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Napoli, due ore di protesta dei detenuti nel carcere di Poggioreale: danni a un padiglione ma nessun ferito

Molti danni in un padiglione, ma nessun ferito. È rientrata nel giro di un paio di ore, la protesta di un gruppo di detenuti nel carcere napoletano di Poggioreale. La protesta, secondo il Dap, si è conclusa  i detenuti, dopo un confronto con il Comandante e il Provveditore della Campania, hanno fatto tutti rientro nelle proprie celle.

Il gruppo di 220 persone – ricostruisce la nota – aveva preso possesso nel primo pomeriggio del padiglione Salerno dell’istituto, “sfogando la propria rabbia sulle strutture del reparto detentivo e sulle suppellettili. Immediatamente il Prap campano ha mobilitato squadre di agenti di Polizia Penitenziaria da altri istituti del territorio che hanno affiancato gli agenti in servizio a Poggioreale, contribuendo a riportare la calma e a ripristinare la normalità”.

Sul posto il magistrato della Procura Nunzio Fragliasso e il Provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria, il quale, proprio nei giorni scorsi, aveva disposto uno sfollamento di 90 reclusi. In breve saranno invece trasferiti, ai sensi della circolare del Capo Dap dell’ottobre scorso, i detenuti violenti autori della protesta. “Proprio con particolare riguardo agli eventi critici e alle aggressioni da parte dei detenuti – si sottolinea – il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria sta lavorando da tempo. Dopo la suddetta circolare sul trasferimento dei detenuti per motivi di sicurezza, è stato appositamente istituito un gruppo di lavoro per affrontare in maniera sistematica proprio eventi critici e aggressioni. Il progetto conclusivo, già portato in due occasioni all’attenzione dei sindacati con i quali si è prossimi a un accordo, è ora in dirittura di arrivo, a testimonianza – si conclude la nota – che sulla situazione degli istituti penitenziari l’attenzione del Dap è sempre altissima”.  I sindacati della polizia penitenziaria in diverse note chiedono l’intervento del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, misure contro il sovraffollamento e una task force permanente che però esiste già.

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Napoli, suicida professore ai domiciliari per chat erotica con due studentesse

Si è ucciso sparandosi un colpo di pistola il docente di matematica di un noto liceo classico di Napoli arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di aver abusato due studentesse all’epoca dei fatti quindicenni. L’uomo, 53 anni, era ai domiciliari nella sua residenza in un comune dell’hinterland partenopeo. Sul posto è giunto il pm di turno. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo si sarebbe tolto la vita poco dopo le 14 con un colpo d’arma da fuoco dritto al petto. L’arma risulta legalmente detenuta. La notizia si è diffusa sui social suscitando sgomento tra gli ex allievi del professore. No comment dal legale che sosteneva la difesa, l’avvocato Fulvio Prestieri. 

A scuola si parlava “di queste chat tra il docente e le ragazze, ma abbiamo creduto che fossero notizie false”. Poi l’allontanamento del professore, avvenuto un paio di mesi fa, “che ha fatto sorgere qualche sospetto. Ma avere conferma è stato uno choc”. Nessuno dei due ragazzi dice di conoscere l’insegnante o le ragazze direttamente che “erano del primo anno”. Il professore veniva descritto “come un buon insegnante”. Prima del suicidio e dell’arresto sulla vicenda “erano già in corso” verifiche e approfondimenti. Secondo quanto emerso, il caso sarebbe legato non a un’avvenuta violenza, ma a una chat tra il professore e le due studentesse che sarebbe sfociata in messaggi hot. La denuncia era stata presentata dal padre di una delle due ragazze che avrebbe letto i messaggi scambiati in chat.

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Napoli, insegnante di liceo arrestato per abusi sessuali su due studentesse

È stato arrestato a Napoli un insegnante di liceo accusato di abusi sessuali su due studentesse. Le due ragazze, all’epoca dei fatti, avevano meno di 16 anni. L’attività investigativa era partita subito dopo la denuncia presentata da una delle due vittime.

