Archivio Tag: Roma

Roma: ucciso con un colpo di pistola alla testa Diabolik, ultras leader degli ‘Irriducibili’ Lazio. L’agguato al Parco degli Acquedotti

Un’esecuzione in piena regola nel parco degli Acquedotti, in zona Tuscolana, alla periferia di Roma. Uno sparo a distanza ravvicinata, alle spalle, ha ucciso il 53enne Fabrizio Piscitelli detto Diabolik, ultras leader degli Irriducibili della Lazio, implicato in precedenza in una vicenda di droga. Il proiettile lo ha centrato alla testa trapassandolo all’altezza dell’orecchio sinistro. Sul posto è arrivata la Squadra Mobile, agli ordini di Luigi Silipo, che starebbe sentendo un testimone dell’accaduto, colui che ha lanciato l’allarme. Ad indagare sull’omicidio saranno anche i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia. In procura, a Roma, è stato aperto un fascicolo di indagine, al momento a carico di ignoti, coordinato dal pm di turno esterno e da quello della Dda. Secondo quanto riporta ilmesssaggero.it, Piscitelli aveva un appuntamento con una persona che lo stava aspettando in auto. Ma mentre si stava avvicinando è stato raggiunto da un uomo, travestito da runner, che ha sparato. A dare l’allarme è stato un passante. “Io sto qui, aspetto mio fratello”, ripete sotto choc Angela, la sorella di Piscitelli, in via Lemonia a pochi passi dal luogo dell’omicidio. Immobile, sorretta dagli amici dice piangendo: “Mi hanno chiamato tutti, si sta mobilitando il mondo per mio fratello, stanno venendo tutti”.





Piscitelli ha anche avuto diversi problemi con la legge. In passato è finito in manette per droga. Arrestato dalla Guardia di Finanza nell’ottobre del 2013, dopo una breve latitanza, con l’accusa di essere promotore e finanziatore di un traffico internazionale di sostanze stupefacenti, 3 anni fa si è visto confiscare dai finanzieri beni per due milioni di euro. È stato coinvolto in diversi procedimenti penali, tra cui la vicenda di estorsione ai danni del presidente della Lazio Lotito per il quale è stata emessa nel febbraio del 2015 una sentenza di condanna per “tentata e reiterata estorsione aggravata”.

L’articolo Roma: ucciso con un colpo di pistola alla testa Diabolik, ultras leader degli ‘Irriducibili’ Lazio. L’agguato al Parco degli Acquedotti proviene da Il Fatto Quotidiano.

 – Leggi

Carabiniere ucciso, impronte dove era stato nascosto il coltello: forse sono di Hjorth. Fra i reperti non ci sono le manette di Cerciello

Gabriel Natale-Hjorth potrebbe aver aiutato il suo amico Finnegan Lee Elder a nascondere l’arma del delitto nel controsoffitto della stanza 109 dell’hotel Le Meridien Visconti, dove alloggiavano. E potrebbe essere stato a conoscenza già da prima della presenza del coltello “da marines” con lama da 18 centimetri che il connazionale aveva portato con sé all’incontro con i carabinieri. È il sospetto dei carabinieri del Ris, che nella giornata di oggi hanno catalogato decine di reperti da esaminare nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Mario Cerciello Rega, il vicebrigadiere di 35 anni ucciso con 11 coltellate la notte fra il 25 e il 26 luglio nel quartiere Prati a Roma. I due americani 19enni sono accusati rispettivamente di concorso in omicidio e omicidio, ma se il secondo ha subito confessato le coltellate – difendendosi affermando di aver agito per paura e di non aver capito di trovarsi di fronte a delle forze dell’ordine – il primo continua a dichiararsi “estraneo” alla parte dell’omicidio.

