Ciao Peppino Di Capri, un Grande Amore e Niente Più… E il cuore dell’isola smise di battere
Piango e scrivo. Piango e ricordo. Fino all’ultimo abbiamo sperato che l’’immortalità” che spetta solo ai Grandi ti regalasse anche un compleanno con gli amici. Uno? Altri 10… Aspettavamo il whatsapp di Dario, il figlio: “Vieni a festeggiare papà”. Il 27 luglio avresti compiuto 87 anni. Invece il battito dell’isola delle sirene si è fermato all’improvviso. E’ come se il cielo azzurro si ammantasse di grigio funereo. Cosa muore con te? Tutto. La Dolce Vita e il suo ritorno. 70 anni di musica leggera, allora si chiamava cosi’. Perché era una musica di spensieratezza, che riempiva il cuore di belle note che hanno accompagnato il boom economico degli anni ’60.
La salute da qualche anno ti dava qualche problema, ma quando ti mettevi al pianoforte nella tua villa all’ombra del Castiglione, la tua voce era quella di sempre. Lo stesso timbro vibrante. Cantavi senza spartito, ricordandoti ogni parola. Noi in coro stonato, almeno io, ti accompagnavano con Champagne… per brindare a un incontro. La canzone fra le più iconiche del secolo. Sei stato l’” amante” segreto di tutti noi… chi non si é innamorato sulle note di Luna Caprese che sbucava dietro i Faraglioni, bucando l’oscurità. Sei stato la colonna musicale di oltre una generazione, anche quella dei miei figli, vent’anni e passa, sono cresciuti con i tuoi twist and rock and roll in salsa caprese.
E’ stamani alla notizia più brutta, ci siamo mandati messaggi di sconforto. “Mi sono svegliato e mi é piovuta adesso questa notizia. Surreale Capri senza Peppino ho una sensazione di vuoto immenso. Mi ha fatto riemergere il lutto di papà, mi scrive il compositore Gianluigi Lembo, figlio di Guido, ideatore della iconica Taverna Anema ‘e Core. Con Paolo Fiorillo, amico di una vita, hanno scritto qualche anno fa insieme a Mogol “Caprisong inno a Capri”, subito diventato tormentone, mi scrive: “Capri e non solo perde la sua perla più grande ma l’eredita’ delle sue canzoni rimarranno per sempre! Nessuno piu’ di lui ha fatto innamorare, cantare, ballare e sognare! Ciao, dolce amico mio, scrive Luisa Fiorillo. Al loro ultimo Summer Party la scorsa settimana hanno sperato fino all’ultimo che Peppino ce la potesse fare a regalarci un twist.
Giuseppe Faiella, questo il suo vero nome, aveva incominciato a suonare bambinello per le truppe americane sbarcate a Capri durante la Seconda guerra mondiale. Il padre era titolare dell’unico negozio di strumenti musicali dell’isola, nonno faceva parte della banda musicale di Capri. A 6 anni comincia subito le lezioni di pianoforte. La musica ha sempre fatto parte del suo dna.
La morte può avere anche una sua “dolcezza” quando ti lasci dietro una lunga scia di successi: quindici partecipazioni al Festival di Sanremo (con due vittorie, nel 1973 e nel 1976), e nove partecipazioni a Canzonissima. Una serie di hit indimenticabili come “Un grande amore e niente più”, “St Tropez twist” ( ma non era un “tradimento” della sua Capri), “Roberta” e molti altri. Si dilettava suonando il clarinetto, sassofono, contrabasso e violoncello. A 14 anni ha cominciato a esibirsi nei night club di Capri e Ischia con l’amico Ettore Falconieri. Si chiamano il Duo Caprese, invitati in tv nel programma “Primo applauso” condotto da Enzo Tortora, che gli spalanca le porte del successo. Con Falconeri e altri amici alla fine degli anni Cinquanta formano un altro gruppo, i Capri Boys, ispirato alla musica rock che arriva dall’America…
Erano i tempi in cui tutti volevano essere americani e cantavano “Tu, vo’ fa’ l’americano… Adesso nessuno più lo vuole essere.
Champagne, maestro. Con te io brindo alla tua eternità.

L’articolo Ciao Peppino Di Capri, un Grande Amore e Niente Più… E il cuore dell’isola smise di battere proviene da Il Fatto Quotidiano.
