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Grande Fratello Vip, Alda D’Eusanio espulsa “con effetto immediato” dopo le parole su Laura Pausini e il compagno Paolo Carta

Dopo il “caso Pausini” Alda D’Eusanio è stata espulsa, con effetto immediato, dal Grande Fratello Vip. A comunicarlo la stessa Mediaset con una nota. “L’editore – scrivono da Cologno Monzese – si dissocia completamente dalle reiterate affermazioni inopportune e offensive della concorrente anche riferite a persone non presenti nella casa. Un comportamento grave e imperdonabile soprattutto alla luce del fatto che Alda D’Eusanio non sia una concorrente estranea al mondo della tv ma una professionista adulta ed esperta a cui certe espressioni non possono sfuggire”. Per questo, spiega ancora Mediaset, “la signora D’Eusanio si dovrà assumere la completa responsabilità delle sue azioni”.

Il fatto che ha causato l’espulsione è andato in onda venerdì pomeriggio, poco prima della diretta serale: la concorrente D’Eusanio era in bagno insieme a Samantha de Grenet, Rosalinda Cannavò e Dayane Mello quando la regia ha messo come sottofondo alcune canzoni di Laura Pausini. È in quel momento che D’Eusanio è intervenuta, lanciando pesanti accuse al compagno di Laura Pausini, Paolo Carta, affermando che lui “la mena” e la “crocchia in una maniera”. Parole alle quali ha subito controbattuto de Grenet, sottolineando che “si amano da impazzire”.

Le parole della giornalista e conduttrice televisiva hanno subito fatto scoppiare la polemica. Tanto da spingere Laura Pausini e il compagno chitarrista Paolo Carta a denunciare D’Eusanio e ad agire contro tutti “i soggetti responsabili delle gravissime affermazioni pronunciare al GfVip”, come si legge in un comunicato congiunto diffuso dall’ufficio stampa della cantante. “Nessuno può permettersi di attribuirci cose che sono lontane anni luce dal nostro modo di vivere, di educare e di rapportarci all’interno della nostra famiglia”, hanno scritto. I ricavati della denuncia, ha fatto sapere la coppia, “saranno interamente devoluti ad associazioni contro la violenza sulle donne”.

Anche la società produttrice, Endemol Shine Italy, in un comunicato, ha fatto le sue scuse, sottolineando che la concorrente uscirà “già questa sera”. Endemol “si dissocia completamente dalle affermazioni pronunciate dalla signora Alda D’Eusanio nella Casa di Grande Fratello Vip in merito alla vita privata di Laura Pausini, affermazioni che hanno violato il regolamento del programma e delle quali sarà chiamata a rispondere personalmente – si legge – la produzione del programma procederà all’immediata squalifica della concorrente”, chiarendo che “uscirà dalla casa stasera stessa”.

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Il delitto di Cogne e l’ossessione dei media nel raccontare la tragedia: su RaiPlay la quarta puntata di “Ossi di Seppia”. L’anticipazione

Un giallo con un solo sospettato. Un delitto atroce quello di Cogne, uno di quei fatti di cronaca rimasti impressi nel ricordo collettivo. Nella quarta puntata di “Ossi di Seppia. Il rumore della memoria” dal 2 febbraio in esclusiva su RaiPlay, vengono ripercorsi proprio quei fatti e la narrazione mediatica che ne fu fatta. Samuele, appena tre anni, viene trovato nel letto dei genitori con la testa fracassata da diciassette colpi inferti con inaudita violenza, presumibilmente con un mestolo da cucina. L’arma del delitto non è stata mai rinvenuta. Tutto il circo mediatico inizierà a girare attorno ad Annamaria Franzoni, da subito nel mirino degli inquirenti. Così la ferocia dell’infanticidio, consumato il 30 gennaio 2002, dominerà le pagine dei giornali per un lunghissimo periodo di tempo. A parlarne, nella nuova puntata, è Stefano Balassone, esperto e studioso dei mass-media, in un racconto che descrive, già molti anni prima dell’avvento dei social, il ruolo dei sistemi di comunicazione di massa per alcuni fatti di cronaca. L’attenzione di giornali e talk show per il delitto di Cogne infatti è stata tale da trasformare gli apparecchi televisivi, nelle case degli italiani, in finestre dalle quali sbirciare in modo quasi ossessivo ogni particolare legato alla tragedia.