A quanto apprende IlFattoQuotidiano.it da fonti investigative, i Ris hanno isolato alcune impronte digitali presenti sul pannello rimosso per nascondere il coltello. Lo stesso anfratto dove l’arma potrebbe essere stata messa già prima dell’appuntamento. Se le impronte rinvenute, confrontate con quelle di Hjorth dovessero dare esito positivo, la posizione dell’italoamericano si complicherebbe. Nuove tracce presenti anche sul fodero del coltello. E non è tutto. Un’ampia traccia di sangue è stata trovata sopra il lenzuolo posizionato sul letto della stanza. Secondo gli inquirenti, i due ragazzi potrebbero aver poggiato il coltello insanguinato per qualche minuto sopra il letto, probabilmente mentre decidevano come occultarlo. Anche questo particolare, secondo gli investigatori, avvalora l’accusa di concorso in omicidio per Gabriel.

Decine, come detto, i reperti catalogati dai Ris. Fra questi, gli indumenti di Cerciello Rega, ma non le manette. I vertici dei carabinieri, durante la conferenza stampa del 30 luglio, avevano ammesso che il vicebrigadiere di Somma Vesuviana “non aveva con sé la pistola, forse dimenticata” ma anche che “aveva solo le manette“. Se dovesse emergere che il carabiniere non aveva portato nemmeno l’altro accessorio obbligatorio, potrebbe sorgere un nuovo giallo sulla dinamica che lo ha portato insieme al collega Andrea Varriale a incontrare i due americani. Informazioni decisive, in questo senso, potrebbero uscire fuori dal contenuto del Nokia di Sergio Brugiatelli, il mediatore dei pusher che aveva denunciato il furto dello zaino da parte dei due americani. L’agenda e gli sms sono stati trasferiti su un supporto informatico agli atti dei magistrati, mentre ieri sono state isolate le impronte digitali rinvenute sulla custodia del telefono e sulla scheda sim.

Per i risultati si dovranno attendere tra 45 e i 60 giorni ma non si può escludere che già nelle prossime settimane dai laboratori del Ris possano arrivare i primi riscontri. “C’è molta attenzione a dettagli che saranno estremamente utili a processo – afferma Massimo Ferrandino, avvocato di Rosa Maria Esilio, vedova del vicebrigadiere -. Aspettiamo le risultanze, alla fine delle indagini per come le stanno svolgendo gli inquirenti, sarà tutto ben delineato”, conclude.

L’indagine sui fatti del 25 e 26 luglio viaggia parallela con quella avviata a piazzale Clodio sulla foto in cui uno dei due fermati appare con una benda sugli occhi e con le mani legate in uno ufficio della caserma di via In Selci. I pm capitolini procedono per abuso d’ufficio e rivelazione del segreto d’ufficio. Un sottufficiale è finito sul registro degli indagati e varie sono le posizioni al vaglio. In questi giorni sono stati decine i carabinieri ascoltati in tutta Italia soprattutto per cercare di accertare chi per primo ha diffuso sui social network la foto poi rimbalzata sui mass media di mezzo mondo.

L’articolo Carabiniere ucciso, impronte dove era stato nascosto il coltello: forse sono di Hjorth. Fra i reperti non ci sono le manette di Cerciello proviene da Il Fatto Quotidiano.

 – Leggi

Salvini, Landini: “Fa il duro coi deboli e poi fa condoni, non spiega caso 49 milioni, né fondi russi a Lega. Inaccettabile”

Sgomberi a Roma? Fanno venire rabbia. Quando uno è povero, la colpa non è sua, perché la logica inaccettabile del ministro dell’Interno è che fa il duro coi deboli, ma intanto lui è quello che fa i condoni fiscali, è quello che non spiega dove hanno messo i 49 milioni di euro, è quello che dichiara che non va a spiegare in Parlamento il caso dei fondi russi alla Lega. Io trovo tutto questo inquietante”. Così, a In Onda, su La7, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, si esprime sullo sgombero dell’ex scuola di via Cardinal Capranica, nel quartiere romano di Primavalle, attaccando frontalmente Matteo Salvini.

E aggiunge: “Sui fondi russi alla Lega c’è una procura che sta indagando, ma io trovo che, se un ministro giura sulla Costituzione, non deve avere problemi a sgomberare il campo da qualsiasi equivoco e andare anche a riferire in Parlamento. E il rischio che vedo di questo contratto M5s-Lega tra privati è quello di far saltare il Parlamento e anche i corpi sociali. E’ un contratto tra privati che impone condizioni e decide tutto sulla testa di chiunque, senza rispondere a nessuno. Questa è una riduzione della democrazia. Che democrazia è quella di un Paese che ha paura di combattere la povertà e al limite di aiutare quelli che stanno peggio? Quanto può durare una democrazia del genere?”.

