“Vannacci? Ci ha traditi”. La prima grana per il generale arriva dalla Calabria: “Più di mille iscritti stracciano la tessera, è uno tsunami”
L’esatto confine di quello che un big del partito definisce “tsunami al contrario” non è ancora tracciabile. Ciò che è certo è che i futuristi, in Calabria, sono in rivolta. E per Roberto Vannacci è la prima grana interna al partito. La ragione è presto detta: ieri il deputato Domenico Furgiuele, nella riunione coi vertici di Futuro nazionale a Lamezia Terme, è stato nominato responsabile regionale. Il problema è che a molti – moltissimi – iscritti e delegati l’operazione non va giù. Sia per il metodo (“una nomina calata dall’alto, dov’è la meritocrazia di cui tanto parla il generale?”) sia per la persona (“Furgiuele è odiato da Cosenza a Reggio”). Ed ecco il risultato: centinaia di persone – la stima è che possano superare il migliaio – sono pronte a stracciare le tessere di FnV.
Lo strappo è arrivato a vertice ancora in corso, segno che la decisione di affidare la Calabria a Furgiele da parte di Vannacci e del coordinatore nazionale, Massimiliano Simoni, era data per scontata. Due comitati, il 144 e il 1067 di Lamezia Terme, hanno diffuso un comunicato parlando esplicitamente di “tradimento dei principi espressi dal generale in occasione della due giorni di Roma”, con “la base popolare del partito” che “non è stata presa in considerazione” e la volontà di tutti i tesserati di ritirare la propria tessera, poiché “delusi e stanchi di essere presi in giro per l’ennesima volta da falsi profeti, bravi a parlare”. Ma che all’atto pratico “dimostrano di voler tutelare solo la posizione della sporca dozzina”, garantendo loro “privilegi e grossi stipendi senza portare risultati”.
C’è chi ha stimato in 600 gli iscritti pronti a mollare. Ma la realtà è ben più complessa (ed estesa). IlFattoQuotidiano.it ha parlato con diverse fonti, tra cui un importante esponente di FnV, che hanno parlato di “situazione esplosiva”. E, soprattutto, di un numero “che può salire a più di un migliaio. Tante persone sono in attesa di capire cosa fare, la rivolta non riguarda solo Lamezia Terme, ma anche Cosenza, che ha 11 comitati. La stima dei 600 è al ribasso”. E non finisce qui: “Altre regioni sono messe come la Calabria”. Quali? “Campania, Puglia, Sicilia e Marche“. Non a caso, a breve, ci sarà un incontro in terra marchigiana coi vertici del partito. E da lì si capirà se lo strappo coinvolgerà anche il Centro Italia.
Chi ha provato a minimizzare è il parlamentare e dirigente nazionale di FnV, Rossano Sasso, presente all’incontro di Lamezia: “Con la nomina del neo commissario regionale Furgiuele, abbiamo gettato le basi dell’organizzazione territoriale del partito. A tal proposito smentisco categoricamente le voci che parlano di 600 iscritti che avrebbero abbandonato il partito. La Calabria oggi conta oltre 5mila iscritti, militanti veri e non farlocchi e oggi ne abbiamo visti tanti”. Il malumore calabrese, però, è rivolto anche nei confronti del pugliese Sasso, che in un messaggio – stando a quanto ricostruito – avrebbe usato un’espressione poco educata, per usare un eufemismo, per chiedere agli iscritti di far rientrare la protesta. Malumore, come detto, indirizzato verso Furgiuele: “Qui in tanti si sono tesserati proprio perché non c’era lui”. Il deputato, infatti, arriva dalla Lega, e il suo ingresso in FnV è di poco antecedente all’Assemblea di Roma del 13-14 giugno. Contattato da ilFatto.it, Furgiuele invia le foto della “sala piena” di Lamezia Terme, criticando al contempo “i giornali di Angelucci al servizio di chi vuole affossare il centrodestra” che “pubblicano la nota di uno scappato di casa che alle ultime elezioni comunali di Lamezia ha preso 34 voti e dice di governare tesserati che lo disconoscono”. Smentendo, di fatto, che in Calabria ci sia una fuoriuscita di iscritti dal partito.
Un altro esponente di FnV, che chiede l’anonimato, racconta la rabbia “per le nomine calate dall’alto, non era questo ciò che prometteva Vannacci. Ha sempre parlato di meritocrazia, ma in questo caso dov’è? Qui si tratta di avere la poltrona“. La proposta, mai presa in considerazione, è quella di un congresso regionale, anche perché “se siamo costretti a mangiare questa minestra, allora li mandiamo affanculo, e che non rompano le scatole. La verità è che il partito è allo sbando. Hanno messo il motore nell’auto, ma manca lo sterzo, mancano le ruote”. E Furgiuele? “È un freno. Molte persone mi hanno scritto: ‘Se c’è lui, non mi iscrivo’. Io non ce l’ho con lui, mi incazzo per il metodo adottato dal partito, dai vertici”.
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