Tra le ventisei puntate quella sul metodo Di Bella, il primo caso mediatico che ha visto le persone schierate contro gli esperti, e la vicenda di Carlo Urbani, il primo medico a identificare un virus sconosciuto e letale persino a lui, la Sars. Si ripercorrono inoltre la tragedia di Rigopiano e le dimissioni di Papa Benedetto XVI. E ancora la morte improvvisa del calciatore Davide Astori e quella di Dj Fabo. Non si dimenticano il disastro nucleare di Fukushima e l’incidente di Seveso, due immani tragedie ambientali che attraverso le immagini d’archivio (le tute bianche che bonificano il terreno, l’istituzione di una zona rossa e l’invito delle autorità a restare a casa) ci riportano immediatamente all’oggi e al momento che stiamo vivendo.

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Storie Italiane, Eleonora Daniele sbotta dopo le dichiarazioni di Alba Parietti in diretta: “Mi dissocio”

Eleonora Daniele si dissocia in diretta dalle dichiarazioni di Alba Parietti. È successo nella puntata odierna di Storie Italiane su Rai1, nel blocco dedicato al tema della violenza sulle donne, dopo il femminicidio avvenuto a Minervino di Lecce, nel Salento, con la 29enne Sonia Di Maggio uccisa dal suo ex fidanzato. È stato qui che, ad un certo punto, Alba Parietti ha detto di sentirsi privilegiata perché vive in una grande città, dove le forze dell’ordine potrebbero soccorrerla velocemente in caso di necessità: “Magari in alcuni paesini ci sono donne che non sanno se saranno tutelate in caso di denuncia o se l’assassino arriverà prima”, ha detto.

“Non credo proprio che vi siano zone dove le forze dell’ordine non corrano subito in aiuto delle donne che denunciano. Mi dissocio da ciò che dici“, ha replicato subito la conduttrice Eleonora Daniele, difendendo il lavoro di polizia e carabinieri. “Sono tanti anni che mi occupo di cronaca – ha sottolineato ancora -. Queste cose non dipendono dalle zone. Scusate se mi scaldo su questi temi, ma li conosco bene! E conosco molto bene anche i dettagli”.

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Festival di Sanremo 2021, la Rai rassicura: “Con Amadeus stiamo lavorando per garantire massima sicurezza a tutti. La sala stampa ci sarà”

“La Rai e il Direttore Artistico del Festival di Sanremo stanno lavorando insieme da mesi alla 71esima edizione, avendo come primo obiettivo la sicurezza e la salute di tutte le persone coinvolte”. Così si legge in un comunicato ufficiale di Viale Mazzini diramato dopo le polemiche che si sono levate da più fronti negli ultimi giorni, con una vera e propria levata di scudi di una parte del mondo dello spettacolo per la presenza del pubblico mentre i teatri sono ancora chiusi e i concerti bloccati. Per non parlare delle pressioni di vario tipo (dai social ai media) affinché questo Festival di Sanremo 2021 slitti o addirittura non si faccia.

“I protocolli sanitari – rassicura l’azienda – prevedono ovviamente all’interno del Teatro Ariston le regole che sono state applicate nel pieno rispetto delle normative previste dai vari dpcm e che continuano a garantire livelli di sicurezza adeguati a tutti i programmi televisivi. Si sta lavorando per una sala stampa che possa consentire le attività necessarie al lavoro dei giornalisti nelle condizioni di massima sicurezza. Il Festival di Sanremo è un appuntamento importante per la Rai, per il suo pubblico e per l’industria musicale, tra i settori particolarmente colpiti dalla pandemia, in linea con l’impegno che l’Azienda sta portando avanti da marzo scorso per moltiplicare la propria offerta sulle varie piattaforme mettendosi a disposizione di tutto il mondo dello spettacolo. L’Azienda ringrazia i dipendenti e il Direttore Artistico che stanno lavorando senza risparmio di energie a questa particolare edizione”, conclude la Rai.