Landini spiega: “Se essere poveri diventa una colpa, vuol dire che c’è qualcosa che non funziona. La spesa sull’abitare in Italia è lo 0, 13% . In Europa sta tra il 2 e il 3%. Bisognerebbe fare politiche abitative, non mettere in mezzo alla strada gente che magari ha perso il lavoro e non sa come fare, altro che condoni. Oggi anche per le case popolari già realizzate non ci sono più i soldi per fare la manutenzione e per metterle a posto. Oggi al Viminale alcuni rappresentanti della Lega hanno parlato di condoni. Qui hai gente povera che non sa dove sbattere la testa e vuoi fare una legge che condona quelli che evadono le tasse o quelli che sono ricchi? Fai un tweet dicendo che quel povero, che non ha i soldi per pagarsi una casa, va sbattuto fuori in mezzo alla strada?“.

Poi puntualizza: “Quando ci sono delle leggi ingiuste e sbagliate, bisogna affrontare i temi anche per cambiare la situazione. Se Rosa Parks non si fosse seduta dove non poteva, saremmo stati ancora all’apartheid. Mio padre a 18 anni ha dovuto scegliere: o andava nella Repubblica di Salò o disertava e faceva il partigiano contro i fascisti. Era illegale quello che scelse, ma era stata la condizione per affrontare il quadro. Ci sono dei momenti in cui le cose vanno affrontate. E quando ci sono delle ingiustizie, vanno combattute“.

L’articolo Salvini, Landini: “Fa il duro coi deboli e poi fa condoni, non spiega caso 49 milioni, né fondi russi a Lega. Inaccettabile” proviene da Il Fatto Quotidiano.

 – Leggi

Roma, Valeria Marini fa il bagno nella fontana di piazza di Spagna: daspo e multa di 550 euro per la showgirl

Ha scelto la Barcaccia e non Fontana di Trevi, forse consapevole del temibile confronto con la Ekberg. Ma a Valeria Marini il bagno nella fontana ai piedi della scalinata di Trinità dei Monti è costato caro: Daspo e una multa da 550 euro. Insomma non proprio un epilogo da Dolce Vita. La scorribanda dell’attrice ha preso il via alle 20.30 di ieri in una calda serata romana: inguainata in un vestito lamè, capelli lunghi al poco vento che l’afa concedeva si è lasciata andare ad un sinuoso balletto nell’acqua della Barcaccia. Scene immortalate in un video postata con un certa spavalderia sui social col commento “bagno stellare nella Barcaccia Roma Amor“. Gli agenti del I Gruppo “ex Trevi” della Polizia Locale, di presidio h24 nell’area, al momento dei fatti si trovavano in cima alla scalinata di Trinità dei Monti, impegnati ad allontanare un gruppo di persone che bivaccavano sui gradini. Insospettiti da un assembramento attorno alla Barcaccia, si sono diretti verso la fontana e hanno trovato l’attrice. Per lei sono scattati la multa e il Daspo. Ora dalle fontane romane dovrà stare lontana.

“È singolare – ha commentato con una nota il comandante generale della Polizia locale di Roma, Antonio Di Maggio. – che un noto personaggio dello spettacolo, che dovrebbe per primo fornire un esempio positivo di condotte irreprensibili, si renda invece protagonista di un’azione volgare oltre che illecita e messa in atto solo per puri interessi personali. Una condotta del genere è inammissibile e condanno fermamente questo gesto offensivo nei confronti di tutta la città e di chi si impegna ogni giorno a far rispettare le regole”

 

L’articolo Roma, Valeria Marini fa il bagno nella fontana di piazza di Spagna: daspo e multa di 550 euro per la showgirl proviene da Il Fatto Quotidiano.

