Archivio Tag: Napoli

Caserta, bimba di 8 anni travolta da pirata della strada sotto effetto di cocaina: è gravissima. Il 47enne si è poi costituito

Una bambina di 8 anni è ricoverata in pericolo di vita dopo essere stata investita da un 47enne sotto effetto di cocaina. L’uomo, qualche ora dopo essere fuggito senza prestare soccorso, si è costituito ai carabinieri. È successo il 24 agosto a Pescopagano a Mondragone, in provincia di Caserta, dove la piccola, di nazionalità ucraina, si trovava in vacanza con i genitori. Il 47enne è stato sottoposto a fermo e portato ai domiciliari.

La famiglia stava camminando in una strada della località di villeggiatura quando l’auto ha travolto la figlia. La piccola è stata trasferita in gravissime condizioni presso la clinica Pineta Grande di Castelvolturno, dalla quale è stata poi portata al Santobono di Napoli. Qui è stata sottoposta a un intervento chirurgico. Da una prima ricostruzione, pare che l’investitore, residente a Napoli, nel quartiere Secondigliano, abbia proseguito nonostante il forte impatto la marcia, accelerando senza fermarsi a prestare soccorso. Solo in serata si è presentato alla caserma dei carabinieri di Casavatore. Dagli esami tossicologici è emerso che il conducente guidava sotto effetto di cocaina.L’automobile era priva di assicurazione e revisione.

I carabinieri di Mondragone, che hanno avviato le indagini, l’avevano ritrovato il mezzo in una strada poco frequentata di Pescopagano, nascosta tra la vegetazione. Così sono risaliti al 47enne, ora sottoposto al fermo domiciliare per omicidio stradale e a disposizione dell’autorità giudiziaria della procura di Napoli Nord.

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Napoli, all’improvviso la tromba d’aria sulla spiaggia di Varcaturo: panico tra i bagnanti. Il video della fuga

Momenti di paura sul litorale tra Licola e Varcaturo, nella città metropolitana di Napoli. All’improvviso, sulla spiaggia, si è formata una tromba d’aria che ha sollevato ombrelloni, lettini e altri oggetti. Nel video, la fuga di bagnanti e turisti che trovano riparo all’interno di un ristorante. Ferita una bambina, che è stata colpita dal materiale sollevata dal forte vento. Il vortice è durato alcuni minuti e sul posto è intervenuto il 118 per prestare soccorso.

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La Napoli borbonica sfila a Milano con Isaia. E con lui i migranti firmano la prima collezione “La moda unisce”

Putti rococò, arazzi fiamminghi, eruzioni notturne del Vesuvio e porcellane della Real Fabbrica di Capodimonte. A tutto questo si è ispirato il marchio di moda napoletano Isaia per la sua ultima collezione Uomo primavera estate 2020. Una creatività tutta made in Naples: denim sartoriale, un tessuto vellutato “pelle d’uovo” e camicie setose che sembrano affreschi da appendere ai muri.

Per Gianluca Isaia, terza generazione al comando, la napoletaneità è una carta d’identità. E il suo impegno a farsene “ambasciatore nel mondo” è doppio. Insieme ad Amina Rubinacci, altro brand storico napoletano, le due aziende sono state protagoniste del progetto “Madre per il Sociale” mettendo a disposizione di migranti provenienti dalla Costa d’Avorio, dal Mali, dalla Nigeria e dal Senegal materiali e sapienza sartoriale.”La moda unisce” (è questo il nome della collezione), crea ponti, non alza barriere. E così, da Napoli salpa il progetto della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee, fortemente voluto dalla sua presidente Laura Valente. Sotto la supervisione di Stefano Chiassai, i ragazzi migranti coinvolti nel progetto hanno “cucito” abiti e speranze per un futuro migliore.

Ma questo non è l’unico progetto socio-culturale firmato Isaia. Con l’hashtag #ThePas MeetstheFuture, Gianluca, a nome della neo Fondazione Isaia, alla memoria di suo padre, si fa promotore di un ciclo di lezioni di dialetto napoletano in tutte le sue forme e sfumature, storia, fonetica, etimologia, sintassi. Con tanto di studio di testi dal Cinquecento al Novecento, passando per la Canzone Napoletana. Perché a lengua napulitana è na lengua ca vive. “Le tradizioni sono un dono da rispettare e tramandare. Rispettare il passato per poter disegnare il futuro”, dice Isaia.

