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Un Posto Al Sole, riesplode la polemica per il cambio di orario. Di Mare: “Era questo il vero problema di Napoli?”. La dura replica degli attori

Riesplode la polemica per “Un posto al sole“, soap opera di successo in onda su Rai3, realizzata dal Centro Rai di Napoli. Lo scorso ottobre c’era stata una vera e propria rivolta dei fan della serie dopo i rumors su una nuova collocazione, un passaggio alle 18.30 per lasciare spazio all’ennesimo talk informativo, questa volta con Lucia Annunziata, alle 20.45. “Nuovo programma su Rai3? Progetto a cui tengo molto, in fase di studio sia la fascia oraria sia la rete, ma non ho alcuna intenzione di ridimensionare o danneggiare Un posto al sole e il centro di Napoli, che anzi va valorizzato”, aveva dichiarato l’amministratore delegato Carlo Fuortes in un’intervista al quotidiano La Repubblica.

Lo stesso quotidiano riporta oggi quanto accaduto nel corso di un incontro ospitato dall’Unione Industriali, di fatto una celebrazione per i venticinque anni di “Un posto al sole“. Dopo un intervento di Giancarlo Leone, presidente dell’Apa (Associazione Produttori Audiovisivi), spazio al contributo video del direttore di Rai3 Franco Di Mare da cui, spiega Repubblica-Napoli, sono arrivate dure parole per la reazione di fan e intellettuali che avevano firmato per lasciare la trasmissione allo stesso orario.

“Il cambio di orario era il vero problema di Napoli, come hanno fatto pensare gli intellettuali che hanno dato vita alla raccolta di firme?”, si è domandato Di Mare nel video per poi citare Churchill: “Non sempre cambiare significa migliorare, ma se si vuole migliorare bisogna cambiare”. Il clima è subito diventato rovente all’evento dove erano presenti Antonio Parlati, dal 2020 direttore del Centro Rai partenopeo, il predecessore e “papà” della soap Francesco Pinto, Daniela Troncelliti, produttore delegato dalla Rai alla serie, Gabriele Immirzi ad di Fremantle e il sociologo Sergio Brancato, docente alla Federico II, che è stato sceneggiatore di “Un posto al sole”.

Di Mare ha anche fatto riferimento al fenomeno della ‘resistenza al cambiamento’, citando l’esempio delle proteste per le istituzioni delle Ztl, ‘contestate dai commercianti che oggi al contrario lotterebbero contro la loro eliminazione’. Ha invece sostenuto che ‘i competitor della Rai hanno il monopolio delle strisce di informazione nella fascia d’accesso alla prima serata’ e che per questo ‘Upas‘ andrebbe spostato”, aggiunge Repubblica.

Pinto, risentito, ha immediatamente replicato a tono: “Anch’io ho firmato il manifesto contro il cambio di orario, ho la sensazione che Di Mare sia mal consigliato per due ragioni: la prima, lo slot pubblicitario nella fascia attuale ha fruttato molto e la seconda che l’innovazione la Rai se l’è un po’ persa, prova ne sia che una serie come ‘Mare fuori’, trasmessa dal 2020 su Rai 2, ha avuto più successo su Rai Play che nella rete. Tutto questo dibattito infatti è legato all’obsolescenza del concetto di rete. ‘Un posto al sole‘ non può essere trattato come un latifondo, lo spazio informativo che rivendica Di Mare lo fa già Rai 2 “.

Le parole di Di Mare hanno suscitato le reazioni anche di due protagonisti della soap presenti all’evento: “Ci vuole rispetto per il pubblico“, ha detto l’attore Marzio Honorato, che da 25 anni interpreta Renato nella fiction. “Il rischio del cambio di orario sembrava scongiurato. Credo che nessuna striscia di informazione potrebbe fare il 7 per cento di ascolto a quell’ora, e noi siamo un sospiro di sollievo in quella fascia oraria, tra le notizie dei Tg su tante sciagure”, ha aggiunto il collega Patrizio Rispo.

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Crozza veste i panni di uno spiritato Red Ronnie: “Quando ti infilano il tampone nel naso premono il tasto reset del cervello”

Nella nuova puntata di Fratelli di Crozza, in prima serata sul Nove e in streaming su Discovery+, Maurizio Crozza diventa Red Ronnie: “Gli alieni presto verranno a liberarci da quelli che oggi vogliono bruciarci col termo-scanner. Anche col tampone ogni volta che te lo infilano nel naso premono il tasto reset del cervello. A me mi han cancellato la parte di memoria sulla vita dei Matia Bazar…”.

