Roggero e Fakir: quando la democrazia scricchiola pericolosamente

Se lo stato di diritto scricchiola la democrazia rischia di crollare e quindi di prendere il sopravvento la legge del più forte, l’abuso di potere e lo stato autoritario. I fatti delittuosi che hanno riguardato il gioielliere Mario Roggero quale autore di un duplice omicidio e Fakir Abderrahim quale vittima dell’azione di personale delle forze di polizia, mettono a dura prova la tenuta democratica del nostro paese. Il momento è delicatissimo anche perché sono all’opera esponenti politici che si muovono con modalità fasciste. La debolezza e l’inadeguatezza della risposta politica rischia di contribuire al tracollo dello stato di diritto e quindi della democrazia.

La destra sempre pronta ad esaltare stato, ordine e sicurezza di fatto delegittima le forze di polizia nel momento in cui fa diventare la giustizia privata, che nulla ha a che vedere con la legittima difesa, un modello da difendere e da esibire: Roggero un eroe dei nostri tempi. Se lo Stato fallisce nel suo compito di garantire sicurezza e giustizia si scivola, più o meno consapevolmente, nella vendetta privata, senza più regole o magari con regole che legalizzeranno la legge del più forte.

Bisogna invece consolidare la forza democratica ed autorevole, non autoritaria, dello Stato. Ma non uno Stato che abusa del potere e costruisce sempre di più una giustizia e una legalità di classe.

La morte inaccettabile, grave ed assolutamente evitabile di Fakir Abderrahim mette in luce sempre di più la debolezza della deriva autoritaria del nostro paese. Ci vuole poco per innescare micce pericolose. Se uno Stato non garantisce diritti ed in primis la vita a chi si trova sotto la sua custodia o tutela certifica la crisi cronica dello stato di diritto. La Costituzione è però chiara ed è un argine forte ad ogni abuso del potere. La libertà personale e la dignità umana, l’integrità fisica e la tutela dei diritti fondamentali di ogni essere umano, non sono negoziabili e non possono essere compressi dal potere esecutivo in tutte le sue articolazioni. Se cominciamo a considerare normali la vendetta e la giustizia privata e gli abusi del potere non faremo altro che creare le condizioni per la fine della democrazia e dello stato di diritto costituzionale.

In questo momento le principali garanzie che abbiamo contro la deriva in atto, sono la Costituzione, ossia lo scudo con cui difenderci e lo strumento giuridico con cui disarticolare gli abusi del potere legalizzato; l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati ai quali va chiesto di rendersi in modo forte e credibile garanti dei diritti in questa fase buia della repubblica; lo spirito democratico autentico di donne e uomini che servono a vario titolo la nostra repubblica con disciplina ed onore. Al popolo tocca però attivare la sua sovranità per agire e per rimuovere gli ostacoli all’attuazione della Costituzione. Bisogna farlo adesso, non domani, ieri e non dopodomani, prima che sia troppo tardi. La democrazia e la Costituzione vanno difese ad ogni costo perché la libertà non ha prezzo.

L’articolo Roggero e Fakir: quando la democrazia scricchiola pericolosamente proviene da Il Fatto Quotidiano.

Leggi su: Il Fatto Quotidiano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *