L’altra Repubblica Domenicana è nella selvaggia Samanà

Camminando lungo le strade acciottolate della Ciudad Colonial di Santo Domingo, dove il mormorio del quartiere storico si mescola al profumo del caffè appena tostato nei cortili restaurati, si percepisce chiaramente come la Repubblica Dominicana stia superando la vecchia etichetta di destinazione esclusivamente balneare. Percorrendo l’itinerario che sale verso la selvaggia penisola di Samaná, l’incontro con il territorio si fa diretto ed evocativo: dal vento atlantico che agita le palme di Playa Bonita fino alla quiete dei nuovi boutique hotel integrati nella natura, l’esperienza sul campo rivela un Paese che ha deciso di scommettere con decisione su un’accoglienza a bassa densità, sulla tutela della biodiversità e sulla valorizzazione della propria memoria storica. Pianificare questo viaggio nei mesi estivi, tra luglio e l’inizio dell’autunno, si rivela una scelta felice: le temperature calde sono rinfrescate da rapidi acquazzoni passeggeri che mantengono la natura rigogliosa, mentre la minore affluenza di visitatori permette di apprezzare la vera essenza e l’ospitalità più autentica della Repubblica Dominicana.

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