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Crozza-Michetti non riesce a pronunciare la parola ‘antifascista’: “Non ce la faccio, ho la tosse. Però riesco a dire ‘camerata’ e ‘Goebbels’…”

Maurizio Crozza veste per la prima volta i panni di Enrico Michetti nella nuova puntata di Fratelli di Crozza, in prima serata sul Nove e in streaming su Discovery+. Il candidato sindaco di Roma non riesce proprio a pronunciare la parola “antifascista”, nonostante gli sforzi: “Anti… anti… antifa… antifatico… Mi scusi, ho la tosse, non riesco a dirlo. Certe parole le riesco a dire. Ebrei lo riesco a dire. Goebbels riesco a dirlo. Camerata, Wermacht… lo riesco a dire… apre i bronchi. Ma quella cosa che dice lei, proprio non riesco a dirla.”

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“11 settembre – 20 anni che valgono un secolo”: lo speciale di SkyTg24 con interviste e dirette a due decenni dall’attentato alle Torri Gemelle

A venti anni dagli attacchi terroristici alle Torri Gemelle Sky propone una ricca programmazione con film e documentari dedicata ai terribili avvenimenti e alle vittime di quegli attentati che hanno cambiato per sempre gli Stati Uniti D’America e il mondo intero. Sky Tg24 ricorda l’anniversario con la programmazione dedicata “11 Settembre. 20 anni che valgono un secolo”. Il 10 settembre alle 19.30 il canale diretto da Giuseppe De Bellis proporrà uno speciale a cura di Liliana Faccioli Pintozzi che, con un racconto esaltato dall’uso della realtà virtuale e aumentata, analizzerà gli ultimi due decenni, spiegando in che modo un evento dirompente come l’11 settembre sia stato un vero e proprio “acceleratore” della storia, che ha segnato profondamente la nostra società.

Con la regia di Francesco Venuto e il graphic design a cura di Francesca Catà, lo speciale contiene anche le interviste a storici, architetti e analisti come John Bolton, Sottosegretario dell’Amministrazione Bush, il politologo Gilles Kepel, l’architetto Daniel Libeskind, Zabihullah Mujahid, portavoce dei Talebani, l’attivista David Solnit e il giornalista Premio Pulitzer Lawrence Wright.

L’11 settembre dalle 14.00 sarà invece la volta di uno speciale live che seguirà in diretta da New York la cerimonia del ricordo con ospiti e collegamenti dai luoghi simbolo di questo ventennale, non solo New York, ma anche Kabul, Parigi e Londra.

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Per conoscere cosa ha rappresentato Raffaella Carrà consiglio di vedere un film spagnolo

Se qualcuno volesse conoscere davvero che cosa ha rappresentato Raffaella Carrà nel mondo dello spettacolo non sarebbe necessario ripercorrere la sua originale carriera cinematografica o quella densissima e duratura in tv o quella di cantante pop di grandissimo successo. Sarebbe più significativo godersi un film spagnolo, un musical uscito l’anno scorso e fruibile su una nota piattaforma. Si intitola Ballo Ballo in omaggio a una delle più note canzoni di Raffaella. Ma l’omaggio non si ferma al titolo.

La storia è quella di una giovane ragazza madrilena, Maria, che mei primi anni Settanta lascia alla vigilia delle nozze il promesso sposo italiano e se ne torna in Spagna per realizzare il suo sogno: fare la ballerina in televisione. Riesce a inserirsi negli studi della TVE ma il suo modo di ballare prorompente e sexy entra in conflitto con le rigide regole della censura del governo franchista. Ovviamente la vitalità e la modernità di Maria e del suo ballo frantumeranno le assurde imposizioni censorie.

Non è certo il prevedibile sviluppo della storia a contare, quello che conta è che, come in ogni musical che si rispetti, le parti cantate e ballate non sono commento alla vicenda ma azione, avvenimento, snodo narrativo. E nel film le canzoni ballate dai protagonisti e dai vari personaggi sono esclusivamente le più celebri canzoni di Raffaella, da Fiesta a Rumore, da Tanti auguri a Com’è bello far l’amore… da Luca a A far l’amore comincia tu. Ecco, in questa scelta c’è tutta la grandezza, lo spessore mediatico della Carrà.

