I gelati si sono ridotti davvero o è solo un’impressione? Ecco cosa è successo dal Magnum alla Coppa del Nonno
Quella del gelato confezionato è diventata, estate dopo estate, una piccola sorpresa amara davanti al banco freezer: porzioni che sembrano più ridotte e prezzi sempre più alti. Non è solo un’impressione. Secondo le analisi di Altroconsumo, i gelati confezionati hanno registrato in cinque anni un aumento medio vicino al 40%, con alcuni prodotti che arrivano a rincari ben superiori.
Nel dettaglio, l’incremento medio si attesta attorno al +39,6%, con una crescita che ha accelerato soprattutto tra il 2022 e il 2023: +13% nel primo anno e un ulteriore +16% nel secondo. Numeri che superano anche l’inflazione dei beni alimentari, cresciuti nello stesso periodo ma con ritmi inferiori (circa +8,8% nel 2022 e +9,8% nel 2023). Dietro questo aumento non c’è un solo fattore, ma un insieme di dinamiche economiche che vanno dalla crisi energetica dei mesi scorsi ai rincari delle materie prime, come cacao, latte e zucchero, fino ai costi logistici e produttivi che hanno reso più onerosa l’intera filiera.
A pesare sul consumatore è anche la cosiddetta shrinkflation, il fenomeno per cui i prodotti si riducono nelle dimensioni pur mantenendo lo stesso prezzo o aumentandolo. È il caso di alcuni gelati iconici: il Magnum Classic è passato da circa 79 a 75 grammi, il Maxibon da 102 a 96 grammi, mentre la Coppa del Nonno è scesa da 72 a 65 grammi.
Riduzioni che, sommate nel tempo, hanno portato a un aumento del prezzo per singola porzione: circa +26% per il Magnum, +43% per il Maxibon e +25% per la Coppa del Nonno. Ma il dato ancora più significativo riguarda il prezzo al chilo, che cresce ancora di più rispetto a quello percepito al singolo pezzo. Il fenomeno però non si spiega solo con le confezioni più leggere. Molti prodotti hanno visto aumenti importanti senza alcuna modifica di formato. Secondo Altroconsumo, tra gli stecchi ricoperti si passa da +11% fino a picchi del +75% al chilo, mentre tra i coni si registrano differenze rilevanti: dal +20% di alcuni marchi della grande distribuzione fino a quasi il +60% dei prodotti più noti.
Sui social, intanto, la questione dei gelati “dimagriti” non è passata inosservata e ha acceso anche una buona dose di ironia. Tra commenti e battute, c’è chi dice che “il Magnum Algida lo vendono con inclusa la lente d’ingrandimento per riuscire a vederlo”, alludendo alla riduzione delle dimensioni percepita negli anni. Altri utenti rincarano la dose di sarcasmo osservando che “sono almeno cinque anni che il Magnum dovrebbe chiamarsi Medium”.
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