 – Leggi

Rifiuti Roma, Raggi pubblica video: “Nonostante l’ordinanza, gli impianti sono chiusi”. Regione smentisce: “Sito sbagliato”

“È sabato pomeriggio, nonostante l’ordinanza di Zingaretti, gli impianti hanno i cancelli chiusi e i camion non possono scaricare i rifiuti che Ama raccoglie ogni giorno”. Così la sindaca di Roma Virginia Raggi postando sul suo profilo Facebook il video di una sua visita questo pomeriggio a “un impianto di trattamento rifiuti fuori Roma che in base all’ordinanza di Zingaretti dovrebbe accettare i camion”, spiega la sindaca e che invece “ha i cancelli chiusi“. Secondo Raggi “è la prova che questa ordinanza non funziona, Zingaretti ha preso in giro tutti i romani”.

In serata arriva la smentita della Regione Lazio: “Una bufala inventata di sana pianta dalla sindaca Raggi – sostiene l’assessore Massimiliano Valeriani – l’impianto di cui lamenta la chiusura non è infatti contenuto nell’ordinanza regionale, per questo il mezzo Ama ha trovato chiuso. Si vergogni, sia per la malafede sia per l’incapacità. Come ho già spiegato gli impianti previsti dall’ordinanza stanno notificando tutti la propria disponibilità ad accogliere e trattare i rifiuti della capitale”.

L’articolo Rifiuti Roma, Raggi pubblica video: “Nonostante l’ordinanza, gli impianti sono chiusi”. Regione smentisce: “Sito sbagliato” proviene da Il Fatto Quotidiano.

 – Leggi

Roma, “piove acido dal soffitto della stazione Spagna sulla metro A”: ustionato un passeggero

Mentre aspetta l’arrivo della metropolitana si siede su una delle panchine lungo la banchina senza accorgersi però che il sedile è bagnato perché nel soffitto c’è una macchia gocciolante. Subito inizia ad avvertire un “dolore atroce” ai glutei e dopo una verifica scopre che il liquido con cui si è bagnato è acido corrosivo. È successo a Roma, alla fermata Spagna della metro A, come denuncia Cesare Fazioli, protagonista di questa disavventura che ha raccontato al Messaggero. L’uomo ha spiegato che “i glutei mi bruciavano in maniera fortissima, lancinante. Mi veniva da strapparmi di dosso i vestiti, sentivo la pelle che a contatto con i pantaloni del completo friggeva”.

Inizialmente Fazioli ha pensato che “quel liquido corrosivo, i pantaloni strappati, il portafoglio che casca, fosse il frutto di un pericolosissimo stratagemma escogitato per depredare turisti e pendolari sulla metro”, ha raccontato, poi però una volta a casa e visti i glutei arrossati ha deciso di tornare sulla banchina di Spagna “per controllare meglio. Dopo un’ora e mezza c’era ancora del liquido, con attenzione l’ho pulito e ho prelevato un campione – ha spiegato l’uomo -, quindi sono andato in ospedale e dai carabinieri per la denuncia“. Al pronto soccorso del Santo Spirito i medici hanno analizzato la sostanza e gli hanno detto che “se a contatto con quell’acido ci fosse stato un bambino, la sua pelle sottile sarebbe stata divorata fino all’osso“. Ora la zona della metro A in questione è stata delimitata.

L’articolo Roma, “piove acido dal soffitto della stazione Spagna sulla metro A”: ustionato un passeggero proviene da Il Fatto Quotidiano.

 – Leggi

Blackout a Roma nel quartiere Appio Latino. Acea: “Previsto”. Ma la corrente non torna e arrivano i camion-generatori

Il quartiere Appio Latino a Roma senza corrente elettrica dalle 13.30. “Un blackout programmato”, hanno spiegato inizialmente da Acea Spa. Ma il passare delle ore ha iniziato a far preoccupare gran parte della zona incastrata fra la via Appia Nuova, l’Appia Antica e la via Cilicia. Intorno alle 18.30 sono arrivati nel quartiere due camion-generatori – nella foto di Annabella D’Elia – forniti da Areti (gruppo Acea) per provare a sopperire all’assenza di energia.