Uno spettacolo in scena per gli amici a quattro zampe
Come sarebbe bello se il nostro cucciolo defecasse monete d’oro. È una delle favole de Lu Cunti de li Cunti di Giambattista Basile, il cantastorie seicentesco, recitato da uno straordinario Beppe Barra, al guinzaglio la sua Carlotta, un meticcio trovatello. È la sorpresa fiabesca di Mariagrazia Leonetti, mecenate napoletana per ricevere amici e cani. Nella chiesa sconsacrata di San Rocco, fra altari e altarini barocchi, tarallucci e vino, ha presentato quadri di quadrupedi vestiti con abiti papali e mise settecentesche. Dopo la visione vietato dire: che vita da cani. La buona notizia è che i proventi andranno alla clinica intensiva veterinaria dell’Ateneo Federico II.

Tra un globo di cemento e una nuvola di schiuma
Una nuvola di schiuma galleggia in un’arena buia, teatro di una curiosa performance di virilità, animalità e ritualità, tra scalpitio di zoccoli di tori: è il video firmato da Yalda Afsah. E poi un globo di cemento che sovrasta la Chiesa Madre di Gibellina, il paesino siciliano distrutto dal terremoto nel 1968, un anno prima della missione Apollo 11, che vuole evocare proprio la luna secondo la visione del regista Tobias Zielony. Sono queste le due performance del vernissage “Of a Fire on the Moon” alla galleria di Lia Rumma a Napoli. Zielony è l’autore dei 7000 scatti per il cortometraggio cult “La Vele di Scampia”. Mentre Fuck, Cook, Look: the first and last time I remember being in Naples di Gwen Smith, è già tutto spiegato nel titolo.

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Sarri, Giampaolo, De Zerbi e gli altri: ecco la Serie A del bel gioco che costa (relativamente) poco

Il bel gioco? Se costa poco. È in base a un’idea simile che in Italia si sta facendo strada una nuova generazione di allenatori: giovani, spesso senza un grande passato alle spalle, provenienti dalla provincia, con un’idea di gioco opposta a quella tradizionale italiana e con ingaggi abbondantemente abbordabili. Ne è il capostipite Sarri: arrivato alla ribalta a sessant’anni grazie a un’intuizione di Aurelio De Laurentiis. Un’intuizione però fedele al principio del low cost: l’anno prima sulla panchina sedeva Benitez, che era il tecnico più pagato in A in quella stagione (2014/2015) con 3,5 milioni di euro l’anno di ingaggio. E dunque prendendo Sarri, che al primo anno percepiva 900mila euro base, diventati 1,4 milioni coi bonus, il patron del Napoli aveva ottenuto anche un risparmio importante. E alla Juve Sarri guadagnerà meno di Allegri (6,5 milioni contro i 7,5 che percepiva Max) e infinitamente meno di quel che avrebbe guadagnato il sogno proibito Guardiola (oltre 20 milioni a stagione).

Ma “il modello Sarri” ha fatto breccia in diverse altre realtà: se alla Juve la vittoria, Sarri o non Sarri, è imprescindibile, altrove in situazioni economiche non rosee e con possibilità di vittoria scarse si punta al bel gioco, al divertimento.“Non si vince, ma almeno lo spettacolo sarà godibile” è il ragionamento. E così il Milan punta su quello che per gioco e per evoluzione della carriera è stato considerato erede di Sarri, Giampaolo: ex enfant prodige della panchina ai tempi di Ascoli, quando non aveva neppure il patentino per allenare, una frenata brusca dopo stagioni non esaltanti a Siena, Catania e Cesena, poi la ripartenza dalla Lega Pro con la Cremonese e la “rinascita” a Empoli e alla Samp. Ci si aspetta un Milan divertente, come divertente è stato il 4-3-1-2 di Giampaolo nelle ultime stagioni, e con un esborso non eccessivo: l’ex doriano dovrebbe percepire circa due milioni, come Gattuso in pratica.

Lo stesso motivo aveva spinto la Roma a puntare su Di Francesco qualche anno prima, e non è un caso se oggi i nomi più gettonati tra gli emergenti siano quelli di De Zerbi (predestinato a collezionare vittorie, dicono gli addetti ai lavori, ma ad oggi se una big puntasse su di lui si parlerebbe comunque una scommessa), Corini reduce dalla promozione in A col Brescia, Italiano artefice del miracolo Trapani: tutti con una carriera da calciatori di provincia, con tanta gavetta alle spalle da allenatori, con idee di gioco lontane dal catenaccio e contropiede e, soprattutto, con un ingaggio abbordabile. Caratteristiche di fronte alle quali i puristi dell’italianità storceranno il naso: alla base dell’ormai famoso litigio tra Max Allegri e Adani questo era uno dei punti cruciali, “si vuol buttare tutto quello che hanno insegnato i nuovi allenatori, e invece ci sono molte cose utili” la riflessione di Allegri critica col “guardiolismo” di tanti giovani allenatori.