Il successo internazionale della musica italiana spesso evocato da alcuni cantanti, spesso esagerato, talvolta millantato, assume in questo caso una dimensione straordinaria. Le sue canzoni sono solo canzonette, come direbbe qualcuno, ma servono benissimo a raccontare una storia di lotta contro un regime oppressivo e oscurantista, di emancipazione femminile, di liberazione del corpo e dello spirito. Nessun altro cantante ha visto il suo repertorio assumere un ruolo così fondamentale. E’ accaduto agli Abba con i due film Mamma mia, ma la loro è solo una bella storia d’amore, quella raccontata con le canzoni di Raffaella investe la politica, la società, il costume.

Nell’ultima scena, la Carrà evocata, citata dal film solo attraverso le canzoni e il suo ballo, appare in carne e ossa con un abito rosso, in una sorta di cameo. Due personaggi secondari della storia scorrazzano felici su una Vespa per le strade di Roma, la vedono e la salutano con entusiasmo, lei risponde al saluto con la mano e volge lo sguardo in macchina. Mi pare il suo ultimo, bellissimo saluto a tutti noi.

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Raffaella Carrà, ascolti record per la puntata di Techetechete dedicata a lei. Problemi tecnici per la messa in onda di ‘Carramba! Che sorpresa’”

“Sto guardando con emozione Carramba! Che Sorpresa su Rai 1, sarebbe bello intitolare l’Auditorium Rai del Foro Italico alla grande Raffaella Carrà“, questo il messaggio social pubblicato in serata da Milly Carlucci. Una proposta che ha ricevuto fin da subito molti consensi, dopo la scomparsa di Fabrizio Frizzi l’azienda di Viale Mazzini decise di intitolargli gli Studi Dear. L’Auditorium di Roma, adibito inizialmente a sala da concerti e luogo dell’Accademia della Musica, dal 1995 ospita trasmissioni televisive: “Carramba! Che Sorpresa” fu tra i primi show ad essere trasmessi dal Foro Italico.

Una collaborazione proseguito per moltissimi anni, lo stesso Auditorium che ospita dal 2005 lo show di Milly Carlucci “Ballando con le Stelle” e nei mesi scorsi ha trovato casa anche la seconda edizione de “Il Cantante Mascherato”. L’ammiraglia Rai per ricordare la Carrà ha rivoluzionato la sua programmazione, dopo aver comunicato la notizia a “Estate in Diretta”, trasmettendo una puntata speciale di “Techetechetè” dal titolo “Grazie Raffaella” e a seguire la riproposizione del primo appuntamento di “Carramba! Che sorpresa” andata in onda nel 1995.

Riproposizione ostacolata da alcuni problemi tecnici. Dopo l’emozionante puntata di “Techetechetè” sono partiti i rulli di promo d’emergenza, alcuni addirittura del mese scorso, e poi un’altra puntata del programma a base di teche. A Viale Mazzini avrebbero avuto problemi nello scaricare la trasmissione in onda venticinque anni fa, riproposta non nel formato originale in 4:3 ma in 16:9. I problemi sono stari risolti e la trasmissione è stata trasmessa con circa mezz’ora di ritardo, precisamente in onda dalle 21.56. Appuntamento visto da 2.581.000 spettatori con il 13,8% di share.

L’annuncio della scomparsa arrivata nel pomeriggio ha incollato il pubblico alla tv con uno spostamento in massa su Rai1 dove “Estate in Diretta” ha raggiunto il 25,2% di share con 2.334.000 telespettatori. Ascolti record anche per “Techetechetè” dedicato alla Carrà visto da ben 4.509.000 spettatori con il 22,3% di share.

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Ilary Blasi in esclusiva per FQMagazine: “Per i detrattori sono ‘la moglie di’ e ‘l’amica di’, io me ne frego. Le battute sui ritocchini? Non sono permalosa. L’Isola? Pronta al bis”

La battuta è un lampo. Serve a smorzare i toni, a toglierti dall’imbarazzo. Ilary Blasi arriva al punto senza troppi giri di parole, consapevole dei chilometri percorsi e di un mondo che non l’ha cambiata. Tra poche ore calerà il sipario sulla quindicesima edizione de L’Isola dei Famosi, prodotta da Banijay, la prima in piena pandemia in onda su Canale 5. Poco prima delle prove si racconta a FQMagazine.

