

Durissimo faccia a faccia a “Non è L’Arena” con la chiacchieratissima coppia formata dal cantante nelomelodico Tony Colombo e Tina Rispoli, accusati entrambi di avere forti legami con la Camorra. La Rispoli è stata sposata con Gaetano Marino, ritenuto un boss di spicco della criminalità organizzata, che è stato ucciso sette anni fa a Terracina, freddato da 13 colpi di pistola. La vedova poi si è sposata con Tony Colombo. Da una inchiesta di Fanpage, sarebbe emerso che i due sarebbero legati alla Camorra e che al matrimonio, che si è celebrato il 28 marzo scorso in pompa magna, erano presenti anche esponenti di spicco di alcune famiglie mafiose.

I due hanno sempre respinto tutte le accuse professandosi incensurati e soprattutto senza alcun legame con i clan citati. Ad un certo punto Tony Colombo ha anche minacciato di lasciare lo studio: “Me ne vado. E’ una vergogna associare la camorra alla mia vita, solo perché deve fare audience. Parliamo onestamente”. Tra i tanti video che sono stati fatti vedere, quello di un uomo che ha accusato la Rispoli di scendere in strada la notte per riscattare i soldi del traffico di droga. Ma la donna non ci sta: “C’è un signore che dice che scendevo in pigiama e prendevo i soldi della droga: lo voglio denunciare. Una cosa così squallida non l’ho mai fatta. Gaetano era un marito amorevole e non permetteva che la moglie facesse una cosa del genere”.

Infine Tina Rispoli, dopo aver visto un video in cui Roberto Saviano sosteneva la tesi dell’accusa, in merito ai suoi rapporti con la Camorra, ha tuonato: “Questa è una persona malata, un depresso, ragazzi questo è un pazzo, io ci sto mettendo la faccia. Questo non fa altro che raccontare Gomorra, quello che legge dai giornali”. E se Giletti ha risposto: “Non potete definirlo come lo definite voi, è un narratore di realtà”. La donna ha ribadito: “Ma quale realtà? Non ce la facciamo più a sopportarlo. Dal 2004 sta raccontando sempre la stessa storia. Abbiamo capito”.

Infine Massimo Giletti ha tenuto a rispondere ad alcune accuse che gli sono state mosse, in merito al fatto che ha sempre condannato l’uso – nel nome della spettacolarizzazione – che Barbara d’Urso avrebbe fatto con le immagini del matrimonio incriminato. “Non ho mai avuto scheletri nell’armadio e per questo ho sempre avuto la libertà di poter dire a tutti quello che penso. – ha puntualizzato – Hanno detto che attacco Barbara d’Urso, no: noi attacchiamo un modo di fare televisione che per me è irresponsabile. Non è stata solo la d’Urso a parlare di questa storia, ma anche altri, senza porsi le domande che avrebbero dovuto porsi”.

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Salvini, scontro Calenda-Senaldi su La7. “Prima gli italiani? No, prima le cubiste del Papeete”. “È un azienda turistica che fattura tanti soldi”

Polemica pepata a Dimartedì (La7) tra Carlo Calenda, europarlamentare e leader di Azione, e il direttore responsabile di Libero, Pietro Senaldi. Quest’ultimo, prendendo spunto da un dato sulla crisi del mercato immobiliare, osserva: “Era già entrato in crisi col governo Monti. Ricordiamo che Monti ce l’ha mandato la Merkel, dopo che noi abbiamo salvato la Grecia. In realtà, non abbiamo salvato la Grecia, ma le banche della signora Merkel“.
E ti pareva“, insorge l’ex ministro Elsa Fornero, ospite in collegamento.

Quando le nostre banche sono andate in crisi – continua Senaldi – la signora Merkel non ha mosso un dito. Ma perché dobbiamo delegare la nostra economia sempre ai tedeschi, che se ne fregano di noi?”.
“Ma quand’è che abbiamo salvato le banche tedesche coi soldi italiani?”, chiede Calenda.
“Quando abbiamo salvato la Grecia”, risponde Senaldi.
“No, no, scusa, contribuì tutta la Ue – replica l’europarlamentare – Quindi, non dovevamo aiutare la Grecia?
Ah, guarda, a me non interessa assolutamente salvare la Grecia“, risponde Senaldi.
“Ah, allora basta – ribatte Calenda – Va bene così. Ma perché poi state sempre a frignare sul fatto che la Ue non ti aiuta e, quando poi aiutiamo un Paese, dici che non avremmo dovuto aiutarlo? Si abbia almeno una idea chiara nella vita”.

“Prima gli italiani”, ironizza Giovanni Floris.
“Ma è evidente – controbatte Calenda, citando Salvini – Non è che vado al governo e al ministero, dicendo che ci sono prima gli slovacchi. Ma se vuoi governare prima per gli italiani, vai ai Consigli Europei a difendere le tue buone ragioni. Non stai a casa a grattarti la pancia o a dire ‘Prima gli italiani’ dal Papeete. Aoh, ma dai, abbi pietà. Prima le cubiste, altro che prima gli italiani“.
Che differenza c’è tra il Papeete e Capalbio non l’ho mai capito – insorge Senaldi – Il Papeete è un’azienda turistica con un sacco di soldi“.
Ma chi se ne frega che è un’azienda turistica – risponde Calenda – Ma vai ai Consigli Europei! Che fai, vai al Papeete? E su, sei un ministro della Repubblica!”.

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