Le sue dichiarazioni hanno poi trovato riscontro negli approfondimenti eseguiti dalla polizia giudiziaria, anche analizzando i dispositivi telefonici e informatici – posta elettronica e chat – della giovane. L’insegnante, arrestato al termine di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli, è ora ai domiciliari su ordine del gip.

 

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Bimbo morto, imputazione coatta per madre ed ex compagno già condannati per la morte di Fortuna Loffredo

Il gip di Napoli Pietro Carola ha respinto la richiesta di archiviazione e contestualmente ordinato l’imputazione per Marianna Fabozzi, madre di Antonio Giglio, il bimbo di 4 anni precipitato dalla finestra di un’abitazione del Parco Verde di Caivano (Napoli), il 28 aprile 2013. Per la donna è stato ipotizzato il reato di omicidio mentre per l’ex compagno, Raimondo Caputo, il favoreggiamento personale.

Entrambi sono stati condannati al termine del processo per l’omicidio di Fortuna Loffredo, la bimba gettata giù dallo stesso palazzo, circa un anno dopo la morte del piccolo Antonio. Gennaro Giglio, padre del bambino, difeso dagli avvocati Sergio e Angelo Pisani, ha più volte accusato la ex moglie della morte di Antonio. Secondo quanto riferito dalla madre, il bimbo sarebbe precipitato dopo essersi sporto troppo dalla finestra nel tentativo di guardare un elicottero dei Carabinieri in volo. Il 24 giugno 2014, Chicca Loffredo veniva gettata giù dallo stesso palazzo. Ad accusare e far condannare Caputo per la morte di Fortuna fu la sorella maggiore di Antonio, la piccola amica del cuore di Fortuna. A riferire che il piccolo non morì accidentalmente fu una donna che si disse testimone della tragedia. La donna, sorella di Caputo, riferì di avere visto la Fabozzi, riflessa in uno specchio, compiere il gesto. E anche Raimondo Caputo ha accusato la compagna della morte del piccolo.

Per il giudice la richiesta di archiviazione non poteva essere accolta perché sono presenti sufficienti elementi che consentono di celebrare il giudizio. Tra questi, oltre alle dichiarazioni di Antonietta Caputo, sorella di Raimondo Caputo, il tentativo di quest’ultimo, e della Fabozzi, di farle cambiare versione e le dichiarazioni raccolte da un detenuto nel carcere di Napoli Poggioreale, il quale ha riferito di aver appreso dallo stesso Caputo che la morte di Antonio non fu un incidente ma che Marianna l’aveva fatto cadere. L’uomo disse anche che Caputo in quella circostanza aveva difeso la compagna per evitare che parlasse di Fortuna. In una denuncia inoltre del 31 gennaio scorso Raimondo Caputo ha ricondotto esplicitamente la morte di Antonio a un omicidio. Per il giudice è del tutto inverosimile che un bimbo di 4 anni si arrampichi su una finestra per infilarsi nello strettissimo spazio di 25 cm anche perché sotto la finestra non vi era nessun mobile che gli avrebbe consentito di salirvi sopra e raggiungere il davanzale. “Nel doveroso rispetto delle determinazioni della Procura riteniamo che il processo sia il luogo più adatto per accertare le cause della morte del piccolo Antonio” dicono gli avvocati.

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Sarri alla Juve, quasi fatta. Giampaolo vicino al Milan (con Andersen e Praet). Il Napoli sogna Lozano e James Rodriguez

Il calciomercato in Italia inizierà ufficialmente il primo luglio, ma procuratori e direttori sportivi hanno già i cellulari attaccati alle orecchie e l’agenda piena di incontri. In Italia a tenere banco è il futuro della panchina della Juventus, con l’annuncio di Maurizio Sarri che, però, dovrebbe essere ormai questione di giorni, se non di ore. I cambi di panchina però interessano anche altri club: dal Portogallo arrivano conferme su un incontro in programma tra i rappresentanti del tecnico dello Shakhtar, Paulo Fonseca, e la dirigenza giallorossa. per lui pronto un biennale da 2,5 milioni a stagione. Marco Giampaolo sembra ormai destinato al Milan, con la Samp che lo sostituirà con Stefano Pioli, reduce da una stagione difficile con la Fiorentina, anche lei in attesa di conoscere il proprio futuro, con l’ufficialità dell’acquisto della società da parte di Rocco Commisso che dovrebbe arrivare a ore. La Genova rossoblu, invece, sembra pronta a dire addio a Cesare Prandelli, rimpiazzato da Aurelio Andreazzoli che ha sfiorato una storica salvezza con l’Empoli