E tuttavia chi ha qualche ambizione in più sembra propenso a intraprendere una strada diversa: l’Inter infatti vira su Conte, che sarà il più pagato della Serie A con 11 milioni a stagione, il Napoli ha scelto Ancelotti, che ne guadagna 6,5. Un doppio binario dunque: il divertimento low cost per chi è alle prese con ristrutturazioni, fair play finanziario e rifondazioni e i “top manager” per chi ha ambizioni di vittorie, con la Juventus però a fare stranamente da anomalia giocando nel mezzo, puntando sul bel gioco di un allenatore di provincia (non più a basso costo però) mantenendo altissime ambizioni di vittoria. Sarà una stagione interessante dunque, anche in considerazione dello scontro tra diverse scuole di pensiero, scontro che solo due stagioni fa si sarebbe giocato a parti invertite.

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Napoli, due ore di protesta dei detenuti nel carcere di Poggioreale: danni a un padiglione ma nessun ferito

Molti danni in un padiglione, ma nessun ferito. È rientrata nel giro di un paio di ore, la protesta di un gruppo di detenuti nel carcere napoletano di Poggioreale. La protesta, secondo il Dap, si è conclusa  i detenuti, dopo un confronto con il Comandante e il Provveditore della Campania, hanno fatto tutti rientro nelle proprie celle.

Il gruppo di 220 persone – ricostruisce la nota – aveva preso possesso nel primo pomeriggio del padiglione Salerno dell’istituto, “sfogando la propria rabbia sulle strutture del reparto detentivo e sulle suppellettili. Immediatamente il Prap campano ha mobilitato squadre di agenti di Polizia Penitenziaria da altri istituti del territorio che hanno affiancato gli agenti in servizio a Poggioreale, contribuendo a riportare la calma e a ripristinare la normalità”.

Sul posto il magistrato della Procura Nunzio Fragliasso e il Provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria, il quale, proprio nei giorni scorsi, aveva disposto uno sfollamento di 90 reclusi. In breve saranno invece trasferiti, ai sensi della circolare del Capo Dap dell’ottobre scorso, i detenuti violenti autori della protesta. “Proprio con particolare riguardo agli eventi critici e alle aggressioni da parte dei detenuti – si sottolinea – il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria sta lavorando da tempo. Dopo la suddetta circolare sul trasferimento dei detenuti per motivi di sicurezza, è stato appositamente istituito un gruppo di lavoro per affrontare in maniera sistematica proprio eventi critici e aggressioni. Il progetto conclusivo, già portato in due occasioni all’attenzione dei sindacati con i quali si è prossimi a un accordo, è ora in dirittura di arrivo, a testimonianza – si conclude la nota – che sulla situazione degli istituti penitenziari l’attenzione del Dap è sempre altissima”.  I sindacati della polizia penitenziaria in diverse note chiedono l’intervento del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, misure contro il sovraffollamento e una task force permanente che però esiste già.

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Napoli, suicida professore ai domiciliari per chat erotica con due studentesse

Si è ucciso sparandosi un colpo di pistola il docente di matematica di un noto liceo classico di Napoli arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di aver abusato due studentesse all’epoca dei fatti quindicenni. L’uomo, 53 anni, era ai domiciliari nella sua residenza in un comune dell’hinterland partenopeo. Sul posto è giunto il pm di turno. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo si sarebbe tolto la vita poco dopo le 14 con un colpo d’arma da fuoco dritto al petto. L’arma risulta legalmente detenuta. La notizia si è diffusa sui social suscitando sgomento tra gli ex allievi del professore. No comment dal legale che sosteneva la difesa, l’avvocato Fulvio Prestieri. 