Ha iniziato prestissimo con spot e cinema, dai 3 ai 5 anni ha lavorato con Mariangela Melato, Dino Risi e Renato Pozzetto. Enfant prodige impegnata.
“Tutto è nato per gioco. In realtà da piccola sognavo di aprire un banco di frutta e verdura, ancora oggi mi affascinano. Un’amica di mia madre aveva un’agenzia che faceva casting per la pubblicità. Bionda, occhi azzurri, sembravo svedese. Chiesero a mia madre di farmi provare, da lì ho iniziato. Non so se predestinata è il termine giusto, mi sembra di essere sempre stata davanti a una telecamera.”

Che famiglia è la sua?
“Siamo una famiglia molto tradizionale, il loro amore mi ha protetto e mi ha fatto crescere. Madre casalinga, papà impiegato. Infanzia felice, estate in campeggio, tre sorelle, un bel rapporto con mia cugina. Per me la famiglia è un valore, come il sacrificio, l’onestà. Sono le cose che cerco di trasmettere ai miei figli.”

Tanta voglia di arrivare?
“I miei genitori non mi hanno fatto mancare nulla ma dentro coltivavo l’ambizione, quella voglia di indipendenza. Quella fame lì ti resta, penso sia sana.”

Cameriera, provini, fotoromanzi. Adolescenza intensa.
“Facevo tantissimi provini per la tv ma venivo sempre scartata, all’epoca i fotoromanzi erano di moda. Lo facevo a scopo di lucro (ride, ndr). A me dei fotoromanzi non importava niente ma pagavano benissimo, mi ci sono comprata la macchina.”

Poi a un provino arriva il sì, è quello di Passaparola con Gerry Scotti.
“Ho fatto anche Miss Italia nel 98, ero minorenne. Mi scartarono a Paperissima ma anche come velina per Striscia la notizia. Mi ero data Passaparola come ultima opportunità, se non fosse andata avrei mollato. È stata una chiave di accesso a un sogno, partivo per Milano speranzosa e li facevo tutti. Quella volta andò bene, mi presero.”

Dopo due anni il passaggio a Che tempo che fa come valletta semimuta.
“Letterina fidanzata con un calciatore: il cliché per eccellenza. Il passo successivo era fare un calendario per poi mettermi seduta in un programma sportivo come ‘fidanzata di’. Non che ci fosse qualcosa di male ma non era quello che volevo fare, volevo un percorso diverso. Fazio era appena tornato in Rai, fu per me una grande opportunità in un programma sulla carta molto distante. Avevo poco più di 20 anni, un percorso diverso. Devo tantissimo a Fabio, ho lasciato perché ero incinta.”

A quel punto la chiama Panariello per Sanremo 2006.
“Ero sparita per un po’ di mesi, mi chiama Giorgio per portarmi al Festival. Avevo 24 anni, avevo appena partorito, non avevo alcuna responsabilità e nessuno si aspettava niente. Ho preso quel treno al volo perché Sanremo ti capita una volta nella vita, se ti capita. È stata un’edizione difficile ma io non l’ho vissuta così, forse per il mio ruolo ma anche perché per me era una tutta una novità, ho un bellissimo ricordo. Esperienza unica.”

Sono passati quindici anni, sogna un ritorno non da valletta ma da conduttrice?

“Sì, sogno come tutti. La speranza di tornarci con un ruolo più importante c’è, Sanremo è sempre Sanremo.”

Con Le Iene ha occupato per più di dieci anni il prime di Italia 1.
“Dopo il Festivalbar ero incinta, Davide Parenti mi propone la conduzione de Le Iene, era già successo a Simona Ventura di condurre in gravidanza. Il programma mi piaceva tantissimo, con loro sono cresciuta professionalmente, l’ho condotto per undici anni.”

Le manca il Grande Fratello?
“No, è stata una mia scelta. Non lo dico per vanto, sono stata io sempre a lasciare. Quando prendo una decisione difficilmente torno indietro. Certo, ci vuole coraggio perché conduci programmi di successo, in questo periodo non è facile mollare, però dopo tre anni ho sentito la necessità di dire basta. A malincuore perché mi sono divertita tantissimo, era un programma che volevo fare e seguivo sempre. Pensi che cantavo la sigla nella testa e immaginavo il mio ingresso in studio, era un obiettivo.”

Le sono piaciute le due edizioni condotte da Signorini?
“Sì, ognuno mette la sua firma. Siamo molto diversi ma Alfonso ha messo la sua cifra. In quel genere è bravo, non saprei farlo come lo fa lui. Su alcuni sentimenti sono molto pudica, non riesco a scavare a fondo quando c’è qualcosa di personale. Sono più una da cazzeggio pur toccando argomenti seri.”