L’assenza della corrente sta generando parecchi problemi alle abitazioni e agli esercizi commerciali, ma anche alla viabilità. Sono fermi infatti gli impianti semaforici di piazza Zama, via Cilicia, via Latina e la parte alta di via Appia nei pressi di piazza Re di Roma e via Cerveteri. Il Gruppo VII della Polizia Locale sta organizzando dei servizi straordinari, anche se le pattuglie disponibili non sono sufficienti a presidiare tutti gli incroci. “C’e’ stato un sovraccarico dovuto ai condizionatori”, provano a spiegare dal Municipio VII, in stretto contatto con Acea e Polizia Locale. “Sono giorni che qualcosa non va in questo quadrante – conferma la minisindaca, Monica Lozzi – Già ieri a Quarto Miglio la luce è andata via per un paio d’ore, tanto che alcuni lavori stradali si sono dovuti bloccare per tutto il giorno. Ora questo guasto sembra più serio”. 

Nelle prime ore del pomeriggio Acea aveva parlato di un black-out programmato. Areti, infatti, ha comunicato nei mesi scorsi come durante il periodo estivo si potesse agire volutamente su alcune zone della città per evitare delle interruzioni più diffuse e difficilmente rimediabili. Ma l’arrivo dei camion-generatori ha in parte smentito quest’affermazione. “State attenti agli incroci”, il monito che arriva sul gruppo facebook ‘Quartiere Appio Latino-Tuscolano’. E ancora: “Evitate di accendere il condizionatore. Rischiamo un altro sovraccarico”. Un altro, scherzando, ne approfitta per invitare a cena l’intera community: “Mi si sta scongelando il mondo. Se volete nel mio congelatore c’e’ da mangiare per tutti, basta che poi mi aiutate a lavare i piatti”.

L’articolo Blackout a Roma nel quartiere Appio Latino. Acea: “Previsto”. Ma la corrente non torna e arrivano i camion-generatori proviene da Il Fatto Quotidiano.

 – Leggi

Emergenza caldo in tutta Europa, incendi fuori controllo in Catalogna. Italia, 3 morti per malore. Venerdì bollino rosso in 16 città









Incendi, decessi per malori e allarme per i livelli di ozono. Sono già molti i danni provocati dal caldo intenso che ha colpito l’Europa e che è destinato a prolungarsi anche nei prossimi giorni. Nella regione della Catalogna, in Spagna, circa 350 vigili del fuoco e sette aerei stanno fronteggiando l’incendio peggiore degli ultimi vent’anni, che sta mettendo in pericolo più di 20mila ettari di boschi e colline. In Italia, invece, sono già tre le vittime del caldo: un anziano è morto a causa di un malore nella provincia di Ascoli Piceno, nelle Marche, un clochard di 70 anni è deceduto vicino alla stazione di Milano Centrale, mentre in Veneto una terza persona è stata vittima di colpo di calore. Ma i problemi maggiori rischiano di arrivare nei prossimi giorni. In Veneto, il caldo ha provocato l’innalzamento delle concentrazioni di ozono oltre la soglia di sicurezza. Questo significa che “sussiste un rischio per la salute umana” anche in caso di “esposizione di breve durata per alcuni gruppi particolarmente sensibili della popolazione”, come anziani, bambini, donne in gravidanza e persone affette da disturbi respiratori. Intanto, in 16 città, da Bari a Milano è scattato il bollino rosso per venerdì, mentre Regioni come Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Sardegna si sono mobilitate con piani di prevenzione e appelli alla sicurezza.

Caldo e vento alimentano le fiamme in Catalogna
È il peggior incendio degli ultimi due decenni quello scoppiato nel nord-est della Spagna, in Catalogna. Secondo le autorità, la zona colpita dalle fiamme è di 5.500 ettari, ma per il ministro degli Interni regionale, Miquel Buch, 20mila ettari sono in pericolo. Circa 350 pompieri stanno combattendo contro le fiamme dalla scorsa notte e a loro si è unita una squadra militare di 120 specialisti. Secondo le prime ricostruzioni, la causa dell’incendio è stata un deposito di concime immagazzinato in maniera impropria. Le fiamme sono divampate mercoledì pomeriggio vicino al villaggio di Torre del Espanol. I vigili del fuoco hanno dichiarato che le alte temperature e un calo nel livello di umidità alimenterà l’incendio, destinato quindi a diffondersi rapidamente. “Le difficoltà sono tali che non possiamo parlare di un incendio in fase di controllo o spegnimento. Al contrario, siamo in una fase in cui il fuoco avanza”, ha spiegato Buch. Nel frattempo, nel sud della Francia si è toccato il record storico per il mese di giugno: a Saint-Julien-de-Peyrolas i termometri hanno toccato i 41,9 gradi.

