Caso Delmastro, tana libera tutti: la questione morale non è più un problema, siamo già nel mondo capovolto | il commento

La chiusura del Parlamento di ogni sussulto etico, il formidabile rifiuto a rendere conto degli inciampi giudiziari anche gravissimi segna la fine della questione morale. Il voto oltranzista e difensivo delle prerogative di Delmastro in quanto parlamentare, rispetto alla necessità di rendere trasparente i passaggi davvero opachi della attività imprenditoriale familiare, sono il grimaldello dietro al quale il potere si rinchiude senza nemmeno bisogno di nascondersi. Se a Bologna due giorni fa c’è stata la piazza a protestare contro ciò che è parso un intervento illegittimo della polizia, quindi un fermento, un segno della società civile, nessuna piazza, nessun coro, nessuna contestazione (a parte quella inscenata dai cinquestelle nell’aula di palazzo Madama), si registra oggi e temiamo nessuna contestazione si segnalerà domani su fatti di gran lunga più impegnativi e rilevanti.

Tana libera tutti. L’appello alle guarentigie parlamentari, che significa un’ostruzione in più per i magistrati che indagano, riguarda la vicenda clamorosa e per certi aspetti drammaticamente vicina ai meandri più oscuri della società, dell’ex sottosegretario alla Giustizia che promuove – attraverso una società fifty fifty siglata dalla figlia diciottenne – un pool di bisteccherie italiane con una persona intima con il capo clan della camorra napoletana nella capitale. Come sia stato possibile che Delmastro, che aveva la delega alla gestione delle carceri (con tutto ciò che significa) non abbia ritenuto di dare uno straccio di giustificazione plausibile oltre le spiegazioni di rito, sulla scelta di costituire una società paritetica con una persona dalle molte ombre e poi promuoverla addirittura, di farsi fotografare e e di fare ogni cosa interdetta a chi, in verità, avrebbe l’onere di un contegno al di sopra di ogni possibile sospetto. Anche per questo i deputati hanno un codice d’onore da rispettare, una reputazione da difendere e una indennità di tutto rilievo, toccando il tetto del tutto compreso (indennità varie, rimborsi vari) di circa 15mila euro nette al mese.

La verità è che la questione morale non è più un problema per il potere. Anzi il generale Vannacci sta costruendo il suo partito ingaggiando personalità (per tutti l’ex sindaco di Roma Alemanno, l’ex potente leghista veneto Joe Formaggio, su tutti) che hanno avuto o hanno tuttora problemi con la magistratura. Nessuno fiata. Vannacci fa di più: promuove “la feccia” a costruttori del nuovo mondo. La feccia, che il linguaggio corrente definisce il peggio del peggio, qui sviluppa un concetto capovolto. Siamo appunto dentro il mondo al contrario. Vannacci non è chianmato a spiegare, ma neanche Giorgia Meloni e con lei nessuno della maggioranza (dell’opposizione ci auguriamo invece che la voce resti ferma e forte) d’ora in avanti farà della questione morale un problema per l’Italia, un’emergenza per la democrazia. Delmastro chi? Mani pulite non sarebbe altro, a voler rileggere la storia con il vocabolario di questo tempo, che una scoria ideologica del secolo scorso. E’ tutto finito. E tutto perdonata.

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