Carburanti, lo sconto sul gasolio c’è ma non si vede: prezzi giù solo di 0,5 cent. E in Campania e Molise salgono
Effetto quasi nullo. All’indomani della pubblicazione in Gazzetta ufficiale, il decreto approvato lunedì per tamponare l’emergenza del rincaro dei carburanti durante le ferie non sta ancora avendo gli effetti sperati dal governo. L’impatto del mini taglio delle accise di 17 centesimi, limitato al solo gasolio, è impercettibile. Le rilevazioni del ministero delle Imprese e del Made in Italy mostrano infatti un calo medio del diesel di appena 0,005 euro al litro – 0,5 centesimi – rispetto a ieri. Consumatori e autotrasportatori confermano quindi a ragion veduta la bocciatura dell’intervento, che Giorgia Meloni ha definito “tempestivo” ammettendo però che non è risolutivo.
Il taglio è contenuto in due provvedimenti pubblicati nella tarda serata di ieri in Gazzetta. Il primo è un decreto del ministero dell’Economia, di concerto con il ministero dell’Ambiente, che riduce l’accisa sul diesel di 14 centesimi al litro, 17 considerando anche l’Iva, solo per il 28 e 29 luglio utilizzando come copertura 20,5 milioni di euro di extragettito Iva del mese di giugno. Un decreto-legge con disposizioni urgenti sui prezzi petroliferi e sull’ex Ilva estende poi lo sconto dal 30 luglio fino al 6 agosto. In questo caso i soldi, 105,8 milioni di euro, arrivano dalle sanzioni dell’Antitrust e dal Fondo per interventi strutturali di politica economica.
Alla pompa, come detto, il beneficio è ancora quasi invisibile. La benzina, non scontata, in modalità self service è a 1,986 euro in aumento di 4 millesimi rispetto a ieri, e a 2,180 euro al litro per il gasolio, in calo appunto di appena 5 millesimi Sulla rete autostradale la benzina self costa in media 2,074 euro al litro, il diesel resta a 2,250 euro (sotto trovate la mappa interattiva aggiornata del fattoquotidiano.it che permette a chi parte di individuare il distributore più conveniente nella sua zona o lungo il tragitto che percorrerà verso le località di vacanza). Secondo Staffetta Quotidiana, tra i principali marchi soltanto Eni ha già recepito integralmente il taglio delle accise, riducendo di 17 centesimi i prezzi consigliati del gasolio. Il ritardo nell’adeguamento dei listini può dipendere ovviamente dalle giacenze acquistate con le vecchie aliquote, che molti gestori devono ancora smaltire e non possono vendere sottocosto.
Per l‘Unione Nazionale Consumatori “come al solito compagnie petrolifere e distributori se la prendono molto comoda per adeguare al ribasso i prezzi secondo la nota teoria della doppia velocità: salgono come un razzo e scendono lenti come una piuma”. “Il gasolio sia in autostrada che nella rete stradale si paga appena mezzo centesimo in meno di ieri, pari a 25 cent per un pieno di 50 litri“, nota il presidente Massimiliano Dona. “Insomma, dovremo attendere come al solito tre giorni perché gli effetti del taglio delle accise si dispieghino completamente”. Non solo: “In alcune regioni addirittura il prezzo del gasolio è salito, invece di scendere. In Molise oggi un pieno di gasolio costa 20 centesimi in più di ieri, in Campania si paga 10 cent in più, mentre la medaglia di bronzo per la regione peggiore va alla Calabria dove la variazione è nulla”.
Anche Federconsumatori giudica il provvedimento inadeguato e chiede un taglio di almeno 25 cent per il gasolio e 20 per la benzina. “Apprezziamo l’intenzione, ma il taglio è troppo poco e troppo breve. È come sfidare un uragano con un ombrellino di carta”. Secondo l’associazione, “quei 17 centesimi non sono sufficienti nemmeno a coprire i sovrapprezzi attualmente applicati sul gasolio”. Secondo le stime dell’Osservatorio nazionale della federazione, i prezzi alla pompa incorporano ancora un ‘sovrapprezzo‘ di circa 23 centesimi per la benzina e 24,8 centesimi per il gasolio rispetto ai livelli che sarebbero giustificati da andamento delle quotazioni internazionali, cambio euro-dollaro e fiscalità.
Secondo un’analisi di Facile.it, anche ipotizzando che il taglio delle accise entri pienamente a regime e riporti il diesel ai 2 euro al litro fino al 6 agosto (resta poi da vedere se il governo lo prorogherà) gli italiani spenderanno ad agosto quasi 1 miliardo di euro in più rispetto allo scorso anno per fare rifornimento. Un pieno di benzina da 50 litri costa oggi circa 99 euro contro gli 86 dell’estate 2025, mentre per un pieno di diesel servono circa 109 euro contro gli 83 di un anno fa.
Sul fronte delle imprese, l’Associazione italiana trasporti (Aitras) definisce “insostenibile” la situazione del settore e minaccia nuove proteste. “Senza riscontri entro settembre, saremo costretti a proclamare nuovamente il fermo delle attività nei porti siciliani”, annuncia il segretario Salvatore Bella.
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