“Ci avete inondato di affetto! Questo bacio è anche per tutti voi”: Rita Pavone festeggia i 100 anni del marito Teddy Reno
Il cantante e showman Teddy Reno ha tagliato il traguardo dei 100 anni lo scorso 11 luglio, festeggiando il compleanno accanto alla sua amata moglie, Rita Pavone. È stata proprio l’artista a condividere con i fan gli attimi di commozione durante lo spegnimento delle candeline, pubblicando sui propri canali social un video in cui si immortala mentre posa un affettuoso bacio sulla guancia del marito. “Ci avete inondato di affetto. Questo bacio è anche per tutti voi. Teddy 100″, ha scritto Rita Pavone a corredo del post.
Teddy Reno è stato una figura leggendaria della musica leggera, protagonista di un’epoca di eleganza melodica, di canzoni che parlano d’amore con grazia, di un’Italia che si scopriva moderna sognando attraverso la radio, la televisione e il Festival di Sanremo. Nel 1962 ideò il Festival degli Sconosciuti di Ariccia, una manifestazione che fece da trampolino a numerosi giovani talenti. Fu lì che conobbe Rita Pavone, allora giovanissima, che avrebbe sposato nel 1968 e con cui ha poi condiviso una vita di affetti e successi, lontano dalle luci della ribalta, nella tranquillità di Lattecaldo, in Svizzera, dove ha ottenuto la cittadinanza elvetica e ripreso il cognome originario, Merk.
“Per Teddy e per la nostra famiglia è una bellissima data – ha dichiarato la moglie Rita Pavone all’Adnkronos – Il geriatra mi ha detto che mio marito ha una tale forza che potrebbe arrivare anche a 105 anni. Il giorno del suo compleanno festeggeremo tranquillamente, con il figlio del primo matrimonio, i nipoti, i miei figli. Faremo una festa in famiglia, che è la cosa più bella di tutte, dobbiamo godercelo noi questo traguardo”.
Nato come Ferruccio Merk Ricordi da padre austro-ungarico e da madre ebrea a Trieste l’11 luglio 1926, la sua infanzia è stata segnata dalla tragedia del fascismo e delle leggi razziali. Dopo l’8 settembre 1943 fu costretto a fuggire con la madre Paola, rifugiandosi prima a Cesena, poi a Milano Marittima e infine nel Ferrarese, dove furono arrestati e detenuti. La sua storia familiare è anche una storia di salvezza, di identità spezzate e ricomposte, che avrebbe segnato per sempre la sua sensibilità artistica.
Il suo debutto pubblico avvenne nel 1938, appena dodicenne, in un concorso per dilettanti a Rimini con la canzone “Tu sei la musica”. Dopo la guerra, trovò nella musica il suo primo vero rifugio. Esordì a Radio Trieste sotto l’amministrazione alleata e, durante una tournée in Germania nel 1946 con l’orchestra di Teddy Foster, attraversò il Reno e trovò il nome d’arte che lo avrebbe consacrato. Dal 1948 cominciò a esibirsi con l’Orchestra di Pippo Barzizza e in numerosi programmi radiofonici come “Punto interrogativo” e “Il braccialetto di Sheherazade”, raggiungendo rapidamente una popolarità nazionale.
Negli anni ’50 divenne uno dei volti più amati della canzone italiana. Teddy Reno non è stato solo interprete: è stato anche imprenditore. Fondò la CGD (Compagnia Generale del Disco), che lanciò nomi importanti della musica.
Teddy Reno non ha mai smesso di cantare. Nel 2007 pubblicò “Se questo non è amore”, un album di riletture dei suoi successi. Nel 2014 celebrò i 70 anni di carriera con un disco commemorativo, e nel 2016, a novant’anni, uscì il doppio album “Pezzi da… 90”, con brani inediti come “L’amore non ha età” e “Uno come noi”, dedicato a Papa Francesco.
Quello stesso anno, il Comune di Trieste gli conferì il Sigillo trecentesco d’argento: “È una delle giornate più belle della mia vita”, disse emozionato, ricordando l’amico Lelio Luttazzi, con cui iniziò la carriera negli anni ’40
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