Tre decessi in Italia e un bimbo salvo per miracolo
Sono due gli anziani morti per malori probabilmente legati alle temperature registrate oggi. Il corpo di un uomo di 82 anni è stato trovato questa mattina nelle campagne delle Marche, tra Acquaviva Picena e San Benedetto del Tronto. L’uomo, scomparso la sera prima, era cercato da carabinieri e vigili del fuoco. A Milano, un clochard di 70 anni, di origini rumene, è stato colto da un malore questa mattina davanti alla Stazione centrale. Soccorso da alcuni passanti, che hanno chiamato il 118, l’uomo è morto prima dell’arrivo dei soccorsi. Sembra che fosse affetto da cardiopatia. Nel Veneto, in provincia di Verona, dove c’erano 38 gradi, una terza persona è deceduta a causa di un colpo di calore. Un bambino di Cremona, invece, è stato lasciato in macchina sotto il sole in un parcheggio del centro commerciale di Gadesco Pieve Delmona. L’auto aveva i finestrini alzati ed era chiusa a chiave. Fortunatamente, una guardia giurata l’ha visto ed ha rotto il finestrino per salvarlo. Il piccolo è stato portato all’ospedale e non è in pericolo di vita. Dalle indagini risulta che la madre, di origini cinesi, lo aveva lasciato allo zio, di 24 anni, che era entrato nel centro commerciale per acquistare delle lattine di birre. Ora il giovane rischia una denuncia per abbandono di persone minori o incapaci.

Allarme ozono in Veneto
Le altissime temperature registrate in Veneto hanno provocato l’innalzamento delle concentrazioni di ozono ad un livello tale da giungere al superamento della soglia di sicurezza, di 180 microgrammi per metro cubo, definita dalla normativa come il “livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata per alcuni gruppi particolarmente sensibili della popolazione”, ad esempio anziani, bambini, donne in gravidanza, persone affette da disturbi respiratori. Mercoledì 26 giugno, si sono registrati superamenti della soglia di informazione in nove centraline di quattro diverse province. Le concentrazioni di ozono hanno superato la soglia di sicurezza  a Verona, TrevisoBoscochiesanuova (Verona), Pieve d’Alpago (Belluno), Cinto Euganeo (Padova), Conegliano (Treviso), Este (Padova), Legnago (Verona) e San Bonifacio (Verona). Tra venerdì e sabato, però, le correnti nord-orientali potrebbero determinare un contenuto calo delle temperature, diminuendo almeno in parte la formazione di ozono.

La situazione nei prossimi giorni
La fase più calda, comunque, è solo all’inizio. Venerdì si venerdì si raggiungeranno picchi da primato con temperature massime che schizzeranno fino a toccare valori prossimi ai 42-43 gradi sul Nord Ovest e intorno ai 39-40 gradi sul resto del Nord e in alcune aree del Centro. Saranno sedici le città, secondo il ministero della Salute, da bollino rosso: Bolzano, Brescia, Firenze, Perugia, RietiRoma, Bari, Bologna, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Torino, Venezia, Verona e Viterbo. In queste città è allerta di livello 3, la più alta, che scatta in presenza di “condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche”. Bollino “arancione”, invece, ad Ancona, Cagliari, Campobasso e Genova. È allarme anche per i 50mila senza tetto. E mentre la Coldiretti conta i danni per frutta e verdura, a Bologna si attiva un sistema di tutela anziani con numeri verdi e monitoraggi continui. Con il caldo si sono registrati anche boom di ricoveri che aumentano i disagi negli ospedali e i pronto soccorso a causa della carenza di medici e infermieri. Un lieve miglioramento dovrebbe arrivare solo a partire dal weekend: una brezza al Nord dovrebbe abbassare le temperature di circa 5 gradi.