A scuola si parlava “di queste chat tra il docente e le ragazze, ma abbiamo creduto che fossero notizie false”. Poi l’allontanamento del professore, avvenuto un paio di mesi fa, “che ha fatto sorgere qualche sospetto. Ma avere conferma è stato uno choc”. Nessuno dei due ragazzi dice di conoscere l’insegnante o le ragazze direttamente che “erano del primo anno”. Il professore veniva descritto “come un buon insegnante”. Prima del suicidio e dell’arresto sulla vicenda “erano già in corso” verifiche e approfondimenti. Secondo quanto emerso, il caso sarebbe legato non a un’avvenuta violenza, ma a una chat tra il professore e le due studentesse che sarebbe sfociata in messaggi hot. La denuncia era stata presentata dal padre di una delle due ragazze che avrebbe letto i messaggi scambiati in chat.

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Napoli, insegnante di liceo arrestato per abusi sessuali su due studentesse

È stato arrestato a Napoli un insegnante di liceo accusato di abusi sessuali su due studentesse. Le due ragazze, all’epoca dei fatti, avevano meno di 16 anni. L’attività investigativa era partita subito dopo la denuncia presentata da una delle due vittime.

Le sue dichiarazioni hanno poi trovato riscontro negli approfondimenti eseguiti dalla polizia giudiziaria, anche analizzando i dispositivi telefonici e informatici – posta elettronica e chat – della giovane. L’insegnante, arrestato al termine di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli, è ora ai domiciliari su ordine del gip.

 

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Bimbo morto, imputazione coatta per madre ed ex compagno già condannati per la morte di Fortuna Loffredo

Il gip di Napoli Pietro Carola ha respinto la richiesta di archiviazione e contestualmente ordinato l’imputazione per Marianna Fabozzi, madre di Antonio Giglio, il bimbo di 4 anni precipitato dalla finestra di un’abitazione del Parco Verde di Caivano (Napoli), il 28 aprile 2013. Per la donna è stato ipotizzato il reato di omicidio mentre per l’ex compagno, Raimondo Caputo, il favoreggiamento personale.

Entrambi sono stati condannati al termine del processo per l’omicidio di Fortuna Loffredo, la bimba gettata giù dallo stesso palazzo, circa un anno dopo la morte del piccolo Antonio. Gennaro Giglio, padre del bambino, difeso dagli avvocati Sergio e Angelo Pisani, ha più volte accusato la ex moglie della morte di Antonio. Secondo quanto riferito dalla madre, il bimbo sarebbe precipitato dopo essersi sporto troppo dalla finestra nel tentativo di guardare un elicottero dei Carabinieri in volo. Il 24 giugno 2014, Chicca Loffredo veniva gettata giù dallo stesso palazzo. Ad accusare e far condannare Caputo per la morte di Fortuna fu la sorella maggiore di Antonio, la piccola amica del cuore di Fortuna. A riferire che il piccolo non morì accidentalmente fu una donna che si disse testimone della tragedia. La donna, sorella di Caputo, riferì di avere visto la Fabozzi, riflessa in uno specchio, compiere il gesto. E anche Raimondo Caputo ha accusato la compagna della morte del piccolo.

Per il giudice la richiesta di archiviazione non poteva essere accolta perché sono presenti sufficienti elementi che consentono di celebrare il giudizio. Tra questi, oltre alle dichiarazioni di Antonietta Caputo, sorella di Raimondo Caputo, il tentativo di quest’ultimo, e della Fabozzi, di farle cambiare versione e le dichiarazioni raccolte da un detenuto nel carcere di Napoli Poggioreale, il quale ha riferito di aver appreso dallo stesso Caputo che la morte di Antonio non fu un incidente ma che Marianna l’aveva fatto cadere. L’uomo disse anche che Caputo in quella circostanza aveva difeso la compagna per evitare che parlasse di Fortuna. In una denuncia inoltre del 31 gennaio scorso Raimondo Caputo ha ricondotto esplicitamente la morte di Antonio a un omicidio. Per il giudice è del tutto inverosimile che un bimbo di 4 anni si arrampichi su una finestra per infilarsi nello strettissimo spazio di 25 cm anche perché sotto la finestra non vi era nessun mobile che gli avrebbe consentito di salirvi sopra e raggiungere il davanzale. “Nel doveroso rispetto delle determinazioni della Procura riteniamo che il processo sia il luogo più adatto per accertare le cause della morte del piccolo Antonio” dicono gli avvocati.