A dominare il mercato internazionale dei calciatori è invece il Real Madrid che, dopo una stagione deludente chiusa con il terzo posto in campionato, a 19 punti dal Barcellona, e con l’eliminazione agli ottavi di Champions, deve rifondare. Martedì i Blancos hanno ufficializzato l’arrivo di Luka Jovic, attaccante dell’Eintracht Francoforte, per 60 milioni di euro. Anche il Milan si sta muovendo: con Giampaolo, dalla Genova blucerchiata dovrebbero arrivare anche Joachim Andersen e Dennis Praet, ma questi acquisti, insieme a quello di Sandro Tonali dal Brescia, dovrebbero essere finanziati grazie alla cessione di Alessio Romagnoli in Premier League.

È praticamente fatta, invece, per il passaggio di Edin Dzeko dalla Roma all’Inter per 13 milioni di euro. I giallorossi potrebbero sostituirlo con André Silva del Milan, dopo un anno di prestito al Siviglia. Sempre dalla Milano rossonera potrebbe partire anche Patrick Cutrone che, messo in ombra dall’arrivo a gennaio di Krzysztof Piątek, potrebbe finire al Torino, dove troverebbe più spazio, soprattutto se il Gallo Belotti dovesse finire alla Roma insieme al compagno di squadra Armando Izzo.

Non c’è più spazio per Amadou Diawara a Napoli, soprattutto se dovesse arrivare Jordan Veretout dalla Fiorentina. Così si è fatto avanti l’Herta Berlino, mentre Ancelotti insiste per avere Hirving Lozano dal Psv Eindhoven, anche se il ds Cristiano Giuntoli sogna di portare ai piedi del Vesuvio anche James Rodriguez, vecchia conoscenza di Carletto, che ha concluso il prestito al Bayern Monaco dal Real Madrid.

Infine, la Lazio, che ha in mano il bomber Wesley Moraes del Bruges, rischia di farsi sfuggire il centrocampista del Salisburgo Dominik Szoboszlai, sul quale c’è ora la concorrenza della Juventus che vorrebbe prenderlo e girarlo al Genoa. Al ds dei biancocelesti Igli Tare piace anche Dani Ceballos, ma il Real Madrid chiede troppo.

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Elezioni europee, disagi nel trasporto pubblico: da Torino a Palermo autisti scrutatori o rappresentanti di lista

Elezioni uguale disagi nel trasporto pubblico. Le segnalazioni arrivano da Napoli, Palermo, Roma e anche dal Piemonte (dove si vota anche per il governatore). “Il servizio di trasporto pubblico della Capitale non può essere ulteriormente ridotto a causa delle assenze degli autisti impegnati come scrutatori ai seggi  – dice Stefano Pedica del Pd –  È assurdo che in una città come Roma, dove spostarsi in autobus o metro è già normalmente difficile, i mezzi si fermino a causa delle elezioni. È l’ennesima beffa per i cittadini.Quello dei dipendenti di Atac e delle altre partecipate come Ama che chiedono di assentarsi per le elezioni è un vecchio problema che va risolto. Bisogna limitare le assenze anche se in questi casi, piuttosto che permettere a chi già lavora di allontanarsi dal proprio posto, sarebbe più logico dare la precedenza come scrutatori ai disoccupati e ai cassaintegrati. Sicuramente si creerebbero meno problemi nelle aziende e si darebbe un aiuto concreto a tante persone in difficoltà”. Anche se proprio il Pd e anche Fratelli d’Italia lamentano in alcuni seggi proprio la mancanza di scrutatori.