La sua lite con Fabrizio Corona al Grande Fratello Vip resterà nella storia del reality. Se l’era preparata?
“Non era preparata, se l’avessi detto a qualcuno non me l’avrebbero mai fatto fare. Avevo solo chiesto agli autori di poter dire delle cose, lui sosteneva che io avessi posto un veto sulla sua presenza invece era il contrario, io lo volevo fortemente. C’era scompiglio dietro le quinte, sono partite chiamate, mi facevano segno di chiudere ma in quel momento me ne sono fregata, ho usato un mezzo pubblico per un fine privato. Per me quello non era più il reality era la mia vita, era una cosa tra me e lui. Rimarrà nella storia, io da spettatrice mi sarei divertita (ride, ndr).”

Con Alessia Marcuzzi c’è stato uno strano incrocio di programmi tra Le Iene, Grande Fratello, Isola dei Famosi, Summer Festival. Si è parlato di una rivalità tra voi, cosa c’è di vero?
“Nulla, nessuna rivalità. Con Alessia ci siamo anche messaggiate. Siamo entrambe romane, forse questo ci unisce. La verità è che i programmi sono questi, può succedere nella girandola delle conduzioni. La trovo una cosa fisiologica. Magari tra qualche anno arriverà un’altra collega che condurrà gli stessi programmi. Infatti io mollo prima, prima che me mandano via. Scappo prima (ride, ndr).”

Non sembra una ossessionata dall’esserci a tutti i costi.
“Non sono bulimica di tv. Era il mio obiettivo farla però non amo fare tutto ed essere sempre presente, mi sono presa delle pause quando ero incinta della mia terza figlia, ho lasciato programmi di successo. Mi piace scegliere e fare quello che sento, sicuramente sono privilegiata e fortunata perché posso permettermelo.”

Il debutto all’Isola dei Famosi in un’edizione condizionata dal Covid.
“È stata una stagione faticosa per tutti perché la pandemia ha inevitabilmente inciso. È stata la mia prima edizione, è un reality ma è completamente diverso dal Grande Fratello. Tamponi, quarantena, i naufraghi non potevano venire in studio, chi partiva non poteva sbarcare subito, la finale per la prima volta a distanza. Faticosa e complicata ma l’abbiamo portata a casa. Mi sono divertita, ho fatto la mia Isola nell’Isola.”

Ventidue puntate con una media superiore al 18% di share. Soddisfatta dei risultati?
“Siamo soddisfatti. Non mi soffermo mai molto sui numeri anche se sono importanti, perché se porti i risultati vai avanti e fai felice l’azienda. Mi piace l’idea di portare l’allegria nelle case, di fare una cosa che mi diverte e in cui credo.”

Akash ha detto “Non so chi sia la Blasi”, lei conosceva tutti i concorrenti?
“Sono sincera, non tutti (ride,ndr). Ci sta che Akash che non mi conosca, mica deve conoscermi per forza. Mi sono presentata in diretta, siamo pure diventati amici, ci scriviamo su Instagram. Trovo che sia un ragazzo complesso ma buono.”

Palapa diventa patata, duello diventa durello. Le sue gaffe nei reality sono cult, sono vere o fa come Mike?
“Mica me le scrivo. Palapa patata resta nella storia (ride,ndr). Io volevo fare tutta la presentazione carina, l’ho anche provata. Niente mi è uscita così.”

L’inviato Rosolino è stato criticato sui social, lei lo ha preso in giro bonariamente. Come se l’è cavata?
“Massimiliano all’inizio ha sofferto, lontano dalla famiglia per tre mesi e non è il suo lavoro principale. Lo stimo, non era per niente facile. Anch’io con lui ero un pochino in difficoltà tra segnali e ritardi però a un certo punto mi sono detta: ‘Ma che succede se sbagliamo? Niente’. Abbiamo iniziato a giocarci e lui si è rilassato, ha iniziato a divertirsi e a prendersi in giro. Il suo essere impacciato è diventato un punto di forza.”

Chi è il suo vincitore?
“Non ho dubbi Jeda (ride, ndr).”

I tre opinionisti come se la sono cavata?
“La Iva nazionale fa tv da sempre, non ha bisogno di presentazioni. Tommaso per me è stato un appoggio anche quando non avevamo ancora i naufraghi in studio, conosce il mondo social e dei reality. Elettra l’ho voluta fortemente, è una macchietta. Si è sentita un po’ un pesce fuor d’acqua in questo reality, è abituata ai social non so se si è trovata a sua agio ma il suo colore ha aiutato.”