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Sarri alla Juve, quasi fatta. Giampaolo vicino al Milan (con Andersen e Praet). Il Napoli sogna Lozano e James Rodriguez

Il calciomercato in Italia inizierà ufficialmente il primo luglio, ma procuratori e direttori sportivi hanno già i cellulari attaccati alle orecchie e l’agenda piena di incontri. In Italia a tenere banco è il futuro della panchina della Juventus, con l’annuncio di Maurizio Sarri che, però, dovrebbe essere ormai questione di giorni, se non di ore. I cambi di panchina però interessano anche altri club: dal Portogallo arrivano conferme su un incontro in programma tra i rappresentanti del tecnico dello Shakhtar, Paulo Fonseca, e la dirigenza giallorossa. per lui pronto un biennale da 2,5 milioni a stagione. Marco Giampaolo sembra ormai destinato al Milan, con la Samp che lo sostituirà con Stefano Pioli, reduce da una stagione difficile con la Fiorentina, anche lei in attesa di conoscere il proprio futuro, con l’ufficialità dell’acquisto della società da parte di Rocco Commisso che dovrebbe arrivare a ore. La Genova rossoblu, invece, sembra pronta a dire addio a Cesare Prandelli, rimpiazzato da Aurelio Andreazzoli che ha sfiorato una storica salvezza con l’Empoli

A dominare il mercato internazionale dei calciatori è invece il Real Madrid che, dopo una stagione deludente chiusa con il terzo posto in campionato, a 19 punti dal Barcellona, e con l’eliminazione agli ottavi di Champions, deve rifondare. Martedì i Blancos hanno ufficializzato l’arrivo di Luka Jovic, attaccante dell’Eintracht Francoforte, per 60 milioni di euro. Anche il Milan si sta muovendo: con Giampaolo, dalla Genova blucerchiata dovrebbero arrivare anche Joachim Andersen e Dennis Praet, ma questi acquisti, insieme a quello di Sandro Tonali dal Brescia, dovrebbero essere finanziati grazie alla cessione di Alessio Romagnoli in Premier League.

È praticamente fatta, invece, per il passaggio di Edin Dzeko dalla Roma all’Inter per 13 milioni di euro. I giallorossi potrebbero sostituirlo con André Silva del Milan, dopo un anno di prestito al Siviglia. Sempre dalla Milano rossonera potrebbe partire anche Patrick Cutrone che, messo in ombra dall’arrivo a gennaio di Krzysztof Piątek, potrebbe finire al Torino, dove troverebbe più spazio, soprattutto se il Gallo Belotti dovesse finire alla Roma insieme al compagno di squadra Armando Izzo.

Non c’è più spazio per Amadou Diawara a Napoli, soprattutto se dovesse arrivare Jordan Veretout dalla Fiorentina. Così si è fatto avanti l’Herta Berlino, mentre Ancelotti insiste per avere Hirving Lozano dal Psv Eindhoven, anche se il ds Cristiano Giuntoli sogna di portare ai piedi del Vesuvio anche James Rodriguez, vecchia conoscenza di Carletto, che ha concluso il prestito al Bayern Monaco dal Real Madrid.

Infine, la Lazio, che ha in mano il bomber Wesley Moraes del Bruges, rischia di farsi sfuggire il centrocampista del Salisburgo Dominik Szoboszlai, sul quale c’è ora la concorrenza della Juventus che vorrebbe prenderlo e girarlo al Genoa. Al ds dei biancocelesti Igli Tare piace anche Dani Ceballos, ma il Real Madrid chiede troppo.

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Elezioni europee, disagi nel trasporto pubblico: da Torino a Palermo autisti scrutatori o rappresentanti di lista

Elezioni uguale disagi nel trasporto pubblico. Le segnalazioni arrivano da Napoli, Palermo, Roma e anche dal Piemonte (dove si vota anche per il governatore). “Il servizio di trasporto pubblico della Capitale non può essere ulteriormente ridotto a causa delle assenze degli autisti impegnati come scrutatori ai seggi  – dice Stefano Pedica del Pd –  È assurdo che in una città come Roma, dove spostarsi in autobus o metro è già normalmente difficile, i mezzi si fermino a causa delle elezioni. È l’ennesima beffa per i cittadini.Quello dei dipendenti di Atac e delle altre partecipate come Ama che chiedono di assentarsi per le elezioni è un vecchio problema che va risolto. Bisogna limitare le assenze anche se in questi casi, piuttosto che permettere a chi già lavora di allontanarsi dal proprio posto, sarebbe più logico dare la precedenza come scrutatori ai disoccupati e ai cassaintegrati. Sicuramente si creerebbero meno problemi nelle aziende e si darebbe un aiuto concreto a tante persone in difficoltà”. Anche se proprio il Pd e anche Fratelli d’Italia lamentano in alcuni seggi proprio la mancanza di scrutatori.

