Firenze, nel museo si rompe l’impianto d’aria condizionata e le cere anatomiche rischiano di sciogliersi: opere spostate e visite sospese
Con il caldo record che si registra da settimane non si è al sicuro neppure nei Musei. Anzi il rischio coinvolge le stesse collezioni conservate al loro interno. Anche quelle più preziose, ma naturalmente fragili. Al Museo di Storia Naturale dell’Università degli studi di Firenze, che fa parte del Sistema Museale di Ateneo, con i suoi dieci milioni di esemplari e con oltre quattro secoli di storia è il più importante museo naturalistico italiano, si è verificato un guasto all’impianto di condizionamento di una delle sale, quella del percorso storico che contiene le cere anatomiche, nella sede “La Specola”.
A rischiare di degradarsi per il calore e l’escursione termica che avrebbero potuto innescare processi di ammorbidimento, crepe e fessurazioni “parte di una collezione unica al mondo, prodotta in circa un secolo dall’Officina di Ceroplastica creata presso il Museo nel 1771”, si spiega sul portale dell’Istituzione. Si tratta di circa 1400 opere in 562 urne, proposte in un impianto museografico pressoché inalterato rispetto a quello del XVIII secolo. Alle pareti, in corrispondenza dei relativi modelli, sono appesi oltre 800 disegni che servivano a permettere un approfondimento da parte del visitatore che in autonomia volesse acquisire maggiori informazioni. Le opere esposte in otto sale, una di anatomia comparata e sette di anatomia umana, ognuna delle quali è dedicata alla rappresentazione di specifiche tematiche. Ragioni di sicurezza impongono nella maggior parte delle sale un ingresso contingentato, fruibile con visita guidata su prenotazione. Tutto questo fino all’11 luglio, quando si è verificato l’inconveniente e nella sezione Biglietti e prenotazione del portale del museo è comparso l’avviso che informava come “le visite al percorso storico delle cere anatomiche sono temporaneamente sospese per interventi di manutenzione straordinaria“. Ma quel che più conta le opere sono state messe in salvo.
“L’Ateneo ha immediatamente disposto un intervento di manutenzione straordinaria per mettere in sicurezza le cere, spostandole in ambienti sicuri”, spiega in una nota l’Ufficio stampa dell’Università interpellato da ilfattoquotidiano.it. Aggiungendo che il guasto ha riguardato “una delle sale del percorso storico delle cere anatomiche, non interessato dalla recente qualificazione del Museo”. Con lavori imponenti che tra il 2019 e il 2024 ne hanno reso necessaria la chiusura. Ma che, contando su un investimento complessivo di quasi 4,9 milioni di euro, dei quali 3,4 dal Programma Operativo Regionale del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2014-2020 e oltre 1,5 dall’Università di Firenze, hanno permesso la riqualificazione strutturale e funzionale dell’immobile, ma anche il restauro proprio delle cere anatomiche. “L’ondata di calore di tipo eccezionale, che ha colpito in modo particolare la città di Firenze”, come sottolineato nella nota dell’Università, può aver senza dubbio contribuito al guasto.
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