“Per i nuovi arrestati usate i materassi a terra”. Il Provveditorato Toscana ordina di violare la legge
Il Provveditorato all’Amministrazione Penitenziaria della Toscana manda una nota a tutte le direzioni delle carceri della regione ordinando loro di violare la legge. È scritto nero su bianco e fa rabbrividire.
Visto l’alto affollamento e dopo la chiusura dei sette reparti di Sollicciano, si legge, non si “è più nelle condizioni di garantire il rispetto delle ordinarie capienze d’Istituto”. Per questo le direzioni avevano giustamente iniziato a rifiutare di accogliere nuovi arrestati. Non c’era spazio per loro, in carcere manca l’aria, si boccheggia, le celle stanno esplodendo. Ma il Provveditorato adesso dice che no, che bisogna cambiare linea. E impone ai funzionari sottoposti di accogliere chiunque. In tal modo la dignità delle persone si può continuare a comprimere, a calpestare ulteriormente, a negare. “A tal fine codeste Direzioni utilizzeranno tutti gli spazi disponibili fino al raggiungimento del limite indicato dall’applicativo di cui sopra”: applicativo informatico che rimane nelle segrete stanze dell’Amministrazione Penitenziaria e che indica un limite superiore alla capienza regolamentare che non è dato sapere come sia costituito. Ma l’ufficio ministeriale di decentramento amministrativo non si ferma qui: le direzioni, prosegue, andranno “se necessario anche oltre, adottando in tali casi ogni iniziativa ritenuta opportuna, compresa, in via estrema per quanto assolutamente provvisoria, la collocazione di brande o materassi a terra”.
Ben sappiamo quante situazioni “assolutamente provvisorie” siano rimaste nel tempo come del tutto definitive. E ben sappiamo, noi che le galere le visitiamo ogni giorno, che brande e materassi a terra già se ne vedono ampiamente, rimanendo nell’ombra dell’informalità. Scrivere una nota come questa e rendere ufficiali queste disposizioni, ordinare alle direzioni degli istituti di violare le norme sull’abitabilità delle celle che fanno riferimento a parametri sanitari molto precisi, significa superare una ennesima linea di confine, che si aggiunge alle altre che questo governo ha già superato.
Da oggi in Toscana la dignità dei detenuti è calpestata secondo norma. La normativa secondaria configura adesso quel “non facciamoli respirare” che l’ex sottosegretario alla giustizia Delmastro aveva auspicato a livello ancora informale. Ora è scritto, protocollato, firmato dalle alte sfere. Le Signorie Loro, come la nota interpella le direzioni delle carceri, hanno ricevuto formalmente i loro ordini.
Ma sono ordini inaccettabili. Auspichiamo che sia immediatamente ritirata, ma anche che direttori e direttrici, che da sempre costituiscono una grande risorsa del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, manifestino il proprio dissenso. Il prossimo 14 luglio Antigone, insieme a tante altre organuzzazioni, sarà in moltissime carceri italiane a testimoniare il proprio sdegno e a far conoscere la situazione ad autorità locali, esponenti del mondo culturale, politici. Perché bisogna aver visto. Chiediamo a direttori e direttrici di unirsi a noi. Loro hanno visto le carceri da molti anni. Ma una nota come questa non l’avevano vista mai.
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