Mi sono trovato più volte in situazioni del genere e dico: il Sig. Fakir è un morto di Stato

di Germano Fiore

Sto zitto a fatica da un po’, in attesa che la pentola dove ribollono rabbia, ipocrisia, dolore e superficialità si raffreddi così da poterla maneggiare con maggiore tranquillità (anche se sempre con le presine perché la paura di scottarsi quando si affronta roba incandescente dovrebbe riguardare tutti).

Fatti: un uomo (marocchino e da una vita in Italia non dovrebbe essere una notizia) è affetto da un episodio psicotico acuto, forse con la complicità di stupefacenti che non si negano a nessuno in questa società di libertari benpensanti. Dopo segnalazioni, la polizia interviene, contatta il 118 che arriva sul posto con ambulanza priva di medico. A quel punto i due poliziotti bloccano il Sig. Fakir (iniziamo a trattare le persone come tali e usiamo le apposizioni per tutti) pronandolo, salendogli addosso e schiacciandolo a terra. L’uomo muore davanti ai volontari del 118.

Il sindaco di Bologna tempestivamente promuove una manifestazione per chiedere verità e giustizia, evidentemente diffidando dell’operato della polizia in possibile futura correità con la magistratura locale. In appendice alla manifestazione un gruppo di decorticati abbastanza nutrito decide che una allegra colluttazione con le forze dell’ordine è il modo migliore per compiangere un defunto.

Il Sig. Fakir è un morto di Stato.
Lo Stato che garantisce per il tramite delle sue agenzie, forze dell’ordine e sanitari, cure tempestive e gratuite per i suoi cittadini, anche quelli più o meno matti.
È bene ricordare che tutti i presenti erano lì perché l’art.32 della Costituzione fosse rispettato e non per passare un pomeriggio in compagnia. Non ci sono riusciti.

Se ci sono colpe lo stabilirà la magistratura ma qualcosa possiamo chiederla, visto che tutti urlano ma nessuno mi pare faccia un paio di domande fondamentali:
1. Chi ha stabilito che bastassero 2 agenti per fermare un uomo corpulento affetto da psicosi acuta? Le operazioni possibili in 4 o 6 persone sono molto diverse da quelle necessarie con solo 2 agenti.
2. Chi ha stabilito che bastasse un’ambulanza con volontari e senza medico a bordo impedendo così ogni possibile sedazione e/o manovra rianimatoria?
3. Perché non c’erano gli operatori della salute mentale? Quali sono i protocolli di intervento in orario diurno a Bologna? Nessuno ha pensato di allertarli, non erano attivabili, o non sono stati volontariamente attivati?

Chi scrive, lo ricordo a chi non mi conosce, in situazioni del genere si è trovato un po’ di volte nella vita e vi garantisco che questa roba fa tutta la differenza del mondo tra un intervento ben riuscito e uno fallimentare.

Se puliamo le menti dal razzismo, dalla violenza di stato, dal Sig. George Floyd, da Sindaci disorientati, da niqab zuppi di lacrime, da scudi penali che non si sa se fermino qualcosa, da avvocati che conoscono gli esiti delle autopsie non ancora praticate, cosa resta? Resta il cadavere di una persona sofferente di un disturbo psichiatrico che è morta nel tentativo dello Stato di curarla.

Interroghiamoci su come migliorare, su possibili revisioni sensate e non proditorie delle legge 180, su protocolli uniformi sul tutto il territorio nazionale per sanitari e forze dell’ordine (cosa ad oggi inesistente). Interroghiamoci sul come restituire un senso ad una morte, nel frattempo che la giustizia sublimi la vendetta nella Sua verità.

@sunballo

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