Dichiarazioni che arrivano dopo l’aut-aut lanciato dal direttore artistico e conduttore del Festival, Amadeus, che in un’intervista al Corriere della Sera ha lanciato un monito ai critici: “Io non mi metto a sindacare di protocolli sanitari e mi affido al giudizio di tecnici ed esperti. Su come si fa uno spettacolo invece penso di avere l’esperienza per sapere come si realizza uno show così importante”. E ancora: “Mi sento quotidianamente con le major e gli indipendenti, con tante persone che mi chiedono di fare un grande Festival perché la musica è in fin di vita. – ha spiegato Amadeus – Il Festival blindato non serve a niente, non è uno spettacolo televisivo, passerebbe alla storia per il Sanremo del Covid, per il Sanremo della desolazione. È finito il tempo delle veline ai giornali ai blog e le dichiarazioni pilatesche. Tutti uniti oppure si salta un giro di valzer. Rai, Discografia, industria, comune, autorità. Tutto in assoluta protezione e sicurezza ma tutti uniti”. Un messaggio chiaro e forte, supportato ora dalla presa di posizione da parte della Rai.

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Grande Fratello Vip, Alfonso Signorini si scusa in diretta: “Un grande errore non interrompere quel teatrino”

“Da parte mia, ho fatto una mancanza”. Ha esordito così Alfonso Signorini nell’ultima puntata de Il Grande Fratello Vip andata in onda lunedì sera. Il conduttore del reality di Canale 5 ha voluto scusarsi in diretta per quanto successo la scorsa settimana, quando Antonella Elisa e Samantha De Grenet hanno dato il via ad serrato botta e risposta fatto di insulti reciproci e urla del tutto fuori controllo. La loro lite era infatti degenerata, arrivando al punto che Antonella Elia aveva fatto anche commenti pesanti sull’aspetto fisico della concorrente del Gf Vip che in passato ha dovuto lottare contro un tumore.

“Non ho problemi a dirlo, avrei potuto interrompere quel teatrino immediatamente – ha ammesso Signorini – avremmo potuto oscurare la glass room. Non l’abbiamo fatto e non averlo fatto è stato un grande errore di cui io chiedo scusa, perché quando si sbaglia si chiede scusa. Lo faccio nei confronti dei miei amici vipponi e nei confronti del pubblico a casa perché non è il mio stile, non è il programma che voglio portare nelle vostre case. Ho sbagliato. Mia mamma, con un grande senso pratico, diceva: chi lava i piatti, rompe sempre un piatto prima o poi. Ed è successo anche questo”, ha concluso.

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Tiki Taka, lite in diretta tra Enzo Iacchetti e Piero Chiambretti: “Parlate delle cag**e di un ragazzino”. Lui sbotta: “No alle ramanzine”

Scintille al talk sportivo “Tiki Taka”, condotto da Piero Chiambretti, per un intervento di uno degli ospiti, Enzo Iacchetti. Il conduttore di “Striscia la Notizia” era presente in collegamento da casa sua per parlare della sua Inter ma poi è stato messo in “stand by” per dar spazio alla vicenda gossip del giocatore della Roma Nicolò Zaniolo che avrebbe avuto un flirt con l’attrice e modella Madalina Ghenea e ha lasciato la sua ex Sara Scaperrotta, incinta. Appena ha ripreso la parola Iacchetti si è mostrato contrariato col sorriso in bocca: “Mi dispiace che nella vostra trasmissione che è piena di gente che sa di calcio abbiate parlato delle cagate di un ragazzino. Vorrei venire lì per imparare, perché mi piace come parlano Mughini e Zazzaroni”.

Di certo Chiambretti non si è tirato indietro e così ha risposto: “Posso dire che la cagata non l’abbiamo fatta noi ma evidentemente l’hanno fatta i calciatori e che se io metto in onda una cosa del genere c’è un motivo? Mi sono un po’ innervosito, io che non mi innervosisco mai. Non amo le ramanzine da parte di chi dall’esterno vede dieci minuti e valuta un lavoro. Questo servizio è direttamente legato a un atteggiamento di comportamenti che i calciatori hanno”. Infine Iacchetti ha provato a rasserenare gli animi specificando di aver fatto una battuta e che non voleva parlare male di “Tiki Taka”.

