“Dobbiamo smettere di inseguire la carota che ci viene agitata davanti. Perché, alla fine, quella carota verrà usata per colpirci. Non voglio far parte di un’industria. Non faccio affari”: così Kristen Stewart

Cate Blanchett che fa la “esperta di fondali marini”, Seth Rogen che presta la voce a un gatto telepatico, e Kristen Stewart che passa dall’essere musa dell’horror d’autore a protagonista di una commedia demenziale sull’amicizia, l’erba e un tocca-e-fuggi con creature aliene. È “The Wrong Girls”, uno dei titoli più chiacchierati dell’estate cinematografica 2026, in arrivo nelle sale americane il 14 agosto e targato Neon.

Frankie (Kristen Stewart) e Molly (Alia Shawkat) sono due amiche del cuore, squattrinate e praticamente fuse in un’unica entità dopo dieci anni di canne fumate insieme e scelte sbagliate co-firmate a vicenda. La loro vita, fatta di stipendi che non bastano mai e responsabilità rimandate all’infinito, viene sconvolta quando un caso di scambio di persona le trascina in un vortice di guai molto più grandi di loro. Nel bel mezzo del caos, le due si imbattono in una misteriosa sostanza sperimentale trovata nel camerino di un locale musicale: da lì in poi, tra effetti psichedelici e abilità telepatiche improvvise, la storia vira su territori sempre più surreali, con tanto di calamari giganti e conversazioni mentali con un gatto (con la voce di Seth Rogen).

Il trailer si apre con un tocco di adrenalina: le due protagoniste in fuga da un uomo armato che spara loro contro, prima di fare un salto indietro nel tempo per raccontare come tutto sia cominciato.

“Io sono la co-protagonista e produttrice, ma il film è di mia moglie Dylan Meyer, che lo ha diretto e scritto da sola. – ha detto Stewart a La Repubblica DAbbiamo dovuto fare i salti mortali per farcelo finanziare, ma averla spuntata rispecchia lo spirito della storia. