La moglie e le figlie di Roggero in visita al carcere di Bollate. Ruotolo (Pd) sull’ingerenza di Musk: “Si è schierato con la destra”
Terzo giorno per Mario Roggero dietro le sbarre del carcere di Bollate, dove si è costituito dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per avere ucciso due rapinatori in fuga dal suo negozio e averne ferito un terzo. Nei giorni scorsi sono stati a trovare il gioielliere a Bollate il vicepremier Matteo Salvini, i parlamentari della Lega Fabrizio Cecchetti e Luca Toccalini e il legale Stefano Marcolini, mentre oggi in visita al 72enne sono arrivate la moglie Mariangela e le sue figlie. La difesa del gioielliere è ancora in attesa di una risposta dal tribunale di sorveglianza di Torino, a cui venerdì – prima che il 72enne si costituisse nel carcere milanese – è stata presentata un’istanza per sospendere la pena in attesa della definizione della domanda di grazia.
Intanto la sua condanna resta al centro del dibattito politico, con Matteo Salvini che prosegue nella sua battaglia per accelerare i tempi della scarcerazione, coinvolgendo Giulia Bongiorno e Simonetta Matone e confortato dalle parole della premier Giorgia Meloni che si fa avanti e parla di un problema di ‘proporzionalità della pena’, rivendicando l’iniziativa affinché il Guardasigilli si attivasse sul tema della grazia. E proprio la grazia è rappresenta un tema caldissimo per il Carroccio che ha anche aperto una petizione online che ha già superato le 130mila adesioni. Nel frattempo, il Carroccio – attraverso il deposito di un provvedimento, a prima firma Claudio Borghi – punta a modificare la legge sulla legittima difesa, integrando quanto previsto dall’articolo 52 del codice penale. In sostanza, si tratta di una proposta di legge che prevede la non punibilità di “qualsiasi reazione” nella immediatezza di una aggressione a mano armata in casa o in negozio “indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta”. Questo testo di fatto scagionerebbe chi come il gioielliere piemontese ha agito al di fuori del suo negozio, in condizioni non ritenute compatibili con la norma attuale sulla legittima difesa.
Sul caso Roggero è intervenuto il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi, secondo cui “il tema della legittima difesa va affrontato con razionalità e competenza, valutando sia la sacrosanta richiesta di sicurezza dei cittadini sia gli effetti e le conseguenze di eventuali nuove norme. Bene la richiesta di grazia, ma decisioni così delicate hanno effetti concreti sulla vita delle persone e sulla società nel suo complesso e non possono essere prese cavalcando un’onda emotiva. Lo stato di diritto è una conquista democratica da difendere sempre, perché è una garanzia per tutti”. Nicola Fratoianni di Avs bolla la “campagna della destra contro il Presidente della Repubblica Mattarella e contro le leggi del nostro Paese” come “inaccettabile e vergognosa”, ricordando che “esiste già la legittima difesa, e non esiste – per fortuna – la pena di morte, tanto più se ad applicarla è un privato cittadino”. Sul fronte dem, Sandro Ruotolo, responsabile Informazione nella segreteria nazionale ed europarlamentare, invece, critica l’ingerenza del patron di Tesla sul caso, dopo che sui social ha scritto che “sono giudice e pm a meritare la condanna”. “Ancora una volta Elon Musk sceglie di intervenire a gamba tesa nella vita democratica di un Paese europeo. Prima la Germania, poi la Francia, oggi l’Italia. Stavolta attacca la magistratura italiana, definendo ‘una follia’ la condanna del gioielliere Mario Roggero e sostenendo che a dover essere condannati siano il giudice e il pubblico ministero. Si è schierato con la destra italiana”, ha scritto Ruotolo.
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