Protesta la Lega invece per la situazione di Palermo: “Vergognoso che migliaia di palermitani per tre giorni non possano prendere l’autobus e il tram perché duecento autisti dell’Amat sono impegnati come rappresentanti di lista nei seggi elettorali. È una città amministrata in modo civile quella dove il trasporto pubblico si può bloccare candidamente per una competizione elettorale senza che nessuno, sindaco in testa, batta ciglio?” chiede Igor Gelarda, capogruppo del Caroccio in consiglio comunale a Palermo dopo l’annuncio dell’Amat, l’azienda di trasporto pubblico cittadino, di possibili disagi in vista per chi viaggia in autobus e tram nei giorni a ridosso delle Europee. “L’assenza dei dipendenti comporterà – spiegano dall’azienda – la cancellazione di numerose corse del servizio di linea urbano bus e tram nei giorni 25, 26 e 27 maggio, e non sarà possibile garantire un idoneo e regolare servizio di trasporto. Ulteriori disagi, anche se di minore entità nei giorni successivi, sino al 31 maggio, per il recupero del riposo settimanale del personale impegnato ai seggi”. “È sconfortante che il sindaco Orlando non sia intervenuto con il buonsenso che ogni primo cittadino che si rispetti dovrebbe avere – dice Gelarda – per fare in modo che il diritto dei dipendenti dell’Amat di fare i rappresentanti di lista non provocasse una Via Crucis dei trasporti in città, calpestando di fatto l’altrettando sacrosanto diritto dei palermitani che pagano le tasse di usufruire di autobus e tram”.

Anche a Napoli dovranno fare a meno di molte linee di bus a causa delle assenze contemporanee di un centinaio di dipendenti dell’Anm, l’azienda di trasporto pubblico del Comune, impegnati a vario titolo nella tornata elettorale, soprattutto come rappresentanti di lista. L’Anm si scusa con i cittadini e annuncia che da oggi, sabato, fino a lunedì, sarà costretta a sospendere l’esercizio di venti linee. Spiega Nicola Pascale, amministratore unico dell’azienda: “Il contratto dei nostri dipendenti spiega – è diverso da quello dei lavoratori delle Ferrovie dello Stato cui, ad esempio, è vietato svolgere attività di rappresentanti di lista in occasione delle elezioni europee. Purtroppo questo si riverbera in un disagio davvero pesante. Abbiamo chiesto al governo, attraverso l’associazione di categoria Asstra, di modificare la legge che regola il contratto degli autisti del tpl, equiparando le regole per mettere in condizione le aziende di servizio pubblico di non trovarsi in situazioni del genere. All’impegno dei 100 lavoratori che hanno deciso di andare a fare i rappresentanti di lista per le elezioni europee nel prossimo fine settimana – spiega Pascale – si aggiungeranno ulteriori disservizi nelle giornate di martedì 28 e mercoledì 29 maggio poiché per legge, ai 100 lavoratori vanno garantiti i riposi compensativi. Non ci resta che scusarci con i cittadini napoletani, nonostante questo disservizio in nessun modo sia dipeso dall’azienda, ma da una norma che non tiene conto dell’impatto pesantissimo che si produce sui servizi ai cittadini”.

Le imminenti elezioni avranno ripercussioni anche sul trasporto pubblico torinese. Quasi mille dipendenti Gtt (Gruppo torinese trasporti) saranno impegnati ai seggi, con conseguente riduzione del servizio del 15%, come in estate. “Da sabato 25 a lunedì 27 maggio – spiega la nota – quasi 1.000 dipendenti saranno impegnati ogni giorno ai seggi. Alcuni colleghi sono chiamati a un importante impegno per la collettività come presidenti e scrutatori, la gran parte come rappresentati di lista (più del 96%), impegno anch’esso tutelato dalla legge. In considerazione della rilevanza delle assenze si modificherà l’orario programmato – spiega ancora Gtt – con inevitabili disagi soprattutto nella giornata di lunedì”. L’azienda stima “un costo complessivo di 800mila in un momento in cui ogni risorsa è preziosa. Abbiamo ritenuto opportuno fornire un quadro della situazione in modo tale che ognuno abbia gli elementi per ragionare e scegliere consapevolmente, partendo dal presupposto che il diritto alla partecipazione ai seggi e quello alla mobilità sono entrambi importanti”.

