“Alberto Stasi ha venduto per 500mila euro i diritti della propria storia per una docu-serie su Garlasco”. L’indiscrezione e la smentita di De Rensis: “Non mi risulta”

Alberto Stasi ha venduto per 500mila euro i diritti della propria storia per una docu-serie su Garlasco, ma l’avvocato De Rensis smentisce. È stato il giornalista e autore televisivo Gabriele Parpiglia nella sua newsletter a comunicare la notizia secondo cui l’allora fidanzato di Chiara Poggi avrebbe venduto i diritti della propria storia per farne una docu-serie da 500 mila euro. Dal suo profilo X, Parpiglia ha ribadito più volte di avere prove addirittura dei contratti firmati sulla produzione del progetto con protagonista Stasi in prima persona senza l’utilizzo di attori. Progetto che avrebbe in produzione, sempre secondo Parpiglia, la storica Groenlandia di Matteo Rovere (Veloce come il vento, Il primo re) dal 2022 in mano a Banijay.

Il legale di Stasi, Antonio De Rensis è intervenuto su Open lapidario: “Non mi risulta”. Parpiglia ha rilanciato scrivendo su X che l’avvocato De Rensis “mentirebbe sapendo di mentire”. E ancora: “Smentita uguale doppia conferma e se volete le prove, chiamatemi. Poi quel ‘Non mi risulta’ detto dopo dieci ore dalla newsletter… dai su avvocato, si può far meglio. Confermo quanto scritto totalmente al cento per cento”. La docu-serie con protagonista Stasi non sarebbe l’unico “prodotto” audiovisivo sul delitto di Garlasco. Anche la casa di produzione Colorado Film avrebbe infatti acquisito i diritti cinematografici del libro Il ragionevole dubbio di Garlasco, scritto da Stefano Vitelli, il magistrato che nel 2009 assolse Alberto Stasi in primo grado.

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