Archivio Tag: Venezia

Venezia, tensione al G20. Un gruppo di manifestanti ha tentato di violare la zona rossa ed è stato fermato dalla polizia: il video

Nel pomeriggio si sono verificati alcuni scontri tra le forze dell’ordine e i manifestanti che si sono dati appuntamento a Venezia per protestare contro il G20 sulla finanza.

Intorno alle 17, alcuni manifestanti hanno cercato di spostarsi verso l’Arsenale, violando le disposizioni delle forze dell’ordine, che non avevano autorizzato il corteo. I manifestanti che si spostavano allineati dietro a degli scudi improvvisati sono stati bloccati da una carica della polizia, in assetto antisommossa. Poi le tensioni sono continuate con lancio di fuochi d’artificio.

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I passaggi tra le calli, il pallone in acqua: così si gioca a Venezia. “La squadra in serie A? Simbolo di una città che non è solo turismo e souvenir”

Le porte disegnate sui muri con i gessetti, i passaggi di sponda e il pallone che finisce in acqua o tra i tavolini dei turisti. Così si gioca a calcio tra le calli di Venezia. La città oggi festeggia il ritorno in Serie A, dopo quasi 20 anni. “Non fare il veneziano mi dicevano da bambino” racconta Matteo, un tifoso storico che lavora in un bar vicino allo stadio. Un modo di dire che è stato consacrato anche nella commedia del 1958 di Dino Risi Venezia, la luna e tu, con Alberto Sordi e Nino Manfredi. “Abbiamo un’indole tecnica elevata fin da piccoli perché nelle calli e nei campielli la palla è sempre in gioco e ci si abitua a giocare nello stretto” spiega Nicola Marangon, l’unico veneziano (fino ad ora) ad aver giocato in serie A con la maglia della propria città. Oggi allena la Primavera del Venezia e ha aperto una scuola calcio al Lido insieme ad altri due veneziani doc: Paolo Poggi e Mattia Collauto. “Vogliamo dare uno sbocco ai ragazzi facendoli stare nei campi – racconta Marangon – oggi in città è diventato sempre più difficile giocare per strada a causa dei vincoli, così con la nostra scuola vogliamo riproporre quello che accadeva in maniera spontanea una volta”.

Il sogno dei tanti bambini che ancora oggi giocano in campo Santa Margherita però non è cambiato: scendere in campo nello storico stadio della città, il “Penzo”. Per arrivarci bisogna attraversare la città a piedi. “È un’isola nell’isola” spiega lo scrittore e tifoso veneziano Roberto Ferrucci che al rapporto tra il calcio e la sua città ha dedicato un libro. Costruito nel 1913, il “Penzo” è il secondo stadio più antico d’Italia dopo il “Ferraris” di Genova. È immerso nella città, circondato da canali e da case dove vivono (sempre meno) residenti. “Credo che il percorso della squadra di quest’anno sia davvero il simbolo della resistenza di Venezia città alla Venezia Disneyland – spiega Ferrucci che abita a pochi passi dallo stadio – vogliamo far vedere al mondo che c’è davvero un’altra Venezia e non solo quella di Rialto e San Marco o dei souvenir a un euro”. Ma c’è un altro ruolo che la società neo promossa ha avuto. Quello di unificare parti di città geograficamente separate: la terraferma e la laguna. “Uniamo un territorio che è vastissimo: la maggior parte della tifoseria abita fuori dal centro per ragioni lavorative e di costi, Venezia ormai è diventata una Disneyland a cielo aperto è cambiata totalmente” racconta Guglielmo, un tifoso che non ha mai smesso di seguire la squadra anche nelle serie minori. Come nel 2002 quando l’allora presidente Zamparini, diventato nel frattempo patron del Palermo, trasferì dodici giocatori dal ritiro del Venezia e a quello della sua nuova squadra dal giorno alla notte. “L’indomani dovevano giocare un’amichevole, ma non avevano più i giocatori – ricorda Guglielmo – e così uno dei mister chiamò i tifosi per fare la partitella di allenamento”.