 

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Napoli, mancano lenzuola e camici puliti all’ospedale Cardarelli: sospesi interventi e ricoveri programmati

Non ci sono lenzuola e camici puliti, quindi l’ospedale Cardarelli di Napoli ha dovuto sospendere interventi e ricoveri programmati per ridurre i volumi di utilizzo della biancheria. La causa del deficit, come spiegato dal direttore sanitario Franco Paradiso, è da ricercare nello sciopero dei lavoratori della ditta di biancheria American Laundry, che si conclude mercoledì.

La struttura napoletana, la più grande del Sud  Italia, ha quindi dovuto bloccare “ogni attività programmata”: la sospensione, ha dichiarato il direttore sanitario, riguardano “tutti gli interventi e ricoveri che sono differibili di qualche giorno”. Il Centro unico prenotazioni (Cup) sta contattando i pazienti non urgenti che dovevano essere ricoverati mercoledì per rimandare il loro arrivo all’ospedale.

“Ieri sera siamo arrivati a fine giornata con un grosso problema sulle lenzuola sia per i reparti che per le camere operatorie”, ha spiegato Paradiso. “Per questo abbiamo deciso oggi di garantire gli interventi urgenti e non differibili – ha aggiunto – Stiamo facendo anche qualche intervento programmato meno urgente ma c’è bisogno di regolamentare i ricoveri per essere sicuri di poter affrontare la situazione”. I pazienti già ricoverati, ha concluso Paradiso augurandosi che l’emergenza venga risolta nelle prossime ore, “vengono curati con la normale regolarità”.

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Napoli, agguato fallito in ospedale: spari contro uomo già ferito. Commissario Asl: “Non posso dare camici antiproiettile”

Casco in testa e pistola in pugno, è entrato nel cortile dell’ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli e ha aperto il fuoco, probabilmente provando a finire il “lavoro” che aveva iniziato in strada poco prima. Ma l’agguato è fallito di nuovo perché i colpi non hanno raggiunto l’obiettivo del sicario, un 22enne del quartiere Arenella che era giunto nella struttura ospedaliera poco prima, insieme ad altri giovani, con ferite d’arma da fuoco alle gambe.

Si spara anche in ospedale a Napoli e il commissario straordinario dell’Asl, Ciro Verdoliva, lo dice chiaramente: “L’azione poteva sicuramente provocare vittime. Non posso pensare di fornire ad infermieri e dottori un camice antiproiettile”. Dopo il ferimento della piccola Noemi, colpita in strada pochi giorni fa, un’altra azione di fuoco provoca sconcerto nel capoluogo campano. Il racconto chi stanotte presidiava il pronto soccorso del Vecchio Pellegrini è da film. 

Mentre una guardia giurata prestava soccorso al ragazzo giunto ferito in ospedale, dando le spalle all’ingresso, un uomo, probabilmente lo stesso autore del precedente ferimento del 22enne, ha scavalcato la sbarra, con il viso coperto da casco integrale ed arma in pugno ha cominciato a sparare ad altezza d’uomo all’indirizzo degli ascensori e della scala che dà accesso al pronto soccorso. “Gente che lavora, che è qui a prestare soccorso, non può trovarsi all’improvviso come in una zona di guerra – lamenta Verdoliva – L’episodio è grave e terribile. Ciò nonostante, e questo afferma ancora la loro professionalità, gli operatori sono subito tornati al lavoro”.

Il 22enne che era in attesa di soccorso è noto alle forze dell’ordine per reati di piccola entità. L’agguato subito prima del ricovero gli ha causato delle fratture ad entrambe le gambe. Secondo quanto riporta il referto dell’unità di Ortopedia nelle cosce sono presenti frammenti di ogiva. Il colpo ha trapassato entrambe le gambe ed è uscito. Le condizioni cliniche del paziente vengono definite “stabili”.