Questa sera su Canale 5 andrà in onda la finale, rifarà il bis nella prossima stagione?
“Da qui a un anno le cose possono cambiare ma sarei pronta per il bis.”

La tv italiana è maschilista?
“Penso che la tv sia lo specchio della società, il maschilismo c’è. Sono stati fatti passi avanti ma nel mondo del lavoro una vera uguaglianza tra i generi non c’è ancora. Non ci siamo ancora arrivati.”

Le battutine sui presunti ritocchini estetici la infastidiscono?
“Non sono una persona permalosa, sono una che si prende molto in giro. Mi piace farlo anche con gli altri. Quando fai questo tipo di lavoro sei in vetrina e le critiche sono legittime. Anch’io quando sono a casa e guardo la tv con le mie amiche critico, come tutti. Se fai tv ci devi stare, posso farlo io e non gli altri?”

È molto amica di Silvia Toffanin.
“Sono quasi vent’anni che siamo amiche, da Passaparola non ci siamo mai mollate. Magari ci frequentiamo poco perché viviamo in città diverse ma il nostro legame è molto forte. Stiamo crescendo insieme, è bello ma non è una cosa di cui parlo sempre.”

Perché?
“Perché sembra che uno voglia giocarsi questo rapporto tipo bonus. Lei scherzando mi dice che non parlo mai di lei nelle interviste. Non perché io non voglia ma sembra sempre un argomento un po’ ‘scomodo’. Se qualcuno allude ad altro me ne frego, tanto per i detrattori o lavoro perché sono la moglie di Totti o perché sono amica di Silvia.”

Le è pesato?
“Me ne sono fregata, non è mai stato un problema per me, forse più per gli altri. Uno è mio marito e Silvia è una mia amica. Non può essere una colpa.”

A 40 anni hanno già fatto una serie su Francesco Totti e su di lei, Speravo de mori prima su Sky.
“No, la serie mica è su di me. La mia presenza era di riflesso perché si parlava di mio marito.”

Come l’ha vissuta?
“È stato tanto forte quanto strano. In genere queste cose si fanno o quando sei vecchio o quando sei morto, vedere la serie a pochi anni di distanza è stato straniante. I primi 40 minuti ero spiazzata poi ho lasciato perdere certi aspetti e ho seguito la storia e mi è piaciuta. È stato divertente.”

Com’è stato sposarsi in diretta tv?
“Nemmeno mi sono resa conto delle telecamere, so che sembra strano ma è così. Per me era il mio matrimonio con amici e parenti. Non ci ho pensato.”

È vero che a casa Totti-Blasi ci sono molte capre?
“È vero, abbiamo otto capre.”

In famiglia la chiamano “iceberg” per prenderla in giro perché non esterna le sue emozioni.
“Mi hanno dato questo soprannome ma non penso di essere fredda, sono decisa e se mi conosci scopri anche che sono affettuosa. Romantica no ma nemmeno algida.”

All’addio di Totti al calcio hanno pianto tutti, lei no.
“Ero commossa, forse le avevo esaurite prima le lacrime. In quel momento volevo essere un punto fermo per lui, era un piagnisteo generale. Volevo essere un’àncora per lui e miei figli, non è che se uno non piange è freddo e non prova emozioni.”

Ha avuto il Covid, è successo lo stesso a Francesco. Il Coronavirus ha portato via suo suocero Enzo.
“Il Covid è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E con la pandemia le modalità sono orrende, è un buco nero dove tu non puoi esserci, non puoi vedere una persona a te cara. Modalità alienante e angosciante, molte famiglie purtroppo possono capire di cosa parlo. Non ci puoi credere, non capisci niente per un po’. Non si è mai pronti alla morte di un genitore. Dopo ci siamo ammalati tutti, io l’ho preso con i miei figli in maniera leggera, Francesco in maniera pesante. Per fortuna lo abbiamo superato e stiamo bene.

Che rapporto ha con la fede?
“Sono credente, non vado sempre in chiesa. Mi imbarazza dirlo ma tutte le sere dico una preghiera.”

È andata a Lourdes in pellegrinaggio come volontaria.
“Volevo andarci da tempo, uscirono purtroppo anche delle foto. Ci sono stata in pellegrinaggio ed è stata un’esperienza intensa e particolare. Sembrano frasi fatte ma lo penso davvero: tu aiuti gli altri ma è una cosa che aiuta anche te.”

