Dilagante, silenziosa e invisibile – I numeri della corruzione in Italia: in 5 mesi 38 inchieste e 386 indagati. La campagna di Libera
La corruzione in Italia non si arresta. Anzi, è sempre più dilagante, silenziosa e invisibile, con enormi costi sociali, politici, economici e ambientali che ricadono sui cittadini. A denunciarlo è “Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, che ha censito le inchieste sul reato prese in esame dal primo gennaio al primo giugno 2026: 38 indagini su corruzione e concussione, con il coinvolgimento di 23 procure in dieci regioni diverse e 386 persone indagate. Ci sono “mazzette” in cambio di una falsa attestazione di residenza per ottenere la cittadinanza italiana iure sanguinis o di falsi certificati di morte, e altre “mazzette” per facilitare l’aggiudicazione di appalti nella sanità, per la gestione dei rifiuti o per la realizzazione di opere pubbliche, la concessione di licenze edilizie e l’affidamento dei servizi di refezione scolastica.
E poi scambi di favori per concorsi truccati in ambito universitario. E ancora, le inchieste per scambio politico-elettorale e quelle relative alle grandi opere con la presenza di clan mafiosi. La regione con il maggior numero di indagati è la Sicilia, con 107 persone coinvolte in nove inchieste e tre procure attivate, seguita dal Lazio (85 persone indagate e nove inchieste) e dalla Campania. Infine la Puglia, con 48 persone indagate e il record di politici finiti nell’occhio dei magistrati: sette.
Una “pandemia”, quella della corruzione, che ora don Luigi Ciotti e la sua squadra di “Libera” intendono denunciare con una mobilitazione in tutta Italia da lunedì al 13 giugno. Il titolo della campagna è “Occhi aperti sulla corruzione”: per una settimana si terranno flash mob, sit-in e incontri con la cittadinanza per chiedere, da Nord a Sud, di rafforzare trasparenza, controllo e responsabilità. Lo sguardo si allarga ulteriormente se si considerano gli ultimi diciotto mesi: complessivamente in Italia sono 1.507 le persone indagate, di cui ben 71 politici (sindaci, assessori, consiglieri regionali o comunali), con 143 inchieste su corruzione e concussione.
“Mettiamo in campo un’azione collettiva – spiega Francesca Rispoli, copresidente nazionale di Libera – per ribadire che la corruzione in Italia non è affatto un’anomalia, bensì un sistema che si manifesta in mille forme diverse, adattandosi ai contesti e riflettendo l’impiego di tecniche sempre più sofisticate. Da quelle più “classiche” (la mazzetta, l’appalto truccato, il concorso pilotato) fino a quelle ormai pressoché legalizzate, frutto di una vera e propria cattura dello Stato da parte di un’élite impunita: leggi e regole scritte su misura per i potenti di turno, conflitti di interesse tollerati, relazioni opache tra decisori pubblici e portatori di soverchianti interessi privati“.
Nella settimana di mobilitazione di “Occhi aperti sulla corruzione”, in occasione del decennale della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (8 giugno 2016) della legge che ha introdotto in Italia la possibilità di chiedere dati anche in assenza di un obbligo formale di pubblicazione (il cosiddetto Foia, acronimo di Freedom of Information Act), “Libera” promuoverà alcune iniziative.
In concomitanza con l’invio ufficiale delle istanze, nell’arco della settimana i presìdi dell’associazione daranno vita ad azioni e mobilitazioni di piazza a Milano, ad Ascoli Piceno, con tre istanze mirate a sbloccare i cronoprogrammi e i Sal sull’edilizia scolastica ancora ferma nel cratere del sisma del 2016, e in Campania, con la richiesta di open data al Consorzio di Bonifica del Bacino del Volturno per tracciare la rigenerazione ambientale.
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