A maggio la prima frenata degli occupati del 2026. E aumentano di 59mila gli inattivi

Prima lieve frenata degli occupati in Italia nel 2026. Se a maggio il dato annuale è ancora positivo per 228mila unità, rispetto al mese precedente Istat segnala un calo di 22.000 posizioni, il primo dal dicembre 2025. Il ribasso riguarda i soli dipendenti a termine. Ma a preoccupare è soprattutto l’aumento degli inattivi, cioè quanti hanno smesso di cercare un posto, che crescono in tutte le classi d’età salvo quella dei 25-34enni salendo di 59mila unità. In più la crescita occupazionale anno su anno continua a concentrarsi soprattutto tra gli over 50: +397mila le persone al lavoro in quella fascia, contro i -202mila tra i 35 e i 49 anni. Un dato che regge anche depurandolo dalla componente demografica, cioè l’invecchiamento della popolazione che tende naturalmente a gonfiare la coorte degli ultracinquantenni.

L’Istat spiega che il ribasso mensile (-0,1%) coinvolge gli uomini, le donne, i dipendenti a termine e tutte le classi d’età ad eccezione di chi ha almeno 50 anni; in questa classe di età il numero di occupati risulta in crescita, così come tra i dipendenti permanenti e gli autonomi. Quindi lavorano di più i più anziani. Il tasso di occupazione scende al 63% (-0,1 punti).
Crescono i lavoratori a tempo indeterminato (16 milioni 588mila) e gli autonomi (5 milioni 360mila).

Rispetto a maggio 2025 aumentano i dipendenti permanenti (+275mila) e gli autonomi (+198mila) mentre calano i dipendenti a termine (-244mila). Su base mensile il tasso di occupazione scende al 63%, quello di disoccupazione al 5% e il tasso d’inattività, nota dolente, sale al 33,6%.

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