Ha paura che il vostro cognome possa pesare sui vostri figli?
“Un po’ è così ma ci devi convivere. Per loro ormai è normale, non hanno un termine di paragone con il prima come posso averlo io. Sul piatto della bilancia c’è di peggio nella vita.”

La copertina di Gente con il lato B di sua figlia Chanel in primo piano ha fatto molto discutere. Si è molto arrabbiata?
“Sì, deve sapere che non sono bigotta. Ho sempre lasciato fare negli anni, ho sopportato tantissime cose. Se scrivono di me e Francesco a me non interessa però ci sono dei limiti che non vanno oltrepassati. Un figlio non deve essere toccato.”

Ha mai subito avance indesiderate o molestie?
“No, sono stata fortunata. Il fatto di essere stata prima fidanzata e poi sposata con una persona nota mi ha protetta, nessuno con me si è mai allargato.”

Ho letto che ogni estate al mare portate ombrelloni e sdraio da casa. Non proprio una cosa da ricchi.
“Abbiamo una casa a Sabaudia. Siamo in un residence dove abbiamo l’accesso alla spiaggia ma è una spiaggia libera quindi tu devi portarti ombrellone e sedie. Ogni volta un mazzo così (ride, ndr) ma ci piace, il bello di Sabaudia è pure questo.”

Mourinho è il nuovo allenatore della Roma. Le piace?
“Guardi io di calcio non capisco niente. Se viene Mourinho o Peppino Di Capri per me è la stessa cosa (ride, ndr). Sicuramente a livello mediatico è una bomba, a livello calcistico non lo so. Già seguivo poco quando Francesco giocava, figuriamoci adesso.”

Spalletti è il nuovo allenatore del Napoli. Dopo tutto quello che è successo se lo incontra per strada cosa gli dice?
“Ciao Luciano, lo saluto. (ride, ndr) Anzi, ciao mister. Anche se dovessi incontrare Corona, lo saluterei. Non sono una che porta rancore.”

Il successo in cosa l’ha cambiata?
“Io mi sento quella di sempre. Con i miei amici storici, con le mie abitudini. Sicuramente ho più agi e sono privilegiata ma a livello umano mi sento la Ilary di vent’anni fa. La mia famiglia, le mie sorelle fanno tutte vite normali, anche i miei amici.”

Ha imparato a dire ti voglio bene?
“Questi 40 anni mi hanno addolcito, non sono molto fisica, a parte con i miei figli. Da due, tre anni a questa parte qualche ti voglio bene in più l’ho detto.”

Ilary, cosa vorrebbe ci fosse nel suo domani?
“Il bilancio l’ho fatto da tempo e non può che essere positivo. C’è una frase di un mio amico a cui penso ogni tanto, dice che la metà della vita, forse la più bella, è andata e dobbiamo prepararci a quello che può arrivare. È angosciante ma nasconde una verità, vorrei che la vita continuasse a sorprendermi e vorrei farmi sorprendere come ho fatto finora.”

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Non è l’Arena, “Antonello Di Fazio ossessionato da Paola Turci”: il racconto dell’ex collaboratore del manager milanese accusato di stupro

Antonello Di Fazio ossessionato da Paola Turci. Il 50enne imprenditore, arrestato dai carabinieri a Milano nei giorni scorsi con le accuse di violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni personali aggravate aveva una passione segreta: seguire ad ogni concerto la cantante romana. Lo ha spiegato durante l’ultima puntata di Non è l’arena, Francesco Capozza, ex collaboratore di Di Fazio. L’uomo era stato assoldato come collaboratore da Di Fazio per 120mila euro di stipendio con l’obiettivo di curargli ufficialmente il piano marketing dell’azienda. “Ma l’obiettivo era un altro, arrivare a una cantante – ha spiegato Capozzi durante la diretta su La7.

Infatti il conduttore Giletti lo ha incalzato: “Ma questa cantante era Paola Turci?”. “Lui sapeva che io la conoscevo, e mi ha chiesto di accompagnarlo a un suo concerto e di presentargliela. Si faceva largo con questo bodyguard, presumo tal Patrizio anche lui indagato, che gli faceva largo nella folla e arrivava fin sotto il palco. Io ero un po’ imbarazzato, la gente divertita si chiedeva: ma questo chi è? La seconda volta Di Fazio e il suo bodyguard sono arrivati fino nei camerini, con questo mazzo di rose rosse. Lui mi diceva di essere sotto scorta perché aveva ricevuto una busta con pallottole, sospettava che a minacciarlo fosse stata l’ex moglie”.