Ma la storia della tifoseria si intreccia anche con i cambiamenti che tutta l’area veneziana ha vissuto. Con la campagna “El Estadio del Bae in ogni Barrio” i tifosi hanno voluto ricordare la figura di uno storico ultrà del Venezia-Mestre morto vent’anni fa rigenerando campetti e aree sportive dismesse in tutta l’area metropolitan, “per costruire anche un nuovo modo di pensare e progettare la città rispetto alla speculazione e alla messa a valore dei territori attuata tanto dai governi nazionali quanto dalle amministrazioni locali, facendo una reale battaglia contro il degrado, vale a dire contro abbandono e speculazione degli spazi pubblici”. Una battaglia che viene combattuta quotidianamente da tanti altri residenti, associazioni e movimenti. “Fare sport a Venezia è diventato sempre più difficile” spiegano i ragazzi della Stella Rossa Venezia. Una polisportiva nata dieci anni fa da un gruppo di amici nel quartiere di Cannaregio. “In città ormai ci sono troppi spazi per turisti e pochi per chi la socialità di chi ci vive” raccontano i ragazzi che quotidianamente si scontrano con le difficoltà della città. “La progressiva eliminazione dei luoghi aggregativi della città, il costo spropositato delle abitazioni in centro storico, l’economia cittadina basata esclusivamente sullo sfruttamento delle masse turistiche – concludono – sono alcune delle ragioni che ci hanno costretto ad abbandonare i campi e campielli che ci hanno visto crescere, per trovar miglior fortuna in terraferma o all’estero, oppure a resistere, quei pochi rimasti, messi in vetrina come gli ultimi indigeni sopravvissuti”

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Festa per il Venezia in serie A, Brugnaro e i tifosi scatenati: i calciatori e la dirigenza si tuffano in un canale

Maxi festa a Venezia dopo il ritorno del Venezia Calcio in serie A grazie al pareggio 1-1 nella finale di ritorno dei playoff promozione che si è giocata allo stadio “Pier Luigi Penzo” contro il Cittadella. Dai tifosi ai giocatori, fino al sindaco, Luigi Brugnaro, la Serenissima è esplosa di gioia dopo il risultato. Alcuni calciatori, incitati dai tifosi, si sono tuffati in uno dei canali della città, con loro anche il dirigente della società, Duncan Niederauer. La festa è poi proseguita anche in piazza San Marco con decine di tifosi che hanno celebrato il traguardo: la squadra non andava in serie A da 19 anni.

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“Il Mose? Non siamo contenti, ma solo sollevati. Serve manutenzione ordinaria”. Le voci dei veneziani che da anni lottano contro l’acqua alta

Non siamo contenti, ma sollevati. Saremo contenti quando la manutenzione dei canali e della città sarà fatta ogni giorno”. Da oltre trent’anni Anna vive in una casa al piano terra nel sestiere San Marco a Venezia, uno dei più colpiti dall’acqua alta del novembre 2019. “Un anno fa abbiamo dovuto buttare via oltre 800 libri e diversi elettrodomestici” spiega mentre sfoglia un album di fotografie rovinato dall’umidità. Oggi in queste calli aspettavano 135 centimetri di acqua, ma con l’entrata in azione del Mose le calli sono rimaste asciutte. “Se fosse rimasta a quel livello anche senza Mose non sarebbe entrata in casa, ma saremmo stati allarmati perché bastava qualche centimetro per essere fritti – racconta Gianni, un altro residente – siamo moderatamente contenti, ma la preoccupazione rimane. Dobbiamo vedere se è un caso o meno e bisognerà fare altro oltre a tirare su le paratie”. Il pensiero va ai costi dell’opera e alle inchieste che hanno riguardato la sua costruzione. “Tutti i soldi spesi per il Mose, bene o male, non hanno permesso di fare altri lavori di manutenzione ordinaria. La città è fragile, occorre averne cura tutti i giorni”