L’articolo Emergenza caldo in tutta Europa, incendi fuori controllo in Catalogna. Italia, 3 morti per malore. Venerdì bollino rosso in 16 città proviene da Il Fatto Quotidiano.

 – Leggi

Emergenza caldo, da giovedì fino a 40 gradi al Centro-Nord: i nove consigli del ministero della Salute per affrontare l’afa

Un caldo come in Europa non si vedeva da un decennio. Nell’ultima settimana di giugno si prospettano picchi fino a 40 gradi anche in Italia, in particolare al Centro-Nord. L’apice dovrebbe arrivare tra il 27 e il 29 giugno, con temperature tra i 37 e i 40 gradi a Milano, TorinoBologna, Roma, Frosinone, Rieti e Sassari. A lanciare l’allarme sono i meteorologi di 3Bmeteo e Meteo expert. L’ondata di caldo arriva proprio nel momento in cui i sindacati dei medici segnalano la carenza di personale. Nei pronto soccorso mancheranno circa “duemila medici, ed anche i servizi del 118 sono al collasso”, denuncia il presidente Sis Mario Balzanelli.

“Da lunedì 24 giugno e fino ai primi giorni di luglio l’Europa occidentale, il Mediterraneo e gran parte dell’Italia si ritroveranno di fronte ad una poderosa ondata di caldo, la quale dovrebbe raggiungere l’apice tra giovedì 27 e sabato 29 giugno”, afferma il meteorologo di 3Bmeteo Andrea Vuolo. Il caldo, ad opera dell’anticiclone subtropicale, interesserà soprattutto Spagna, Francia, Gran Bretagna, Belgio, Olanda, Nord Italia, Sardegna e regioni centrali tirreniche. Ma se al Nord si profilano temperature da record, al Sud il caldo sarà decisamente più sopportabile, e le temperatura non dovrebbero superare i 35 gradi”. 

Da metà settimana, i meteorologi prevedono disagi anche per l’afa: “Da mercoledì 26 giugno, complice la scarsa ventilazione e la presenza di valori medio-alti di umidità, si accrescerà notevolmente la sensazione di afa, specie in Pianura Padana e nelle aree interne del centro”. spiega Vuolo. Ed anche nelle ore notturne, continua, “le temperature potrebbero risultare piuttosto elevate nelle grandi aree urbane, non inferiori ai 24-27 gradi. Siamo di fronte ad una delle più intense ondate di caldo dell’ultimo decennio, probabilmente anche di portata storica per alcune zone europee”.

I 9 consigli del ministero della Salute
Il ministero della Salute ha stilato una lista di consigli per prevenire i problemi di salute legati al caldo:

Non uscire nelle ore più calde. Durante un’ondata di calore, evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde della giornata: tra le 11.00 e le 18.00.

Migliorare l’ambiente domestico e di lavoro. La misura più semplice è schermare le finestre esposte a sud e a sud-ovest con tende e oscuranti regolabili (persiane, veneziane) che blocchino il passaggio della luce, ma non quello dell’aria. Efficace è naturalmente l’impiego dell’aria condizionata che tuttavia va impiegata con attenzione, evitando di regolare la temperatura a livelli troppo bassi rispetto alla temperatura esterna. Una temperatura tra 25-27 gradi con un basso tasso di umidità è sufficiente a garantire il benessere e non espone a bruschi sbalzi termici rispetto all’esterno. Sono da impiegare con cautela anche i ventilatori meccanici. Accelerano il movimento dell’aria, ma non abbassano la temperatura ambientale.

Bere molti liquidi. Bere molta acqua e mangiare frutta fresca è una misura essenziale per contrastare gli effetti del caldo. Soprattutto per gli anziani è necessario bere anche se non si sente lo stimolo della sete. Se si è affetti da qualche malattia è necessario consultare il medico prima di aumentare l’ingestione di liquidi.

Evitare bevande alcoliche, moderare l’assunzione di bevande contenenti caffeina e fare pasti leggeri, poiché la digestione  aumenta la produzione di calore nel corpo.

