“A 101 anni non so cucinare. La mattina alle 9 colazione con tè e cornetto caldo. A pranzo la pasta con i fagioli o con la salsa. A cena esco sempre”: così Renata Pucci di Benisichi
“Alla morte ci penso e ho paura. Credo profondamente in Dio. Ma sa: mi mancherà scendere le scale, mangiare un’aranci- na, uscire la sera, andare in macchina”. Parola di Renata Pucci di Benisichi, oggi splendida 101enne. La donna proviene da un’illustre famiglia aristocratica palermitana. Suo padre, laureato in giurisprudenza, era un facoltoso proprietario terriero.
Intercettata da Il Corriere della Sera la nobildonna ricorda molto bene il referendum del 1946: “Votai Repubblica, ma con una spada conficcata nel cuore, perché la mia educazione non era stata certo quella“.
Sempre libera e indipendente: “Mi sono laureata in inglese all’Orientale di Napoli e dopo ho insegnato per anni all’Università di Palermo. Ero l’interprete personale di Burt Lancaster sul set del Gattopardo. Una volta mi baciò sulla bocca, per finta, facendomi piegare all’indietro, proprio davanti a mio marito. ‘Just in front of your husband’, rise”.
Renata Pucci di Benisichi si è sposata nel 1953 con l’ingegnere Marcello Zanca. La figlia Maria Catena è morta nel 2020: “Per mio marito ho pianto tanto, anche per mia madre. La morte di mia figlia, invece, mi ha proprio spiazzata. All’inizio non ti importa più di niente, dove vuoi arrivare? Poi ho fatto appello a tutta la forza che avevo: dovevo vivere. E dopo un po’ mi sono accorta che soffrivo meno”.
Come si arriva a 101 anni? “Non so cucinare nulla. La mattina alle 9 faccio colazione con tè e cornetto caldo. A pranzo la pasta con i fagioli o con la salsa, e i cracker con Philadelphia e marmellata o frutta. A cena esco sempre”.
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