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Venezia rielegge Brugnaro al primo turno con il 54%. L’imprenditore batte il sottosegretario dem Baretta. Trionfa la sua lista civica

VENEZIA – L’imprenditore che vive a Mogliano Veneto e fa il sindaco di Venezia gratuitamente, devolvendo alle associazioni il suo stipendio, ha annichilito il sottosegretario all’Economia, sindacalista di lungo corso che ha tentato inutilmente di riportare al centrosinistra la poltrona di primo cittadino. Annunciato già dagli exit poll, il successo di Luigi Brugnaro si è materializzato con proporzioni ragguardevoli, visto che supera il 54 per cento dei voti, lasciando Pier Paolo Baretta al 29 per cento, decimale più, decimale meno. E così si consolida nel capoluogo lagunare una tendenza che cinque anni fa sembrava uno strappo, rispetto a una storia di governo dem della città. Allora Brugnaro aveva vinto al ballottaggio, recuperando ben 10 punti percentuali all’ex magistrato Felice Casson e superandolo fino a raggiungere il 53 per cento. Questa volta ha fatto di meglio, visto che non avrà bisogno del secondo turno.

I Cinquestelle che allora, con Davide Scano, avevano raggiunto il 12,6 per cento, si devono accontentare del 4 per cento con Sara Visman. Seguono, in ordine sparso, gli altri candidati: Marco Gasparinetti, giurista, veneziano d’azione, candidato sindaco della civica Terra & Acqua, la lista nata dalla precedente esperienza associativa del Gruppo 25 aprile, Giovanni Andrea Martini che ha fondato la lista Tutta la Città insieme, il filosofo Stefano Zecchi, già assessore alla Cultura a Milano, portabandiera del Partito dei Veneti, l”avvocato e fotografo Marco Sitran, a capo dell’omonima lista, Maurizio Callegari per la lista Italia giovane e solidale, e Alessandro Busetto, del Partito comunista dei lavoratori.

Brugnaro è l’esempio di un imprenditore ricco e di successo. Il suo gruppo ha come centro Humana, la società che si occupa di lavoro interinale. E il sindaco ha cercato di portare nella gestione della città le stesse logiche delle sue aziende. Al punto che ha svuotato di potere decisionale le Municipalità, da sempre luogo di radicamento nei problemi della città, soprattutto quelli della Terraferma. Evidentemente veneziani e mestrini hanno premiato il suo quinquennio di amministrazione, nonostante tante ombre e presunti conflitti d’interesse. Ad esempio gli incroci tra attività amministrativa e affari delle società private, a cui il sindaco ha cercato di porre rimedio affidando la gestione del gruppo Humana a un avvocato newyorkese. C’è poi l’area dei Pili, da bonificare, a Porto Marghera, sui cui Brugnaro intende far sorgere un albergo e un palasport. Il sindaco ha poi cercato di svecchiare la macchina comunale, entrando in conflitto con i sindacati. Ha coltivato un’idea di Venezia legata al turismo di massa, ottenendo anche una legge che autorizza il ticket per chi entra nella città sull’acqua. In terraferma si sono moltiplicati sia i supermercati che gli alberghi, avamposto dei turisti, prima che il Covid facesse capire che probabilmente quel modello è destinato a tramontare.

Eppure Brugnaro sembra intenzionato a vederla ancora così. Anche perchè gli operatori commerciali ed economici – dai commercianti agli albergatori, dagli esercenti ai gondolieri – sono ormai legati a quel flusso di turismo e di ricchezze. La vittoria del sindaco è stata costruita attorno alla sua “lista fucsia” che con il 33 per cento dei consensi dimostra di avere intercettato una fetta importante di elettori. È la dimostrazione di quanto conti ormai la personalizzazione del voto anche in Laguna. Infatti, la Lega è intorno al 13 per cento, Fratelli d’Italia al 6,6 per cento, Forza Italia al 2,6 per cento. Nel centrosinistra il Pd raccoglie poco meno del 19.

