“Ci sono persone che non hanno un lavoro”: la dedica di Messi censurata da Milei. “Qui non c’è gente che non arriva a fine mese”
Una dedica efficace, ma scomoda. A poche ore dalla finale della Coppa del Mondo, anche quando non gioca, Messi fa la differenza. “Siamo orgogliosi e felici di poter portare gioia alle persone. I Mondiali sono speciali per noi e ci fanno dimenticare tutte le difficoltà che affrontiamo. Ci sono persone che non hanno un lavoro, che non riescono ad arrivare a fine mese o che faticano a sbarcare il lunario”. Sono bastate queste dichiarazioni del capitano dell’Argentina a TycSports per scatenare – inconsciamente – un incidente diplomatico contro il governo di Javier Milei.
Lionel Messi, una dedica che fa discutere
Ultraliberista sul piano economico, conservatore sui diversi temi sociali e grande amico di Donald Trump, Milei non ha di certo apprezzato le parole del “suo” numero 10. La replica del portavoce Adrián Ravier a Messi è stata immediata: “Non concordiamo sul fatto che la gente non arrivi alla fine del mese. Non dubito che alcune persone possano vivere questa situazione, ma affermarlo in modo generale dà la sensazione che accada a tutti”.
Assente per scaramanzia alla finale del MetLife Stadium contro la Spagna, Milei e i suoi rappresentanti hanno giustificato il loro piano economico aggrappandosi alle ultime stime dell’Università Argentina (e dell’Unicef) sostenendo che il calo dell’inflazione abbia migliorato la situazione per i più poveri. Nessun accenno, invece, sull’aumento delle chiusure aziendali e sulla conseguente disoccupazione.
Non solo. Ciò che Ravier ha omesso di menzionare è che il dipartimento del Capitale Umano dell’Argentina, guidato da Sandra Pettovello, procederà (ancora una volta) con lo smantellamento del programma “Ritorno al Lavoro” – programma introdotto nel febbraio 2024 che prevedeva un sostegno economico accompagnato dalla partecipazione ad attività come corsi di formazione professionale, tirocini e pratiche in contesti lavorativi, orientamento e intermediazione per l’impiego – che ha un impatto negativo su 900mila persone. Proprio quelle menzionate da Messi che “non arrivano a fine mese”. Il fenomeno argentino sta regalando un altro Mondiale al suo Paese. Ma questo non importa al governo e ai suoi funzionari. Ciò che conta sono i numeri, anche se migliaia di persone rimangono senza lavoro.
Quando nel 2024 Milei “difendeva” Messi
Eppure fino due anni fa lo stesso Milei fece di tutto per difendere Messi. Anche cacciando dal governo chi lo aveva criticato. Luglio 2024: l’Albiceleste vince la 16esima Copa America della sua storia contro la Colombia. Enzo Fernandez, centrocampista della nazionale argentina, pubblica alcuni video sui social dai toni razzisti mentre festeggia con la squadra sull’autobus. Il sottosegretario allo Sport Julio Garro non perde l’occasione di prendersela con il giocatore più rappresentativo. “Penso che il capitano della nazionale dovrebbe uscire a chiedere scusa per quel caso, così come il presidente della Federcalcio. È qualcosa che ci lascia come Paese in una brutta posizione dopo tanta gloria e sarebbe bello che portasse a qualcosa di esemplare”. Risultato? Garro viene immediatamente licenziato con un comunicato pubblicato sull’account ufficiale dell’Ufficio del Presidente della Repubblica Argentina. “L’Ufficio del Presidente riferisce che nessun governo può dire cosa commentare, cosa pensare o cosa fare alla Nazionale argentina, campione del Mondo e due volte campione americano, o a qualsiasi altro cittadino. Per questo motivo Julio Garro non è più sottosegretario allo Sport della Nazione”. Oggi la storia è totalmente diversa.
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