Commissione Covid, lettera di Conte al presidente Lisei (FdI): “Ditemi la data della mia audizione, basta false accuse”
“Sono qui a chiederle nuovamente di poter conoscere la data della mia audizione, considerato che, a tutt’oggi, non ho ricevuto né da lei, né dall’ufficio di segreteria della Commissione alcun riscontro, invitandola con la presente ad astenersi dal fornire alla stampa false informazioni sul mio conto“. Giuseppe Conte torna a chiedere di essere ascoltato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione della pandemia di Covid, dove da mesi sta andando in scena un processo politico nei suoi confronti. Dopo aver scritto nei giorni scorsi ai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, il leader del Movimento 5 stelle stavolta si rivolge direttamente a Marco Lisei, il senatore di Fratelli d’Italia che presiede la sua commissione e ha assunto il ruolo mediatico di grande accusatore dell’ex premier. Nella lettera – inviata per conoscenza anche a Fontana e La Russa – Conte ricorda di aver dato disponibilità a essere ascoltato “già dall’ottobre 2024”, ma di non aver mai ricevuto risposta. Per questo, spiega, “ho chiesto ai presidenti delle Camere di intercedere perché fosse concordata al più presto la data della mia audizione, anche per spazzare via le false accuse che lei per primo, insieme agli altri componenti della Commissione del suo partito, mi state pubblicamente rivolgendo”. E ribadisce, “al fine di semplificare il passaggio procedurale”, la disponibilità a dimettersi temporaneamente da componente dell’organo una volta concordata la data.
“Sono due anni che ho dato la mia disponibilità con richiesta formale. Ho scritto un’altra lettera formale, ho interloquito con i presidenti di Camera e Senato per concordare la data della mia audizione. È evidente che loro non hanno nessun interesse ad audirmi”, accusa Conte a SkyTg24. “È evidente che hanno costruito un plotone di esecuzione, tra l’altro strumentalizzando anche per finalità politiche una commissione parlamentare d’inchiesta che poteva essere molto utile per capire perché ci siamo trovati impreparati rispetto a una pandemia così travolgente, così tragica. La verità è che pensano di colpire me, ma io sono stato in tutti i tribunali che mi hanno chiamato, non troveranno mai nulla, non ho paura di nulla”, afferma. “Piuttosto”, aggiunge, “stanno emergendo questioni e dettagli inquietanti. Abbiamo chiesto sei milioni per lo screening dei tumori al seno, hanno trovato un solo milione. Questi sono dei finti patrioti, durante il Covid io me li ricordo bene, molti italiani lo ricordano. Sono stati disertori quando c’era da impegnarsi con le forze sane del Paese per salvarlo. Oggi pensano di fare i leoni, ma sono finti leoni”, attacca l’ex presidente del Consiglio.
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