Caso Fakir, l’avvocato Anselmo: “È l’apoteosi dell’interferenza della politica sull’attività della magistratura. Autopsia in corso, ma agenti assolti”

L’autopsia è ancora in corso, gli accertamenti tecnici dovranno stabilire le cause della morte e ricostruire quei cinque minuti in cui Abderrahim Fakir, 42 anni, è rimasto a terra durante l’intervento della polizia in via Svevo, al Pilastro di Bologna. Ma intorno all’inchiesta si è già aperto un fronte politico e istituzionale. A denunciarlo è Fabio Anselmo, l’avvocato della famiglia Fakir, già legale nel processo sulla morte di Stefano Cucchi. Secondo il penalista, le dichiarazioni arrivate dai vertici del governo prima della conclusione degli accertamenti rappresentano una pressione sull’indagine.

Nel mirino dell’avvocato ci sono gli interventi della premier Giorgia Meloni, del ministro Matteo Salvini e soprattutto le parole del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha dichiarato di essere sicuro che ci sia stata “tutta l’attenzione, adeguatezza e ponderatezza” nell’operato degli agenti. Per Anselmo, però, il punto non è soltanto il merito delle dichiarazioni, ma il momento in cui arrivano: con un’indagine ancora aperta, un’autopsia in corso e responsabilità ancora da accertare.

Avvocato Anselmo, lei parla di interferenze dello Stato sull’inchiesta. Perché?
L’autopsia è in corso. E leggo che oltre gli interventi del ministro Salvini, della premier Meloni, le sfilate in questura di Bologna, a cui sono state affidate le indagini, oltre a tutto ciò, niente proprio di meno che il ministro Piantedosi dice: “Sicuro che ci sia stata tutta l’attenzione, adeguatezza e ponderatezza nell’operato degli agenti a Bologna”

Perché considera queste parole un problema per l’indagine?
Questo non è altro che un’interferenza ancora alla magistratura. È ipocrita dire: “Non voglio interferire nella magistratura, però quella manovra è stata corretta e gli agenti sono stati corretti”. Forse sarebbe il caso che il ministro Piantedosi frequentasse la scuola di polizia di Pescara, dove da 20 anni viene insegnato come quella manovra deve essere fatta e come non deve essere fatta perché è molto pericolosa.

Qual è la sua preoccupazione in questo momento?
Io mi chiedo, a questo punto, che cosa stiamo facendo e per quale motivo stiamo spendendo soldi dei contribuenti in un’indagine dove le massime autorità di governo interferiscono ogni giorno

Secondo lei il clima attorno all’inchiesta rischia di condizionare anche il lavoro della magistratura?
E poi queste indagini vengono secretate perché, diciamo, l’esposizione mediatica di questo caso nocerebbe alla serenità dell’attività giudiziaria, che è svolta dalla stessa questura che ha ricevuto i ministri, gli esponenti politici di questo governo. Questo è diventato un caso di Stato, dove il governo ha deciso che Fakir doveva morire così e va bene così

Le sue parole sono molto dure. Perché ritiene che questa vicenda sia così grave?
È letteralmente grottesco tutto l’impegno che l’autorità giudiziaria e noi stiamo mettendo in questo procedimento, già reso impossibile dallo scudo penale, quando ogni giorno un esponente del governo assolve gli agenti. Io mi rimetto a questo punto alla famiglia, perché dico alla famiglia che stiamo facendo tutto questo perché cosa? Non ho mai visto delle interferenze così pesanti nell’azione giudiziaria.

Lei sostiene che questa inchiesta rischi di essere svuotata del suo significato. Perché?
Stiamo facendo tutto questo per nulla. Per nulla. Ha vinto il sì, non ha vinto il no. La magistratura è sotto, asservita alla politica. La politica domina, decide ciò che deve fare l’autorità giudiziaria. È inaccettabile. Ha vinto il sì, non ha vinto il no. Di fatto sembra che abbia vinto il sì. L’autorità giudiziaria è a servizio della politica

Lei parla di un’interferenza senza precedenti. Perché usa parole così dure?
Io non ho mai visto in 40 anni di carriera un’interferenza così pesante, così sfacciata, priva di pudore, che contravviene oltretutto a tutto ciò che il diritto, i manuali di polizia, la Corte europea dei diritti dell’uomo e le circolari richiedono e impongono in caso di effettuazione di una manovra che deve essere considerata l’extrema ratio.

Secondo lei il problema riguarda anche le modalità dell’intervento degli agenti?
Sì, perché parliamo di una manovra che deve essere considerata l’extrema ratio e che proprio per questo deve essere eseguita nel rispetto di regole precise. Quando vengono meno queste garanzie, il controllo deve essere affidato alla magistratura e non alla politica.

Le immagini dell’intervento hanno avuto un ruolo nella sua valutazione?
E guardando quel video veramente viene da dubitare del fatto che questa inchiesta serva a qualcosa. Le immagini pongono interrogativi che devono essere chiariti in un procedimento giudiziario. Non possono essere risolti attraverso dichiarazioni politiche o prese di posizione preventive

Lei pensa che l’esito dell’indagine sia già deciso?
Questa inchiesta ha una fine, deve avere una fine, che è quella che vuole il governo. È l’apoteosi dell’interferenza della politica sull’attività della magistratura.

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