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Switch off del digitale terrestre: ecco di cosa si tratta e le date regione per regione

Nel 2021 inizierà lo switch off del digitale terrestre che cambierà frequenze per adattarsi al passaggio alle nuove trasmissioni con segnale in 5G. Il nuovo sistema di connessione Internet di cui tanto si sente parlare viaggia infatti sulle frequenze dell’attuale segnale televisivo per questo tutti i canali migreranno al Dvb-T2 Hevc, contro l’attuale Dvb-T1, in modo da liberare spazio di frequenze, necessario per lo sviluppo della rete 5G anche in zone non metropolitane. In concreto, si avrà una qualità delle immagini di gran lunga superiore, perché il nuovo digitale terrestre permette infatti di trasmettere a maggiore risoluzione, a parità di frequenze occupate.

Questo comporta però inevitabilmente die problemi di compatibilità con i televisori e i decoder più vecchi, che andranno sostituiti. Chi invece ha già un televisore di nuova generazione compatibile – per scoprirlo basta accedere al canale 500, se appare un segnale significa che non ci sarà alcun problema – dovrà solo effettuare una nuova sintonizzazione verso i MUX verso cui si stanno spostando tutti i canali televisivi. Il passaggio non avverrà in contemporanea per tutta Italia: le regioni sono state divise in 4 aree che effettueranno lo switch off scaglionate.

Le prime ad effettuare la migrazione verso il DVB-T2 saranno le aree 1 e 3, in cui il vecchio segnale sarà spento tra il 1 settembre e il 31 dicembre 2021: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Province autonome di Trento e Bolzano, Veneto e Valle d’Aosta.

L’area 2 comprende Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania e Sardegna e qui il segnale sarà spento tra il 1 gennaio 2022 e il 31 marzo 2022. Infine nell’area 4 sono incluse Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia. In queste regioni il transfer sarà completato tra l’1 aprile 202 e il 20 giugno 2022.

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Il senso dei talent show: uomini e donne bramosi di sottomettersi al capriccio di alcuni ‘giudici’

Quello che mi colpì più di tutti fu un signore di mezza età, padre di famiglia, estrazione borghese, tremolante con le mani intrecciate quasi in posa da preghiera, speranzoso che uno dei cuochi seduti sul trespolo gli dicesse “si”.

Sudava, ansimava , con la famiglia che dal loggione lo rincuorava come la Pina sosteneva Fantozzi mentre veniva insultato dal mega direttore conte Diego Catellani nell’epica sfida a biliardo incurante, anzi quasi fiero, di mostrarsi in questo atteggiamento servile e trepidante, degno dei protagonisti di Furore di John Steinbeck quando i caporali li sceglievano per il lavoro nei campi di cotone.

E’ questa la cifra dei tanti talent show, ambitissimi da uomini e donne bramosi di sottomettersi al capriccio di alcuni “giudici” i quali, appollaiati su di un trespolo, con la scusa di valutare un soufflé, godono nel mantenerli in una posizione di subalternità che sconfina con la sottomissione, permettendosi pure imbarazzanti domande sulla loro vita privata.

E questi non solo rispondono davanti a milioni di persone che assistono alla messa in piazza delle loro pudenda, ma in un pianto liberatore confessano al padrone travestito da cuoco le loro peripezie, i loro fallimenti amorosi, il dolore per separazioni patite, i tristi tribolamenti vissuti quando vivevano in umili regioni di provenienza.

Paradosso dell’italiano: chiuso, isolato, sempre più blindato fisicamente e virtualmente, sospettoso, geloso della propria privacy, ma al contempo pronto a frignare in diretta le sue disgrazie mandando al macero generazioni di pudicizia. Alla base di tutto ciò c’è un grande fraintendimento: non è il “maestro” la figura che molti cercano, ma il padrone.

Lo stesso padrone che in Fontamara decideva le sorti dei cafoni, dispensando con un cenno del capo la speranza di sopravvivere e di sfamarsi. Queste competizioni sdoganano ed amplificano un mai sopito desiderio padronale, atavica tara e vanto dell’italiano. Un padrone nelle mani del quale riporre le proprie debolezze, al quale offrire i propri talenti barattati per un affaccio privo di censure sulla propria intimità, al prezzo di uno svillaneggiamento per un sugo condito male, un involtino scotto, un risotto mal impiattato.

La vera pietanza preparata per gli occhi di milioni di spettatori è un inconfessabile desiderio di servitù di chi cuoco non lo sarebbe in realtà mai diventato, confidando però in un assenso benevolo del padrone che frutti un briciolo di attenzione, di considerazione, per sentire il caldo di quella stima che, evidentemente, in queste storie manca da tempo.

