“Lukaku non può fare la riserva”: il messaggio al Napoli cambia tutto, ora si apre uno scenario inatteso. E la Juventus osserva

Non è un vero e proprio caso, ma non c’è solo la questione De Bruyne da risolvere in casa Napoli: cosa succede ora con Romelu Lukaku? La questione è da approfondire e non è solo tecnica, ma economica: l’attaccante ha un costo e per il Napoli sostenerlo può non essere semplicissimo, soprattutto visto che nello stesso ruolo c’è un titolare quasi inamovibile, cioè Hojlund, e c’è un prospetto come Lucca che non ha reso ma su cui è stato fatto un investimento importante. E poi c’è lui, Lukaku, reduce da un buon Mondiale ma da un’annata complicata a causa di un infortunio. Con la consapevolezza di essere un giocatore che a 33 anni può ancora dire la sua. Da titolare.

Eccolo, il punto: la titolarità. Può Lukaku essere considerato il vice di Hojlund? La risposta è “no”. E il virgolettato non è casuale. L’ha detto l’agente del giocatore Federico Pastorello a Sky Sport, in una lunga intervista. “È ovvio che le gerarchie poi si possono ribaltare, ma vedo difficile pensare a Romelu come secondo in una rosa”. Tradotto: deve giocare. E se non sarà a Napoli, dovrà essere altrove. Solo che il Napoli formato extralarge (le cessioni di Zerbin e Hasa al Frosinone hanno ridotto il numero di giocatori da 41 a 39: troppi comunque) non ha così intenzione di privarsi dell’attaccante che si è rivelato fondamentale per conquistare lo scudetto due anni fa. E soprattutto non vorrebbe farlo Allegri, che stima il giocatore da anni e che già lo voleva alla Juventus quando lui, intanto, stava clamorosamente rompendo con l’Inter.

E quindi? Quindi è arrivato un momento di profonde riflessioni interne. Perché l’agente è stato chiaro (ed è, di fatto, emanazione del pensiero dell’attaccante) ma la società pure. Anzi, l’idea del club sarebbe potuta essere quella di prolungare il contratto del belga e di spalmarne l’ingaggio: un’ipotesi tutta da capire, che al momento non scalda più di tanto il suo entourage. Le prospettive sono molto sfaccettate, ma di fatto ridotte a due: la permanenza grazie alla diplomazia di Allegri (e magari a una nuova cessione di Lucca, così da non avere un reparto sovraffollato e con tanti potenziali titolari); o l’addio, magari diventando un’ottima occasione per una squadra che cerca un attaccante.

Perché i costi, in realtà, non sono altissimi per il cartellino (per questioni di bilancio, e senza causare perdite, può partire a cifre di poco superiori ai 15 milioni), e il suo ingaggio un top club se lo può permettere. Anche in Serie A, dove le squadre che cercano un attaccante sono tante, ma soprattutto una: la Juventus. Nessuna trattativa, nessun discorso in piedi, nessuna presunta ipotesi. Solo, un ragionamento. Della serie: nel domino degli attaccanti in Europa (e in Italia) che deve ancora davvero partire, Lukaku può rientrarci eccome. E non sarebbe, alla luce di tutto questo, una sorpresa.

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