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Porto di Venezia, bocciato il bilancio 2019 nonostante l’utile di 25 milioni. Zaia: “Mossa per cambiare presidente voluto dal Pd? Falso”

A Trieste, dal sindaco al presidente del Friuli, dai sindacati, ai camalli, ai partiti politici tutti hanno difeso qualche giorno fa Zeno D’Agostino, il presidente del Porto fatto decadere per inconferibilità dell’incarico da una decisione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione. A Venezia la Regione Veneto e la Città Metropolitana, capeggiata dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, bocciano in modo clamoroso il bilancio consuntivo 2019, pur con un avanzo di 25 milioni di euro, dando il via a una stagione di instabilità, se non addirittura di ingestibilità. Una bocciatura di natura politica, più che tecnica, o perlomeno dai contorni sfumati, mentre si intrecciano le voci del possibile arrivo a Venezia proprio di D’Agostino. Eppure, sia il governatore Luca Zaia, che il sindaco lagunare cadono dalle nuvole rimandando all’autonomia decisionale dei loro rappresentanti nel Comitato di gestione. “Non cercate dietrologie, regìe, perché non ce ne sono” ha detto Zaia.

Eppure lo scossone è forte, anche perché Pino Musolino, 39 anni, fu voluto al vertice dell’Autorità Portuale Veneziana all’inizio del 2017 dal Pd, quando ministro dei Trasporti era Graziano Delrio. Lo scalo veneziano ha un ruolo strategico non solo sulle attività commerciali e marittime in Alto Adriatico, ma anche sul flusso di Grandi Navi e sulle bonifiche di Porto Marghera. “La decisione non ha giustificazioni. Il voto contrario non è stato motivato, e va a bloccare l’attività del porto” ha dichiarato Musolino. “Le uniche osservazioni non sono pertinenti o articolate, e una parte della dichiarazione di voto addirittura esprime la non necessità di spiegare l’accaduto. Si tratta di un fatto devastante perché diventa impossibile utilizzare gli avanzi di amministrazione per distribuire fondi ai lavoratori portuali e alle imprese come stabilito dal decreto ‘Rilancia Italia’. È una cosa che ha dell’incredibile”.

Brugnaro e Zaia hanno rimandato la palla ai loro rappresentanti. Il sindaco: “Sono fortemente convinto che la decisione di Fabrizio Giri, rappresentante della Città Metropolitana e stimato professionista, sia stata presa dopo una attenta analisi del documento di bilancio. Una decisione presa in coscienza e puntualmente motivata”. Zaia ha negato grandi manovre per portare a Venezia l’ex presidente triestino. “D’Agostino io non lo conosco. Mi dicono tutti che è un bravo professionista, ma non c’entra nulla con il bilancio del Porto di Venezia. Se il rappresentante della Regione, l’ingegner Maria Rosaria Campitelli ha ritenuto di non dare il suo assenso, spero lo abbia motivato e abbia lasciato una memoria. Se i bilanci stanno in piedi si votano, se non stanno in piedi non si votano. Aveva comunicato la sua intenzione all’assessore, non si fa condizionare, ha votato secondo coscienza ”.

Giri e Campitelli, in una nota spiegano che la causa va cercata in un finanziamento a una società partecipata dalla Mantovani. “La questione è nata il 27 luglio 2018, quando il presidente Musolino siglò un accordo preliminare con la società Ve.Ro.Port.Mos (società di gestione del terminal traghetti di Fusina, partecipata dalla Mantovani), con il quale l’Autorità si impegnava a dare 9 milioni di euro a titolo di contributo pubblico, allungava la concessione di 10 anni e consentiva un diverso sviluppo progettuale rispetto a quello previsto dalla concessione iniziale. In questi due anni abbiamo rappresentato al presidente in forma dettagliata e per iscritto, le perplessità sull’iter procedurale, proprio per tutelare tutta la comunità portuale, senza mai avere alcuna minima apertura”.

