Vieni avanti “centrino”: Renzi e Onorato, i gemelli diversi e la corsa a miglior perdente

“Occorre allargare, includere, ospitare le culture democratiche, socialiste, repubblicane, liberali e libertarie. Mantenendo coerenza, armonia, capacità di sintesi al fine di un messaggio chiaro di cambiamento dell’Italia”. Parola di Goffredo Bettini, che così commenta la foto dei leader progressisti a pranzo ieri. Il selfie di Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli fa registrare almeno un’assenza eclatante. Quella di Matteo Renzi. Ma poi anche quella della cosiddetta gamba di centro in toto, che lo stesso Bettini ha teorizzato per anni. Adesso, in pole position per quella posizione c’è il fu Rottamatore. Segue Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport e Turismo di Roma. Due gemelli diversi, per quanto l’ex premier sarebbe pronto a saltare su una sedia nel vedersi paragonare a Onorato. Tanto è vero che alla sua iniziativa di venerdì scorso a Roma non si è fatto vedere. Mentre si è affrettato a chiarire ad amici e collaboratori che con il Melonellum i “centrini” possono tranquillamente andare divisi, perché tanto non devono spartirsi gli uninominali. Lui è convinto che almeno come miglior perdente in Parlamento ci entrerà, dunque meglio evitare di mischiarsi con altri leader in cerca di autore. Una lista di nomi che ogni giorno si accresce di nuovi aspiranti, come raccontava – non senza preoccupazioni – pure oggi il Foglio.

Renzi oggi è volato a Chicago a inaugurare la Library di Obama, Onorato viene definito in maniera evidentemente ironica – per non dire irridente – l’“Obama de Ostia”. Renzi ha inaugurato una carriera politica presentandosi rigorosamente in camicia bianca, Onorato ha letto il discorso fiume di inaugurazione del suo Progetto civico rigorosamente in manica di camicia bianca. Renzi ha creato ai bei tempi che furono la Leopolda, con la colonna sonora di Jovanotti, Onorato ha accolto l’entrata di Elly Schlein sulle note dello stesso cantante venerdì a Roma. Per arrivare alla politica, mentre Renzi ha cambiato la sua denominazione in Casa Riformista, contenitore dove è pronto ad accogliere, dopo Marianna Madia, pure Beppe Sala e soprattutto Giorgio Gori, Onorato ha annunciato un coordinamento con il socialista Enzo Maraio e con Roberto Magi di più Europa. Sempre per rimanere agli esclusi della foto progressista.

E poi, ci sono le squadre: Renzi gioca con Elly Schlein, nella convinzione che alla fine la segretaria del Pd non potrà che farlo rientrare nella coalizione di centrosinistra, nonostante gli anatemi di Giuseppe Conte; Onorato gioca – via Bettini – con il leader del Movimento, pronto ad offrire a lui i voti alle primarie, ma anche un sostegno politico. A proposito di tattica: Onorato ha lanciato una battaglia per le preferenze, Renzi ieri ha lanciato la propria. Piccolo particolare: Maria Elena Boschi aveva annunciato un emendamento in Commissione Affari costituzionali alla Camera per introdurle, poi non l’ha presentato. Un favore ai Progressisti che sul tema non hanno una strategia condivisa e soprattutto a Schlein, che preferirebbe evitarle. Da notare che ci sono i voti da prendere e l’agibilità politica da dimostrare: oltre il 2, 2 e mezzo per cento Renzi non va, Onorato non arriva neanche a quello (o alla capacità di manovrare del fu Rottamatore). I cultori di centrini avevano cercato un’altra soluzione: Ernesto Maria Ruffini, che piace molto al Quirinale. Per ora, non pare aver sfondato.

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