Archivio Tag: Nicola Gratteri

Gratteri alla Festa del Fatto: “Palamara non votava da solo. Csm va riformato con il sorteggio puro, anche a costo di cambiare Costituzione”

“Palamara mela marcia? Non votava da solo, non poteva da solo condizionare tutte le nomine che si sono avute”, così il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, intervenendo alla Festa del Fatto Quotidiano durante l’incontro “La giustizia al tempo dei migliori”, con Piercamillo Davigo, Roberto Scarpinato e Valeria Pacelli (RIVEDI L’INCONTRO). Parlando della riforma del Consiglio superiore della magistratura, da fare secondo il procuratore, Gratteri ha evidenziato: “Il sistema migliore a questo punto penso sia il sorteggio puro anche a costo di cambiare la Costituzione – ha specificato – Perché anche facendo prima il sorteggio e poi i voti tra i sorteggiati non funzionerebbe perché all’interno hai sempre gli appartenenti alla corrente”. Quindi Gratteri ha concluso: “La mamma di tutte le riforme è sicuramente quella del Csm, dobbiamo ritornare alla credibilità che meritiamo”. “Ora dal punto di vista dell’immagine la magistratura è debole, molti di noi hanno sbagliato ma i casi di cui si discute, per quanto riguarda cose gravi, non superano i 20. Per questo – ha sottolineato – non si può non avere fiducia nella giustizia, e noi dobbiamo avere il coraggio di esporci, per dire le cose che non vanno”.

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Borsellino, il racconto di Gratteri: “Il giorno della strage? Ero in carcere per un interrogatorio, i detenuti facevano festa”

A 29 anni dalla strage di via d’Amelio, PaperFirst pubblica il podcast dell’evento di presentazione del libro La casa di Paolo, scritto da Marco Lillo e Sara Loffredi, al quale parteciparono il procuratore Nicola Gratteri e in collegamento Salvatore Borsellino, autore della prefazione del libro.

“Non è facile raccontare la vita di Paolo Borsellino a dei ragazzi di 13 o 14 anni che di quella storia non sanno nulla – racconta Marco Lillo -. Quello che abbiamo cercato di fare con questo libro è stato smontare il mito del supereroe, perchè tutti possiamo e dobbiamo fare antimafia. Dobbiamo cercare di far passare la cultura della legalità alle generazioni che ci seguiranno e dobbiamo cercare di non far cadere il messaggio che Paolo Borsellino ci ha trasmesso sacrificando la sua vita”.

Una storia di speranza e di vita, raccontata in modo semplice, per spiegare ai ragazzi chi era Paolo
Borsellino e perchè non va dimenticato.
«Io credo – termina così Salvatore Borsellino – che il sogno di Paolo fosse un sogno così grande che non può morire, perchè i sogni d’amore non possono morire».

La casa di Paolo, presentato nel 2020 all’interno della rassegna letteraria Risguardi a Roseto Capo Spulico, è in libreria per PaperFirst.

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Gratteri, Anm lo difende dalle accuse del Procuratore Lupacchini: ‘Sconcertanti’. Togati di Area e MI chiedono apertura di una pratica

L’Associazione Nazionale Magistrati si schiera al fianco del Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, dopo le critiche arrivate dal Procuratore Generale, Otello Lupacchini, che ha lamentato scarsa collaborazione tra la Direzione distrettuale antimafia, guidata appunto da Gratteri, e la Procura Generale, oltre ad accusare gli uomini della Dda di procedere con operazioni spettacolari che successivamente vengono ridimensionate: “Almeno in questo anno – aveva dichiarato Lupacchini – i risultati sono stati molto al di sotto delle aspettative. Quando si catturano tante persone che poi vengono rimesse in libertà o si censurano i provvedimenti, non da parte mia ma da parte della Corte di Cassazione, tacciandoli di pregiudizio accusatorio e di evanescenza indiziaria. Non ha visto come son finite tutte le indagini del signor Gratteri? ”. Ma l’Anm non ci sta e risponde: “Le valutazioni del Procuratore Generale Lupacchini, come riportate dalla stampa, relative a ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip in seguito ad indagini svolte dalla Procura della Repubblica di Catanzaro e in attesa di ulteriori verifiche giurisdizionali, sono sconcertanti in sé e ancor più perché provenienti dal vertice della magistratura requirente del distretto”. Area e Magistratura Indipendente chiedono l’apertura di una pratica a tutela dei magistrati.

Ogni esternazione, continua l’Associazione, “che si risolva in una critica dei provvedimenti giudiziari, non argomentata e non fondata sulla conoscenza degli atti, rappresenta una lesione delle prerogative dell’autorità giudiziaria, una delegittimazione del suo operato, e può, nel caso di specie, implicare, in ragione del ruolo ricoperto da chi l’ha resa, un’inaccettabile forma di condizionamento dell’autonomia e indipendenza dei titolari delle indagini e incidere sulla serenità dei magistrati chiamati ad occuparsi dei relativi accertamenti nelle diverse fasi processuali”. L’Anm si dice comunque “certa che la Magistratura non ne sarà influenzata e saprà operare con serenità ed indipendenza in un territorio purtroppo interessato da una delle forme più aggressive di criminalità organizzata”.

Solidarietà a Gratteri è arrivata nella giornata di venerdì anche dai portavoce del Movimento 5 Stelle in Commissione Giustizia alla Camera, definendo il magistrato un “bersaglio delle polemiche mediatiche del procuratore generale Otello Lupacchini. Onestà, trasparenza e competenza caratterizzano da sempre l’operato di Gratteri al quale va ascritto, tra gli altri, il merito di aver coordinato e realizzato un recente blitz che ha permesso l’emissione di misure cautelari nei confronti di 330 persone, tra presunti boss di ‘ndrangheta, affiliati, politici e professionisti”.

