Danny Boyle apre la Mostra del Cinema di Venezia con Ink. E Favino chiude il festival con Dio ride

Un premio Oscar come Danny Boyle per l’apertura e una commedia tutta italiana con Pierfrancesco Favino in chiusura. Sarà infatti Ink, il quindicesimo lungometraggio del 69enne regista inglese, autore di Trainspotting e The Beach, nonché trionfatore con otto Oscar nel 2008 per The Millionaire, ad aprire in concorso l’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica diretta da Alberto Barbera, che si svolgerà al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre 2026. Infine, proprio ad abbassare il sipario, quando “i giornalisti correranno di corsa con i trolley a prendere il vaporetto (feat. Pupi Avati)”, sarà Dio ride, il 21esimo film diretto dal pratese Giovanni Veronesi, sodale delle grandi commedie di Francesco Nuti e poi autore di un successo come Manuale d’amore.

“Ink. Il 1969, l’anno in cui siamo sbarcati sulla Luna per la prima volta, è l’anno in cui Rupert Murdoch e Larry Lamb lanciarono un quotidiano destinato a cambiare il mondo ancora di più”, ha spiegato Boyle nelle dichiarazioni ufficiali che hanno accompagnato l’annuncio veneziano. “Molto prima di Fox News, del clickbait e di Truth Social, decenni prima di Twitter, Facebook, Google e OnlyFans, questi due uomini crearono un nuovo tabloid che, contro ogni previsione, divenne il quotidiano più venduto al mondo. Sfacciato, irriverente, audace: lo spumeggiante Sun ha sfidato l’establishment e ha rifondato il nostro mondo per l’era moderna. Una sceneggiatura di James Graham che mi sono sentito in dovere e privilegiato di dirigere”.

Ink vede come protagonista Guy Pearce proprio nei panni del tycoon Murdoch e un talento come Jack O’Connell in quelli di Lamb.

“Io non riesco a esprimere bene le mie emozioni, mi resta difficile dire che sono entusiasta o felice, stavolta però l’invito alla Mostra di Venezia mi ha sorpreso e lusingato. Sono felice, ecco l’ho detto”, l’ha buttata invece sull’ironia Veronesi. Dio ride è ambientato nel cuore del Seicento e ha come protagonista Frate Leopoldo da Casamacchia (Favino), predicatore di un Vangelo popolare e vicino ai problemi della gente. Una sorta di variabile impazzita che insospettisce i prelati romani, che mandano subito a indagare l’Inquisizione. Con Favino in scena ci sono Silvio Orlando, Francesco Gheghi e Paolo Rossi.

Linea di partenza e di traguardo di Venezia 83 delineano così le tinte pop generali di un festival che dovrebbe poi ospitare tra le presenze più attese quella di Nanni Moretti con Succederà questa notte (l’unica presenza di Moretti in Concorso al Lido è del 1981 con Sogni d’oro) e quella di Alejandro González Iñárritu con Digger, che ha come protagonista Tom Cruise. Titolo che, peraltro, si attendeva come evento d’apertura ma che improvvisamente sembra come sparito dai radar veneziani (speriamo bene). Inoltre, dando per scontato l’Herzog scartato da Cannes (Bucking Fastars), al Lido dovrebbero arrivare: Wild Horse Nine di Martin McDonagh, con John Malkovich, Sam Rockwell, Steve Buscemi, Tom Waits e Parker Posey; Here Comes the Flood di Fernando Meirelles con Denzel Washington e Robert Pattinson; e Bunker di Florian Zeller con Paul Dano, Stephen Graham e Patrick Schwarzenegger.

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