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Napoli, scontri tra Polizia e manifestanti anti-Salvini davanti alla Prefettura. Un agente rimasto ferito









Scontri tra manifestanti anti-Salvini e forze di Polizia, a Napoli, durante un corteo che si è concluso davanti alla Prefettura. Il ministro dell’Interno era nell’edificio di piazza del Plebiscito per prendere parte a una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il corteo ha sfilato per le vie del capoluogo campano per poi concludersi proprio davanti al palazzo dove il vicepremier era riunito. Lì, fa sapere la Questura, i manifestanti hanno iniziato a lanciare dei fumogeni e a un certo punto è stata usata anche una transenna che ha colpito un funzionario di polizia che si stava occupando del servizio d’ordine. Gli agenti hanno risposto con una manovra di contenimento, mentre il poliziotto ferito è stato portato in ospedale.

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Sciopero dei treni 17 maggio, disagi in tutta Italia. Frecce Trenitalia regolari, fasce di garanzia per i regionali

Venerdì 17 maggio 2019 dalle 9 alle 17 si terrà uno sciopero proclamato dal sindacato Usb Lavoro privato. Lo ha comunicato Ferrovie dello Stato precisando che lo sciopero non interessa il trasporto ferroviario della regione Piemonte. Circoleranno regolarmente le frecce di Trenitalia. Quanto ai treni regionali invece, sono state istituite le cosiddette fasce di garanzia. Dalle ore 6 alle ore 9 e dalle 18 alle 21 i convogli regionali viaggeranno infatti regolarmente.

Quanto agli aeroporti, sarà assicurato il collegamento fra Roma Termini e l’aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino. A Milano, invece, bus sostitutivi saranno previsti per i collegamenti con l’aeroporto di Malpensa in caso di cancellazione di treni. Garantiti invece i soli collegamenti Milano Cadorna – Malpensa Aeroporto e Malpensa Aeroporto – Stabio.
Su viaggiatreno.it sarà possibile rilevare la situazione in tempo reale della circolazione dei convogli Trenitalia sull’intera rete nazionale.

Per quanto riguarda il trasporto nelle grandi città, a Milano Atm ha spiegato che “l’agitazione del personale viaggiante e di esercizio sia di superficie sia della metropolitana è prevista dalle 18 alle 22“. I treni delle quattro linee metro, i bus e i tram svolgeranno quindi regolare servizio dalla mattina fino alle 18 e saranno a rischio stop dalle 18 alle 22.

A Roma lo sciopero sarà invece di 4 ore dalle 8.30 alle 12.30. A rischio è anche il servizio extraurbano di Cotral. “L’astensione dalle prestazione lavorative – spiega l’azienda – è prevista dalle ore 8:30 alle ore 12:30. Saranno garantite tutte le corse fino alle ore 8:30 e alla ripresa del servizio a partire dalle ore 12:31”.

A Napoli, problemi si registreranno sulla Linea 1 e sulla Linea 2 della metropolitana. L’ultima corsa garantita della 1 prima dello sciopero partirà da Piscinola alle ore 10.26 e da Garibaldi alle 10.30. Il servizio riprenderà poi ad essere regolare con la prima corsa pomeridiana da Piscinola alle ore 15.14 e da Garibaldi alle ore 15.54. La linea 2 fa parte invece di Ferrovie dello Stato. Quindi si potrebbero avere problemi nella stessa fascia oraria (9-17) dello sciopero dei convogli ferroviari. Lo stop alle linee degli autobus è previsto invece dalle 11 alle 15. Bisogna tenere presente che le ultime partenze saranno 30 minuti prima dello stop ai mezzi mentre la regolarità sarà ripristinata circa 30 minuti dopo la fine dello sciopero. Discorso analogo vale per le funicolari.

A Torino la situazione cambia ancora. I mezzi urbani si fermeranno infatti dalle 18 alle 22 mentre quelli extraurbani dalle 8 alle 12.

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