Giletti ha poi insistito chiedendo un’opinione a Capozzi sul rapporto tra Di Fazio e le donne: “Mi sembrava una persona a modo. A parte la morbosità per la Turci, non mi era parso un ossessionato”. Il manager è accusato di aver violentato una 21enne a Milano e nel frattempo le stesse accuse della 21enne gli sono state rivolte da altre quattro ragazze che hanno depositato la loro testimonianza alla procura di Milano.

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Lo Zecchino d’oro, alle 17:20 su RaiUno la 63esima edizione: ecco conduttori, ospiti e giuria

Domenica 30 maggio alle ore 17:20 su RaiUno. Ecco quando va in onda la 63esima edizione dello Zecchino d’oro, un cult Rai. A condurlo di saranno Mara Venier e Carlo Conti. Come? “Intrecciandosi” in una diretta mista: Conti dagli studi televisivi dell’Antoniano di Bologna e Venier dagli studi di “Domenica In” a Roma. Prove per Sanremo? Chissà. Le canzoni in gara sono 14, i bambini cantano con il Coro dell’Antoniano diretto da Sabrina Simoni. E chi c’è in giuria? Pupo, Anna Tatangelo, Cristina D’avena ed Eleonora Daniele insieme una giuria juniior, composta da 10 bimbi, capitanati da un personaggio dei Buffycats dei 44 Gatti, selezionati attraverso una call sul web e provenienti da tutta Italia.

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Amici 20, Stefano De Martino in difficoltà: “Avete rotto il ca…”. Pettinelli contro Sangiovanni: “Barre su parità di genere banali”. Ecco chi è uscito

“Amici di Maria De Filippi” corre verso la finalissima del 15 maggio. Sono rimasti in gara i cantanti Deddy, Tancredi, Sangiovanni, Aka7even e i ballerini Serena, Alessandro e Giulia. Samuele, il giovane ballerino e aspirante coreografo, non ce l’ha fatta al ballottaggio contro Giulia e Alessandro. La puntata ha visto protagonista il ballo mettendo in evidenza che la gara tra i danzatori, con ogni probabilità, si concentrerà al rush finale tra Giulia (favorita alla vittoria del circuito danza) e Alessandro, che puntata dopo puntata ha dimostrato di essere versatile e predisposto a diversi stili, oltre al classico.

Piccola scaramuccia tra i giudici Stefano De Martino, Emanuele Filiberto di Savoia e Stash. Durante lo scontro tra i fidanzati Sangiovanni, che ha cantato sulle note dell’inedito “Malibù”, e la ballerina Giulia, i tre giudici si sono divisi. Il principe ha espresso il voto per Giulia, Stash per Sangiovanni e naturalmente l’ago della bilancia è stato De Martino che ha detto ai due colleghi: “Avere rotto il ca**o”. In mezzo a tanta indecisione, Maria De Filippi ha fatto ricantare l’inedito a Sangiovanni: “I pezzi nuovi vanno riascoltati”. Il voto del terzo giurato è poi andato al cantante.

Acceso dibattito anche tra Zerbi e Pettinelli. Il conduttore radiofonico ha accusato Aka7even, allievo della collega, di essersi ispirato, in una sua canzone, troppo al brano “Ah, sì” di Frah Quintale. La Pettinelli ha risposto che anche le barre di Sangiovanni ricordavano quelle di molte altre canzoni ed erano anche banali, tirando fuori il “libro nero delle barre”. Ad esempio, ha spiegato la professoressa: “Tra uomini e donne non ci sono differenze. Banale”. Rudy Zerbi l’ha rimproverata, sottolineando che, considerando il momento storico in cui stiamo vivendo, è giusto politicamente azzerare le differenze di sesso in tutti i campi, anche lavorativi. Sangiovanni ha poi spiegato il suo punto di vista: “Io non lo trovo banale. Penso che al giorno d’oggi sia importante fare chiarezza su questo. Uomini e donne hanno la stessa importanza. Credo che nella musica come nella scrittura non sia stato inventato nulla. Io vivo le cose e le esprimo. Se le mie parole rispecchiano anche la vita di qualcun altro, mi fa solo piacere”.

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