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RAVPOWER FileHub, router e ripetitore WiFi portatile, hard disk e power bank tutto in uno in offerta su Amazon

Chi si trova spesso a operare in mobilità ha tante necessità diverse: connettersi a Internet, trasportare i propri dati e magari avere anche una power bank per non restare mai senza batteria. Normalmente questo impone di portarsi dietro più dispositivi diversi. In alternativa c’è il RAVPOWER FileHub, in grado di fare da router WiFi se connesso a una rete fissa, da ripetitore se connesso a una rete wireless e in più è un hard disk esterno e una power bank. Su Amazon è in offerta con il 29 % di sconto al prezzo di 42,83 euro anziché 59,99 euro.

Vediamo più nel dettaglio le sue funzioni principali, ad una ad una. Come wireless router da viaggio, il RAVPOWER FileHub può lavorare in due modalità, come router o come bridge. Nel primo caso, quando collegato via cavo a una rete funzionerà come un normale router, offrendo cioè più ingressi per il collegamento simultaneo di diversi dispositivi. In modalità bridge invece si connette a una rete Wi-Fi esistente, ripetendone il segnale in modo da portarlo in altri ambienti non raggiungibili direttamente.

Come hard disk esterno invece, l’unità, oltre a consentirci semplicemente di portare con noi i nostri dati più importanti, può assolvere anche altre funzioni. Consente ad esempio di caricare facilmente sul proprio hard disk o flash drive le foto memorizzate sulla scheda SD, trasferisce foto e altri file tra schede SD, penne USB, hard disk esterni e altri dispositivi, può funzionare da server multimediale portatile, consentendo la connessione contemporanea fino a cinque dispositivi diversi, per condividere senza problemi lo streaming di video, foto e musica su smartphone, tablet, TV, lettori multimediali, Chromecast, Roku e altri dispositivi DLNA collegati, tramite app o Web e infine permette il backup automatico di foto e video più recenti direttamente su scheda SD o su hard disk.

Infine il RAVPOWER FileHub integra anche una power bank da 6700 mAh per consentire di ricaricare lo smartphone o il tablet anche in mobilità. Il tutto in un dispositivo elegante a vedersi e dalle dimensioni compatte (11,3 x 7,7 x ,3 cm, con un peso di circa 200 grammi).

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Anche Apple si associa alla FIDO Alliance per fare a meno delle password

Da oggi le classiche e poco sicure password alfanumeriche hanno un potente “nemico” in più, Apple, che a deciso di aderire alla FIDO Alliance (Fast Identity Online), che si occupa dello sviluppo di protocolli e sistemi di identificazione online che siano più efficienti, sicuri ed affidabili rispetto alle password, come ad esempio nel caso dei sistemi di riconoscimento biometrico o quelli a due fattori.

Al momento Apple non ha rilasciato un comunicato stampa ufficiale in cui spieghi i motivi della propria decisione, visto che sostanzialmente era rimasta l’ultima grande azienda hi-tech a non aver ancora aderito al consorzio. La notizia infatti è desunta dall’elenco dei membri della FIDO, in cui Apple ora figura come Board Level Member, quindi sin da subito con un ruolo di primo piano, come del resto si conviene a un colosso del settore.

Foto: Depositphotos

Benché fino ad ora non avesse mai aderito è bene comunque specificare che già da anni l’azienda di Cupertino impiega metodi di riconoscimento alternativi alle password, seppur in maniera complementare a queste ultime, mentre, lo ricordiamo, l’obiettivo della FIDO resta quello di sostituire completamente questo metodo di riconoscimento con altri ritenuti più sicuri.

Non è una novità del resto che le password siano poco sicure, non solo per via dei limiti software, ma soprattutto per l’utilizzo che ne fanno gli utenti. È noto da molti report annuali che la maggior parte delle persone nel mondo utilizza password facilmente identificabili, come 123456 o la propria data di nascita e soprattutto che ne utilizzi una soltanto per gestire più account, sia online che in locale, altra pratica altamente sconsigliata dagli esperti di sicurezza. In attesa che la FIDO sviluppi e implementi nuove soluzioni al posto delle password il consiglio resta dunque sempre lo stesso: utilizzare il buonsenso e, soprattutto, un password manager per gestire password complesse e astratte, diversificate epr ciascuno dei numerosi account che ciascuno di noi possiede.

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5G, tra favorevoli e contrari bisognerebbe pensare alle conseguenze

di Bruno Tommasini

Oggi sabato 25 gennaio è il 5G Global Protest Day. In tutto il mondo e anche in Italia, in diverse piazze, si protesta per far accendere i riflettori su questa tecnologia che sta per entrare nelle nostre vite, forse troppo avventatamente.

