The Weeknd a San Siro interrompe il concerto tre volte per problemi tecnici. Milano “sfortunata” dopo l’intossicazione alimentare di Rosalìa e la grandinata su Bad Bunny

Dopo due concerti (il 24 e 25 luglio) filati lisci – solo qualche calo di volume nella seconda data – l’ultimo live di The Weeknd allo stadio San Siro di Milano, domenica 26 luglio, è stata viziato da alcuni malfunzionamenti tecnici. Il cantautore canadese, star da oltre 113 milioni di ascoltatori mensili su Spotify e tra gli artisti più apprezzati nel panorama r&b, ha dovuto interrompere lo show per tre volte e un totale di una quindicina di minuti. La produzione, così, è stata costretta a cambiare la scaletta e cancellare alcuni brani come “Faith” e “Less than zero“.

I problemi sono iniziati dopo pochi minuti dall’inizio del live, quando il microfono di Abel Tesfaye (vero nome dell’artista) ha smesso all’improvviso di funzionare. Lui, dal palco, ha subito segnalato l’assenza di segnale audio e poi cercato di sdrammatizzare, invitando i fan presenti a intonare cori da stadio in attesa di riprendere a cantare.

L’interruzione è durata poco, ma durante la serata l’impianto ha avuto complicazioni e richiesto l’intervento dei tecnici altre due volte. Nonostante le difficoltà, il concerto non è stato interrotto e The Weeknd ha portato a termine la tripletta di date a San Siro, con cui ha raccolto un totale di oltre 160mila spettatori.

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