Gli ideali di sinistra sono tabù: forse perché oggi lì si vive di contraddizioni

di Susanna Stacchini

Viviamo in un tempo in cui sposare gli ideali della sinistra è diventato un tabù. Dichiararsi di sinistra è qualcosa di anacronistico. Oggi si valorizza e si ricerca il centro, qualunque e chiunque esso sia. Ecco che io non posso che sentirmi un pesce fuor d’acqua.

Mi sono sempre riconosciuta nei valori della sinistra, valori che non ho mai abbandonato. Un progetto politico che miri a costruire un mondo più giusto e meno diseguale non può prescindere da tali principi. Negli anni però, sono passata dall’entusiasmo alla disillusione. Oggi, se pur con i dovuti distinguo, troppi partiti millantano solo di far capo al centro sinistra, a partire da Italia viva fino al Pd. Ci dileggiano con monologhi sterili, ripetitivi e per lo più ingannevoli. Sostengono una tesi, facendo l’esatto contrario.

Dire di voler favorire la pace votando per il riarmo è oggi una delle contraddizioni più emblematiche. Seguono a ruota: giustizia uguale per tutti, fatta eccezione per loro e colletti bianchi a seguito. Lotta alla povertà, dando addosso ai poveri. Investimenti sulla sanità pubblica, smantellandola in favore di quella privata. Promuovere la ricerca, sabotandola. Riformare il sistema carcerario, evitando scrupolosamente di migliorare le condizioni dei detenuti.

Un’inciviltà che serve come il pane, per poter giustificare indulti, sanatorie e depenalizzazioni varie. Priorità emergenza abitativa, riuscendo solo a far cadere in pezzi gli alloggi di edilizia popolare esistenti. Proteggere i giovani, senza garantire loro un futuro. Lasciati soli, spesso poveri e poveri pur lavorando. Massima urgenza a un piano strutturale che preveda tutela dell’ambiente e energie rinnovabili, in grado di contrastare cambiamento climatico, riscaldamento globale e inquinamento.

Tutto, continuando però, ad abbattere alberi a vantaggio di una cementificazione spregiudicata. Continuando con i disboscamenti selvaggi. Mantenendo gli allevamenti intensivi, visto che lo sanno anche i muri quanto inquinano. Producendo sempre più plastica. Evitando come la peste la raccolta differenziata dei rifiuti. Sostenendo guerre. Evitando una bonifica radicale dell’amianto presente sul territorio.

Insomma, un elenco infinito di scelte scellerate e contrarie al bene comune, da parte di una politica che, pur di compiacere pochi potenti, è disposta a rendere il mondo sempre più invivibile. Così oggi predomina disincanto e rassegnazione. Sentimenti che colpiscono prevalentemente chi ha creduto in una sinistra che non c’è più, o peggio, in una sinistra che forse non c’è mai stata.

Essere riusciti a far percepire ai giovani il futuro come una minaccia è una responsabilità che non possiamo perdonarci. Una disaffezione verso politica e Istituzioni che si materializza nell’allarmante dato dell’astensione al voto che ormai si aggira intorno al 50% degli aventi diritto. Ma i politici, con l’arroganza di sempre, risolvono anche questa questione semplicemente bypassandola. Ignorano i numeri assoluti, troppo scomodi, ponendo l’attenzione esclusivamente su quelli percentuali. Ciò gli consente di proclamare un vincitore dopo ogni tornata elettorale, senza dover ammettere di aver perso tutti.

Insomma nemmeno una crisi di rappresentanza senza precedenti, potenzialmente in grado di minare la nostra democrazia, riesce a scalfirli. Negli ultimi anni ho simpatizzato per il Movimento 5 stelle, poi l’incomprensibile ingresso nel Governo Draghi. Ora l’altrettanto incomprensibile mancato veto sulla possibilità che Renzi possa far parte del campo largo, come il non affrontare il gigantesco tema “Pd cavallo di troia”. Una sinistra perbenista che riesce solo a colpevolizzare chi diserta le urne o chi non li vota, senza preoccuparsi minimamente di chi, ogni santo giorno deve combattere per rimanere a galla.

La sinistra invece di giudicare dovrebbe interrogarsi seriamente sul perché di questo fenomeno e trovare il coraggio di rivendicare i propri valori, traducendo in fatti le parole, oppure gettare la maschera una volta per tutte.

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