Lo Stato italiano ha già incassato 6,5 miliardi dalla vendita delle concessioni per l’uso delle frequenze 5G ai vari Vodafone, Tim, Iliad, ecc. e quindi non sembra molto intenzionato a fermare questo processo.

Perché ci sono persone che si vogliono opporre a questa tecnologia? Fondamentalmente perché non si trova rispettato il principio di precauzione: una tecnologia può essere introdotta quando è provato che sia innocua verso la salute delle persone e dell’ambiente. Nessuno può onestamente prevedere però quali possono essere gli effetti sulla salute di campi elettromagnetici, anche se di bassa intensità, ma presenti costantemente sull’organismo umano.

La tecnologia 5G infatti, garantendo una bassa latenza, vuole essere utilizzata per tutte quelle applicazioni come la guida autonoma, Internet delle cose, ecc. che devono funzionare di continuo. Insomma Internet non ci “lascerebbe mai”, o meglio, saremmo sempre “connessi”. Con il principio di precauzione, l’amianto non sarebbe mai stato introdotto e ora non staremmo a piangere tanti morti, né a spendere tanti soldi per rimuoverlo da ogni parte.

Chi spinge per questa tecnologia sostiene che non si possono mettere troppi freni a questo tipo di sviluppo, mentre i vantaggi sarebbero enormi per il genere umano.

Permettetemi un paragone con quello che può essere stato, nella storia dell’evoluzione dell’essere umano, il momento dell’introduzione della plastica: sicuramente un materiale fantastico, che ha permesso tantissime cose in maniera sicura ed economica sconvolgendo totalmente il nostro mondo. Ora però il nostro stesso mondo è invaso da questa invenzione così preziosa che fa fatica a sparire quando non ci serve più, tanto da entrare oramai addirittura nella nostra catena alimentare.

Lo sviluppo tecnologico è sicuramente utile, non possiamo che ringraziare per i progressi che abbiamo avuto nella medicina, nella possibilità di trasporti, nel rendere confortevoli le nostre case e più leggere le nostre fatiche, ma possiamo provare a pensare, almeno una volta, a cosa possono comportare le nostre scelte? Possiamo ammettere che siamo molto più stressati, distratti e nervosi da quando siamo “connessi”? Che questi mezzi (smartphone, tablet, ecc.) sviluppano sicuramente una forma di dipendenza? Siamo così sicuri che vogliamo andare nella direzione di essere ancora sempre più “connessi”? Non può essere che il sistema economico nel quale viviamo, perché non siamo riusciti a trovarne finora uno migliore, abbia per l’ennesima volta bisogno di crearci un bisogno per poi venderci la soluzione?

I sostenitori della tecnologia 5G dicono che sarà un passo in più verso la sostenibilità ambientale perché sarà richiesta molta meno energia per trasmettere un dato con onde elettromagnetiche. Peccato che aumenterà esponenzialmente la quantità di dati scambiati e il risultato della nostra sostenibilità potete immaginare come sarà: come le nostre auto moderne che inquinano e consumano molto di meno di quelle di 30 anni fa, ma abbiamo molti più problemi di inquinamento perché abbiamo più macchine e percorriamo molti più chilometri.

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Ecovacs DeeBot 715, aspirapolvere robot con sconto del 41% su Amazon

L’ Ecovacs DeeBot 715 è un’aspirapolvere robot proposto oggi su Amazon con sconto del 41% che ne fa scendere il prezzo da 399,98 euro a 236,98 euro, un risparmio di 163 euro che rende questo dispositivo davvero appetibile. Se infatti trascorrete gran parte della giornata fuori casa, dotarvi di un robot aspirapolvere efficiente è sicuramente la soluzione migliore per tenere i pavimenti di casa sempre puliti senza il minimo sforzo.

Ecovacs DeeBot 715 ha infatti una serie di caratteristiche assai interessanti, che lo rendono perfetto per effettuare le pulizie in nostra assenza o ogni volta che ce n’è bisogno, regalandoci dell’indispensabile tempo libero per le cose che ci piacciono davvero.

Di forma circolare come la maggior parte degli aspirapolvere robot, il DeeBot 715 può contare sulla tecnologia di rilevamento ostacoli e di navigazione Smart Navi 2.0, sviluppata per garantire massima efficienza nel percorso di pulizia e sulla possibilità di raddoppiare all’occorrenza la potenza di aspirazione e attivare la modalità di Pulizia Max. La prima, grazie ad un’esclusiva telecamera combinata con l’uso di un algoritmo grafico SLAM, consente al DeeBot di pulire tutte le stanze di casa seguendo un percorso sistematico per evitare di passare più volte nello stesso posto o viceversa dimenticare altre zone della casa. la modalità Max invece raddoppia la potenza di aspirazione e funziona sia su pavimenti duri che su tappeti.

