Sul Covid-19 e sul ruolo di Conte si sta oggi perpetrando una deplorevole sceneggiata politica
di Gerardo Ongaro
Sul Covid-19 si sta oggi perpetrando una deplorevole sceneggiata politica. Non basta che la magistratura su Giuseppe Conte abbia già indagato e archiviato. Io vissi la pandemia in due paesi diversi, in grado, dunque, per esperienza diretta, di mettere a confronto misure e comportamenti di due popoli e due governi.
Era calamità sconosciuta. Incerti sul da farsi erano persino gli esperti dell’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), che pure avevano lavorato per decenni con ogni tipo di virus. Fu in questo contesto che l’Italia, primo paese europeo, secondo al mondo dopo la Cina, venne investita dalla tragedia.
Allora ero residente nel Regno Unito, da 30 anni. I media, i politici, la gente, tutti esprimevano ammirazione per il comportamento del popolo italiano e per le misure adottate dal suo governo, poi copiate dal governo britannico e via via un po’ da tutto il mondo. Quando poi la pandemia investì il Regno Unito, le opposizioni laburiste britanniche si comportarono in maniera esemplare, collaborando con il governo conservatore senza polemiche. Allo stesso modo si comportarono i media.
In Italia, avevo invece visto leader di partito andare in giro a gridare “aprire tutto”, o l’esatto contrario, e media altrettanto irresponsabili fornire lo stesso spazio mediatico a esperti e no-vax. Se il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte parlava al paese la sera, lo avrebbe dovuto fare il pomeriggio, se lo faceva il pomeriggio, lo avrebbe dovuto fare la sera. La popolarità di Giuseppe Conte sembrava scomoda. Fu per la stessa ragione che fu sostituito con Draghi? È per la stessa ragione che lo attaccano oggi, perché i poteri che contano lo temono? Dal Regno Unito notavo che, allo stesso modo manipolatorio, destra e sinistra tacciavano di populiste le misure proposte dalla forza politica governativa che aveva portato Conte alla guida del governo, come il Reddito di Cittadinanza e il Salario Minimo, che dove vivevo davano invece per scontate.
Un fuori onda di un editore di un’emittente nazionale italiana aveva rivelato un certo compiacimento per il dramma pandemico, esortando i dipendenti a sfruttare il momento, visto che, non potendo uscire di casa, la gente sarebbe rimasta incollata al televisore. Tutto in linea con la dinamica dei talk show, dei quali l’emittente era ed è piena. Con i talk show italiani avevo avuto un contatto casuale diversi anni prima, in una breve visita al mio paese natio. Avevo acceso il televisore, curioso di vedere finalmente un programma nella mia lingua d’origine, e mi ero chiesto cos’era quella baraonda che stavo vedendo – non si capiva niente, parlavano tutti insieme, anzi, gridavano, mentre il conduttore rimaneva inerme con un sorriso soddisfatto stampato sul volto, consapevole che quel frastuono da bettola faceva scalpore e quindi faceva crescere gli indici d’ascolto.
Ora, dopo anni, in piena pandemia, quella stessa baraonda, alla quale i no-vax avevano pieno accesso, la loro parola con lo stesso valore di quella degli esperti con i quali erano lasciati bisticciare, era diventata un ordigno pericoloso per la salute pubblica, locale e internazionale, visto che i virus non necessitano di passaporto. La seconda ondata pandemica italiana la vissi in Italia, e i comportamenti politici e mediatici erano rimasti gli stessi della prima che avevo osservato da emigrato.
Analizzare il passato per vedere se si può fare meglio in futuro è necessario. Lo hanno fatto altrove, senza strumentalizzazioni. Lo si facesse allo stesso modo anche in Italia, anche per le regioni, che gestiscono in maniera predominante il sistema sanitario.
A questo punto, credo che alcune domande siano legittime. In questo momento, il governo si sta occupando, con urgenza, del Piano Pandemico? È stato forse fatto a nostra insaputa? Saremmo pronti per una nuova pandemia, che, per quel che ne sappiamo, potrebbe scoppiare in qualsiasi momento? Mi sento di poter rispondere no a tutti i quesiti, nella speranza di essere smentito.
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