Lazio, la campagna abbonamenti è un flop storico: solo 2mila hanno sottoscritto la tessera, numeri mai così bassi nell’era Lotito
Gli striscioni, le proteste, le critiche, ora anche fatti concreti che creano ovviamente un danno economico. La risposta alla campagna abbonamenti dei tifosi della Lazio per la stagione 2026–2027 è stata durissima: al termine della fase dedicata ai rinnovi, le tessere sottoscritte sono poco più di duemila, un dato che fotografa meglio di qualsiasi contestazione il momento di rottura tra i sostenitori biancocelesti e la società capitanata da Claudio Lotito.
Il confronto con appena un anno fa rende ancora più evidente la frattura: nell’estate del 2025, nonostante il malcontento già diffuso, il mercato bloccato e la mancata qualificazione alle coppe europee, erano stati 29.918 i tifosi che avevano scelto di assicurarsi un posto allo stadio. Oggi, invece, circa 28mila di loro hanno deciso di non rinnovare l’abbonamento, trasformando il mancato acquisto in una forma di protesta nei confronti del club.
I numeri parlano chiaro: oltre il 93% degli abbonati della scorsa stagione ha rinunciato a confermare la propria tessera. Una presa di posizione senza precedenti nell’era di Claudio Lotito, destinata a lasciare l’Olimpico quasi deserto fin dall’inizio del campionato e non soltanto nel corso della stagione, come era accaduto nei mesi scorsi durante l’ultima esperienza di Maurizio Sarri sulla panchina biancoceleste.
La finestra riservata ai rinnovi e alla prelazione sui posti non confermati si è chiusa martedì alle 23.59. Da oggi prende il via l’ultima fase della campagna abbonamenti, aperta a tutti e in programma fino al 20 agosto. Un’impennata delle vendite, però, appare difficile da immaginare, considerando il clima di forte contestazione che continua a circondare la società. Chi deciderà comunque di abbonarsi non avrà sicuramente problemi a scegliere in quale settore dello stadio accomodarsi.
Il dato attuale avvicina la Lazio a quello che potrebbe diventare il peggior risultato da quando Lotito è presidente, incarico che ricopre dal 2004. Il precedente record negativo risale all’estate del 2016, segnata dal clamoroso mancato arrivo di Marcelo Bielsa e dalla conseguente promozione di Simone Inzaghi, inizialmente destinato alla Salernitana. In quell’occasione gli abbonamenti complessivi furono circa quattromila, il doppio rispetto alle tessere sottoscritte finora, mentre nel primo giorno di vendita ne erano stati registrati appena undici. Mai, a eccezione di quella stagione, la Lazio era scesa sotto quota 10mila abbonamenti. Oggi perfino quel primato negativo sembra destinato a essere ritoccato.
Negli ultimi anni la partecipazione del pubblico era rimasta invece su livelli molto elevati: 26.193 tessere nel 2022-2023, 30.333 nel 2023-2024, 29.036 nel 2024-2025 e 29.918 nella scorsa stagione. Il brusco crollo di quest’anno è la conseguenza di una protesta che va avanti da mesi e che ha avuto diversi momenti simbolici, dallo sciopero del tifo iniziato a gennaio alla manifestazione del 2 luglio, passando per tante altre manifestazioni nel corso dell’annata.
Le tensioni si sono ulteriormente accentuate negli ultimi giorni dopo l’intervento pubblico di Lotito a Reggio Calabria: oltre che della Lazio, infatti, da poche settimane Lotito è anche il nuovo proprietario della Reggina in Serie D. L’invito a non sottoscrivere l’abbonamento è stato raccolto dalla stragrande maggioranza dei sostenitori biancocelesti, che hanno deciso di seguire la squadra soltanto nelle trasferte.
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