In occasione di operazioni di tale portata, continuano i Cinquestelle, è fondamentale che tutti gli apparati dello Stato cooperino per debellare la mafia e non si dividano in inutili e pretestuose polemiche. Nel ribadire solidarietà e sostegno a Gratteri, il nostro auspicio è che questa fase di incomprensioni sia archiviata al più presto all’insegna di un sentire comune: il ripristino della legalità e la lotta alla criminalità organizzata”.

Le dichiarazioni di Lupacchini hanno causato anche la reazione di Area, il principale gruppo di consiglieri togati al Consiglio Superiore della Magistratura, che ha così chiesto l’apertura di una pratica su di lui in Prima commissione competente sui trasferimenti d’ufficio dei magistrati per incompatibilità ambientale e funzionale, giudicando “allarmanti” le dichiarazioni del Procuratore Generale: “Si tratta di dichiarazioni particolarmente allarmanti in ragione del ruolo rivestito dall’intervistato e in quanto riferite a un provvedimento emesso dal Giudice per le indagini preliminari di Catanzaro sul quale dovrà pronunciarsi nei prossimi giorni il Tribunale per il riesame di Catanzaro”. Di qui la richiesta di apertura di “una pratica in prima commissione per l’adozione di urgenti provvedimenti a tutela della credibilità della autorità giudiziaria di Catanzaro e dell’esercizio sereno, imparziale ed indipendente della funzione giudiziaria in quella sede”.

Stessa richiesta avanzata anche dal gruppo di Magistratura Indipendente, i cui consiglieri al Csm, Paola Braggion, Antonio D’Amato e Loredana Miccichè, hanno depositato al Comitato di Presidenza la richiesta di apertura di pratica a tutela dei magistrati del Distretto della Corte d’appello di Catanzaro “in considerazione delle allarmanti dichiarazioni del Procuratore generale di quel Distretto ed anche di quelle non meno gravi di un parlamentare della Repubblica all’indomani dell’esecuzione degli arresti”.

I magistrati si soffermano prima di tutto sul post Facebook della Deputata del Partito Democratico, Enza Bruno Bossio, in cui si legge “Gratteri arresta metà Calabria. È giustizia? No è solo uno show! Colpire mille per non colpire nessuno. Anzi sì. Colpire la possibilità di Oliverio di ricandidarsi”. “Le parole attribuibili all’onorevole Enza Bruno Bossio – scrivono da Mi – non si rinvengono più sulla sua pagina Facebook, ma alla stessa deputata sono riferibili, secondo i quotidiani La Repubblica, Il Fatto Quotidiano e Il Riformista“.

Poi anche loro si concentrano sulle parole di Lupacchini: “Nemmeno due giorni orsono, anche il Procuratore generale di Catanzaro, intervistato su reti televisive a diffusione nazionale, ha testualmente dichiarato, in merito agli arresti, che la Procura generale, da lui diretta, ‘può rispondere soltanto di ciò che generalmente accade e cioè l’evanescenza come ombra lunatica di molte operazioni della Procura distrettuale di Catanzaro’, lamentando anche di avere saputo dell’operazione solo dai giornali”. Le dichiarazioni, secondo i consiglieri di Magistratura indipendente, “sono particolarmente allarmanti, ove si ponga mente alla loro qualificata provenienza, e cioè da un soggetto preposto ai vertici della magistratura del Distretto di Catanzaro. Con la richiesta di apertura di pratica a tutela intendiamo assicurare un tempestivo intervento a tutela dell’indipendenza e della serenità di giudizio dei magistrati del Distretto di Catanzaro, ed in particolare di quelli della Procura distrettuale preposti allo svolgimento di ulteriori indagini; dei giudici per le indagini preliminari; dei magistrati del Tribunale del Riesame di Catanzaro e di tutti gli altri magistrati del Distretto, direttamente o indirettamente chiamati a svolgere il loro ruolo nell’ambito del procedimento penale relativo all’esecuzione dei recenti arresti”.

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Vibo Valentia, la marcia di Libera dopo la maxi-operazione contro la ‘ndrangheta: due minuti di applausi per i carabinieri

In migliaia stamattina hanno invaso le strade di Vibo Valentia per il corteo organizzato da Libera per esprimere “vicinanza e gratitudine” ai carabinieri per l’operazione “Rinascita-Scott” contro la cosca Mancuso. Un corteo che si è concluso davanti al comando provinciale di Vibo, quartier generale dell’inchiesta coordinata dal procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, e dai magistrati della Dda. Un lungo applauso, che è stato più toccante di mille parole, e un “grazie” ai carabinieri urlato non solo dai rappresentati di Libera e da alcuni sindaci del comprensorio vibonese ma soprattutto dai cittadini.

Un segnale importante all’indomani dei 334 arresti di mafiosi, politici e professionisti che tenevano sotto scacco Vibo e provincia. Un messaggio di speranza in un territorio dove i Mancuso controllano anche l’aria che respirano i cittadini. Qualcuno, all’indomani della maxi-operazione aveva fatto arrivare al comando dei carabinieri una stella di Natale con un bigliettino in cui c’era scritto: “La Calabria degli onesti vi sarà sempre grata”. Oggi in tantissimi ci hanno messo la faccia in un abbraccio ideale con i militati dell’Arma e tutti gli uomini che hanno contribuito a ripulire un pezzo importante della Calabria.

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