I “giudici” godono intrespolati della loro posizione di dominio assoluto, arcigni, melliflui, con pose da Humphrey Bogart de noartri, socchiudono l’occhio, inarcano con sufficienza il sopracciglio, sostengono il mento tra indice e pollice quasi a nobilitare un giudizio su di una zuppa.

La cinepresa ormai è lì più per loro che per i manicaretti cucinati, pietanze pretestuose che vivono di un tempo effimero e ben raramente vengono replicati nelle case. Fenomeno similare, con qualche differenza sostanziale, è costituito da quel ricco e variegato mondo di talent ove l’oggetto del giudizio sono le doti canore, musicali o ginniche di aspiranti artisti.

Se nel primo caso la differenza di sapere è indubbia e spesso abissale, qua la posizione del “maestro” non si sostiene quasi mai. Sì, perché a fronte di tanti saltimbanchi e improbabili attori di periferia privi di qualsiasi dote che vada oltre la recita di Natale, qua è possibile veder sfilare ragazzi a volte realmente dotati di voci possenti, virtuosi della chitarra o del pianoforte, giudicati con altezzosità da “docenti” dei quali quasi nessuno ricorda un brano che sia uno.

Creatori di canzoni leggere che non sopravvivono quasi mai all’estate, divulgatori di testi banali, litanie omologate ed indistinguibili, puntano il loro plettro verso gli esaminandi convinti di essere Pat Metheny o dei novelli Mark Knopfler.

E’ dunque sul grande malinteso maestro-padrone che si gioca il proliferare di queste forme di intrattenimento, a causa del quale tanti scambiano la durezza per saggezza, l’altezzosità per sapienza, l’arroganza per desiderio di sapere.

Il maestro non si intrespola, raramente giudica in modo sprezzante. Il vero maestro è riservato e inappartenente. Il guru poco dotato invece strombazza le proprie virtù, sforna giudizi, ci affligge con i suoi consigli, le sue ricette, le sue inutili massime.

C’è sempre qualcuno che da qualche parte punta a un qualche micragnoso tornaconto personale, un qualche lasciapassare sociale, un avanzamento. Ed è in nome di ciò che accetta un “merdaccia”, mentre tutt’intorno soggetti a lui affini ridono, mordendo il freno dell’attesa di quando varrà il loro turno dell’umiliazione.

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Storie Italiane, Valerio Scanu scoppia in lacrime: “Mio papà è entrato in ospedale con le sue gambe, poi il Covid…”

“È andato in ospedale con le sue gambe, dopo il tampone positivo. Aveva il casco per respirare. Avevamo notizia tramite mia madre”. Questo è il drammatico racconto che Valerio Scanu ha fatto tra le lacrime a Eleonora Daniele, in diretta nell’ultima puntata di Storie Italiane su Rai 1. Il cantante ha raccontato quanto successo al padre, risultato positivo al Covid e ora ricoverato in terapia intensiva.

“Appena dopo i primi sintomi, una prima febbriciattola, mia madre lo ha isolato in una casetta sotto la nostra. Non respirava bene e aveva già l’ossigeno nel giorno del tampone. Lo hanno trasferito in ospedale”, ha spiegato. “Sono 11 giorni che è intubato. Molte notizie erano frammentarie: loro sono in Sardegna, io a Roma. Adesso abbiamo tutte le informazioni, ma le sue situazioni migliorano e peggiorano da un momento all’altro. Una dottoressa mi ha raccontato che prima di portarlo in terapia intensiva parlava, parlava. Lui è molto altruista. Ha 64 anni”, ha concluso tra le lacrime.

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Myrta Merlino rassicura gli spettatori de “L’Aria che Tira”: “Sto bene, tampone negativo. Lunedì torniamo”

Myrta Merlino informa i suoi spettatori dopo l’allarme sanitario nella redazione de “L’Aria che Tira”, il programma che conduce su La7. “Sto bene, ho fatto il tampone ed è negativo. Abbiamo avuto un problema sanitario in redazione e non siamo potuti andare in onda. a La 7 rispettiamo i protocolli. Lunedì torno con voi, non vi mollo”.

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