Protesta la Lega invece per la situazione di Palermo: “Vergognoso che migliaia di palermitani per tre giorni non possano prendere l’autobus e il tram perché duecento autisti dell’Amat sono impegnati come rappresentanti di lista nei seggi elettorali. È una città amministrata in modo civile quella dove il trasporto pubblico si può bloccare candidamente per una competizione elettorale senza che nessuno, sindaco in testa, batta ciglio?” chiede Igor Gelarda, capogruppo del Caroccio in consiglio comunale a Palermo dopo l’annuncio dell’Amat, l’azienda di trasporto pubblico cittadino, di possibili disagi in vista per chi viaggia in autobus e tram nei giorni a ridosso delle Europee. “L’assenza dei dipendenti comporterà – spiegano dall’azienda – la cancellazione di numerose corse del servizio di linea urbano bus e tram nei giorni 25, 26 e 27 maggio, e non sarà possibile garantire un idoneo e regolare servizio di trasporto. Ulteriori disagi, anche se di minore entità nei giorni successivi, sino al 31 maggio, per il recupero del riposo settimanale del personale impegnato ai seggi”. “È sconfortante che il sindaco Orlando non sia intervenuto con il buonsenso che ogni primo cittadino che si rispetti dovrebbe avere – dice Gelarda – per fare in modo che il diritto dei dipendenti dell’Amat di fare i rappresentanti di lista non provocasse una Via Crucis dei trasporti in città, calpestando di fatto l’altrettando sacrosanto diritto dei palermitani che pagano le tasse di usufruire di autobus e tram”.

Anche a Napoli dovranno fare a meno di molte linee di bus a causa delle assenze contemporanee di un centinaio di dipendenti dell’Anm, l’azienda di trasporto pubblico del Comune, impegnati a vario titolo nella tornata elettorale, soprattutto come rappresentanti di lista. L’Anm si scusa con i cittadini e annuncia che da oggi, sabato, fino a lunedì, sarà costretta a sospendere l’esercizio di venti linee. Spiega Nicola Pascale, amministratore unico dell’azienda: “Il contratto dei nostri dipendenti spiega – è diverso da quello dei lavoratori delle Ferrovie dello Stato cui, ad esempio, è vietato svolgere attività di rappresentanti di lista in occasione delle elezioni europee. Purtroppo questo si riverbera in un disagio davvero pesante. Abbiamo chiesto al governo, attraverso l’associazione di categoria Asstra, di modificare la legge che regola il contratto degli autisti del tpl, equiparando le regole per mettere in condizione le aziende di servizio pubblico di non trovarsi in situazioni del genere. All’impegno dei 100 lavoratori che hanno deciso di andare a fare i rappresentanti di lista per le elezioni europee nel prossimo fine settimana – spiega Pascale – si aggiungeranno ulteriori disservizi nelle giornate di martedì 28 e mercoledì 29 maggio poiché per legge, ai 100 lavoratori vanno garantiti i riposi compensativi. Non ci resta che scusarci con i cittadini napoletani, nonostante questo disservizio in nessun modo sia dipeso dall’azienda, ma da una norma che non tiene conto dell’impatto pesantissimo che si produce sui servizi ai cittadini”.

Le imminenti elezioni avranno ripercussioni anche sul trasporto pubblico torinese. Quasi mille dipendenti Gtt (Gruppo torinese trasporti) saranno impegnati ai seggi, con conseguente riduzione del servizio del 15%, come in estate. “Da sabato 25 a lunedì 27 maggio – spiega la nota – quasi 1.000 dipendenti saranno impegnati ogni giorno ai seggi. Alcuni colleghi sono chiamati a un importante impegno per la collettività come presidenti e scrutatori, la gran parte come rappresentati di lista (più del 96%), impegno anch’esso tutelato dalla legge. In considerazione della rilevanza delle assenze si modificherà l’orario programmato – spiega ancora Gtt – con inevitabili disagi soprattutto nella giornata di lunedì”. L’azienda stima “un costo complessivo di 800mila in un momento in cui ogni risorsa è preziosa. Abbiamo ritenuto opportuno fornire un quadro della situazione in modo tale che ognuno abbia gli elementi per ragionare e scegliere consapevolmente, partendo dal presupposto che il diritto alla partecipazione ai seggi e quello alla mobilità sono entrambi importanti”.

 

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