I senatori del Pd Andrea Ferrazzi e Vincenzo D’Arienzo parlano di “un’azione scellerata che nega a Venezia un’importante risorsa, utilissima per favorire decine di aziende che lavorano nel settore per rilanciare le loro attività provate dall’epidemia. Considerato che non sono state espresse le ragioni della contrarietà, chiediamo a Regione e Città metropolitana di rivedere la propria scelta”.

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Venezia, nave da crociera sbandò per la bufera: Procura chiede l’archiviazione. “Fatto tutto il possibile per evitare conseguenze disastrose”

Poco meno di un anno fa l’incidente nella laguna di Venezia:la nave da crociera “Costa Deliziosa” aveva sbandato, probabilmente per via del maltempo, rischiando di finire contro la riva. Oggi la Procura di Venezia ha chiesto l’archiviazione del fascicolo d’indagine: al comandante della nave era stato contestato contestato il reato di pericolo di naufragio colposo, ma – scrivono oggi i quotidiani locali – dalle consulenze della Procura è emerso che “avrebbe fatto tutto il possibile per evitare conseguenze disastrose”, per l’imbarcazione e per la riva.

I fatti risalgono al 7 luglio scorso, quando durante una bufera di grandine e vento, la nave da crociera aveva aveva ‘scarrocciato’ davanti a riva Sette Martiri, mentre stava uscendo dal Bacino di san Marco. La prua della nave aveva sfiorato uno yacht e altre imbarcazioni del servizio pubblico di trasporto: panico a bordo, ma incidente evitato. Nella relazione tecnica, gli esperti sottolineano anche che la sicurezza della navigazione in spazi ristretti come quelli del centro storico è in realtà un “tema di scelte politiche”: l’incidente non era in realtà un caso isolato, rinfocolando il dibattito su grandi navi, paesaggio e sicurezza.

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Venezia, si ferma a soccorrere automobilista ma poi lo investe uccidendolo

Si è fermato per prestare soccorso a un automobilista, ma quando è ripartito l’autista di un mezzo per la raccolta dei rifiuti ha investito l’uomo uccidendolo. È successo a Eraclea (Venezia). L’automobilista era uscito di strada andando contro un albero con la propria Punto. È stato aiutato dall’autista di un mezzo pesante che ha assistito alla scena. Una volta appurato che tutto andava bene è ripartito non accorgendosi che la vittima dell’incidente era vicina al camion, investendolo in modo mortale.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco i sanitari del Suem 118 che non hanno potuto che constatare la morte dell’uomo e i carabinieri. La vittima dopo l’incidente era riuscita ad uscire da solo dall’auto incidentata ma il guidatore del camion, un mezzo per la raccolta dei rifiuti, era andato a sincerarsi del suo stato di salute. Poi all’atto di ripartire non si è accorto che l’uomo era ancora vicino al camion e l’ha investito. La vittima è un 35enne del luogo.

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Venezia, si alzano le dighe del Mose contro l’acqua alta: le immagini delle prove generali

Concluse positivamente ieri sera le prove generali del Mose a Malamocco. La dighe della grande opera si sono alzate. A oggi l’impianto idraulico è ancora provvisorio quindi l’innalzamento delle barriere è avvenuto più lentamente del previsto ma apparentemente tutto è funzionato perfettamente

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Clima, von der Leyen: “Venezia sott’acqua, è un problema per l’Europa”. Poi cita Gentiloni: “Credo in lui”

“Se c’è un campo in cui il mondo ha bisogno della nostra leadership è proteggere il clima. È un problema esistenziale per l’Europa. E come potrebbe non esserlo, quando vediamo Venezia sott’acqua e le foreste del Portogallo andare a fuoco?”. Certo, “sono cose che succedevano anche prima, ma mai con questa frequenza e intensità”. Lo sottolinea la presidente eletta della Commissione europea, Ursula von der Leyen, parlando nell’emiciclo del Parlamento a Strasburgo, aprendo il dibattito prima del voto sull’intero esecutivo da lei guidato. Von der Leyen ha passato in rassegna anche i membri della nuova Commissione, tra cui Paolo Gentiloni, col ruolo di commissario agli Affari economici.

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