Inoltre l’Ecovacs DeeBot 715 possiede anche un serbatoio d’acqua da 0,3 litri che gli consente all’occorrenza di passare dall’aspirazione al lavaggio, per una pulizia ideale di pavimenti duri, ma anche in legno e piastrellati. Compatibile con gli assistenti vocali Amazon Alexa e Google Assistant, il DeeBot 715 è programmabile anche tramite app. Quest’ultima infatti consente di pianificare una sessione di pulizia e di produrre un report che mostra la mappa dell’intera abitazione per evitare di ripetere o di perdere aree.

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SanDisk Extreme Pro, scheda di memoria microSDXC da 1 TB scontata del 58 % su Amazon

Se lo spazio di archiviazione su smartphone e tablet o per il vostro drone o la vostra action cam non vi basta mai e siete in cerca di una vera occasione per aumentarlo a dismisura, oggi su Amazon potete acquistare la scheda di memoria microSDXC SanDisk Extreme Pro da ben 1 TB con uno sconto del 58 %, che porta il prezzo dagli originali 623,99 euro a 259,99 euro, con un risparmio di 364 euro.

Certo, non si tratta di una soluzione adatta a tutti gli utenti, perché il prezzo è comunque elevato e la maggior parte di noi non necessita di più di 128 GB di memoria aggiuntiva su smartphone e tablet. Per chi però utilizza lo smartphone per fini professionali o è in cerca di tanto spazio per i filmati realizzati tramite action cam o drone, la soluzione di SanDisk è l’ideale, perché oltre al terabyte di spazio offre anche ottime prestazioni, con picchi in lettura e scrittura pari rispettivamente a 170 e 90 MB/s.

SanDisk Extreme Pro inoltre non è la solita scheda microSD: realizzata e testata per funzionare in condizioni estreme, la scheda di memoria è infatti impermeabile, resistente alle temperature, agli urti e persino ai raggi X ed è quindi perfetta per supportare le registrazioni in contesti estremi come riprese subacquee, durante sport estremi o per riprese in ambienti difficili come zone colpite da disastri naturali, fabbriche e cantieri. Inoltre, grazie alla classe di velocità UHS 3 (U3) e video 30 (V30), la scheda SanDisk Extreme PRO microSDXC UHS-I vi consentirà di riprendere video ininterrotti in 4K UHD e Full HD.

Infine, la scheda comprende anche un software di recupero dati, RescuePRO Deluxe (da scaricare però separatamente), che consente di recuperare con estrema facilità file cancellati accidentalmente.

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Facebook, i dati di 267 milioni di utenti sono rimasti esposti in rete

‎I dati di oltre 267 milioni di utenti Facebook sono rimasti esposti online, all’interno di un database completamente privo di protezioni e quindi del tutto accessibile a chiunque. Lo afferma il ricercatore di sicurezza Bob Diachenko in un rapporto pubblicato da Comparitech. I dati riguardavano nome e cognome, ID utente e numero di telefono. Secondo il ricercatore che li ha scoperti i dati potrebbero essere frutto di un’operazione di rastrellamento, avvenuta forse anche prima delle modifiche apportate negli ultimi anni per proteggere meglio le informazioni delle persone, come ha spiegato un portavoce di Facebook.

‎Diachenko dice di aver segnalato il database al fornitore di servizi che gestisce l’indirizzo IP del server, ma nonostante questo il database è comunque rimasto esposto per quasi due settimane. Nel frattempo inoltre i dati sono stati resi disponibili via download anche in un forum di hacker.‎

Foto: Depositphotos

Come spiega C‎‎omparitech, ‎‎i dati non sono da considerarsi strettamente sensibili, visto che mancano cose come password, numeri di carte di credito e altre informazioni private. Tuttavia essi sarebbero sufficienti per tentare azioni di phishing, ossia truffe perpetrate tramite l’invio di mail fasulle che, spacciandosi per mail ufficiali, ad esempio di servizi bancari o altro, tentano di estorcere codici e altre informazioni.‎

Il consiglio dunque è sempre lo stesso: anzitutto cambiare immediatamente la propria password di accesso a Facebook e quindi essere sempre attenti quando si ricevono mail che sembrano inviate da aziende o enti ufficiali. Vi basterà paragonare l’indirizzo mail a quello ufficiale del servizio per verificare eventuali discrepanze o la presenza di lettere e codici differenti. Inoltre nessun servizio ufficiale vi chiederà mai di fornire via mail le vostre credenziali, o di eseguire il login direttamente da un link presente nella mail o ancora di effettuare pagamenti. In tutti questi casi quindi diffidate e non procedete oltre.

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