Vestire comodi e leggeri, con indumenti di cotone, lino o fibre naturali (evitare le fibre sintetiche). All’aperto è utile indossare cappelli leggeri e di colore chiaro per proteggere la testa dal sole diretto. Proteggere anche gli occhi con occhiali da sole con filtri UV. Particolare attenzione ai bambini.

Stare attenti quando si sale in auto. Se si entra in un’auto parcheggiata al sole, prima di salire aprire gli sportelli, poi iniziare il viaggio a finestrini aperti o utilizzare il sistema di climatizzazione. Prestare attenzione nel sistemare i bambini sui seggiolini di sicurezza, verificare che non siano surriscaldati. Quando si parcheggia la macchina non lasciare mai, nemmeno per pochi minuti, persone o animali nell’abitacolo.

Evitare l’esercizio fisico nelle ore più calde della giornata. In ogni caso, se si fa attività fisica, bisogna bere molti liquidi. Per gli sportivi può essere necessario compensare la perdita di elettroliti con gli integratori.

Offrire assistenza a persone a maggiore rischio, come anziani che vivono da soli e bambini. Negli anziani un campanello di allarme è la riduzione di alcune attività quotidiane (spostarsi in casa, vestirsi, mangiare, andare regolarmente in bagno, lavarsi) che può indicare un peggioramento dello stato di salute. Controllare la temperatura corporea dei lattanti e bambini piccoli, abbassandola con una doccia tiepida e quando possibile aprire il pannolino.

L’articolo Emergenza caldo, da giovedì fino a 40 gradi al Centro-Nord: i nove consigli del ministero della Salute per affrontare l’afa proviene da Il Fatto Quotidiano.

 – Leggi

Omicidio di Torvaianica, l’ipotesi dopo l’autopsia: “Maria Corazza accoltellata, poi Domenico Raco si è dato fuoco”

Maria Corazza è stata uccisa da una coltellata: sul cadavere c’è il segno di una profonda ferita da arma da taglio. Nessun segno invece sul corpo di Domenico Raco che, con molta probabilità, dopo avere ammazzato la donna, si è tolto la vita nel rogo appiccato alla vettura dove i due si trovavano. È questa l’ipotesi più accreditata dagli inquirenti dopo i risultati parziali dell’autopsia che continuerà lunedì. Si rafforza quindi in modo deciso l’ipotesi dell’omicidio-suicidio. Probabilmente il coltello usato da Raco per ucciderla è lo stesso trovato nell’auto. Gli ulteriori accertamenti sul corpo della donna dovranno anche stabilire una compatibilità tra il tipo di ferita, la profondità, e l’arma trovata.

I due corpi erano stati trovati carbonizzati in una auto la mattina del 14 giugno a Torvaianica, località sul litorale romano. Secondo la Procura di Velletri quindi acquista concretezza l’ipotesi del femminicidio con all’origine, probabilmente, il rifiuto della donna alle avances di Raco. O forse la volontà da parte di Maria di concludere una relazione. In ogni caso potrebbe essere stato un no a dettare il piano omicida di Raco che era un amico di famiglia e conosceva anche il marito della donna.

I cadaveri sono stati trovati sull’auto della madre di Maria Corazza, originaria di Pomezia, che la donna utilizzava per i suoi spostamenti. La mattina prima di essere trovata morta Maria aveva accompagnato la figlia a scuola col marito. Poi, disse l’uomo, si erano separati. E a riprova del suo alibi fornì ai carabinieri i nomi di tre persone con cui si era incontrato. Una versione confermata dalle persone indicate.

Escluso un coinvolgimento del marito della vittima, la pista dell’omicidio-suicidio è apparsa subito la più plausibile anche per la posizione dei corpi in auto: l’uomo al posto di guida e la donna sul sedile posteriore. L’auto era ferma in una stradina isolata, al confine tra Torvaianica e Pomezia. Un luogo isolato forse per un incontro di chiarimento. Forse per dire un no definitivo.

L’articolo Omicidio di Torvaianica, l’ipotesi dopo l’autopsia: “Maria Corazza accoltellata, poi Domenico Raco si è dato fuoco” proviene da Il Fatto Quotidiano.

 – Leggi

Translate »