Da Wimbledon il messaggio di Cobolli per il ‘suo’ Fasano: “Ce l’ho tatuato sulla pelle. Restiamo uniti, un giorno voglio giocare lì”
“Ciao ragazzi, scusate se sono a petto nudo ma volevo mostrarvi quanto io fossi legato a questa città. Ce l’ho tatuato sulla mia pelle: 72015″. Direttamente da Wimbledon, dove oggi ha conquistato i quarti di finale vincendo in tre set contro De Minaur, Flavio Cobolli ha lanciato un messaggio per il Fasano. Nato a Firenze, cresciuto a Roma, Cobolli ha un gran feeling con la città pugliese da quando frequentava il circolo fasanese al seguito di suo padre Stefano, che nei primi anni duemila ha preso parte a diverse edizioni del Torneo nazionale Open organizzato dal Tennis club Fasano.
Adesso Cobolli ha deciso di lanciare un messaggio video – condiviso dalla pagina “Uniti per il Fasano”, comitato che sta raccogliendo fondi per contribuire a salvare la squadra di calcio cittadina – in un momento difficile per l’U.S. Fasano, squadra che partecipa al campionato di Serie D e che dopo l’addio del presidente Ivan Ghilardi, adesso vive giorni delicati per il cambio proprietà e l’eventuale permanenza in Serie D, campionato in cui l’anno scorso il Fasano è arrivato al secondo posto nel girone H, a pari punti con il Martina, giocandosi la promozione fino alla fine con il Barletta. “Volevo dirvi di restare uniti, di lottare, anche perché un giorno voglio giocare nella vostra squadra. Sono un grande terzino e spero di esservi utile dopo il mio ritiro. Lottiamo perché Fasano ne ha bisogno, daje”.
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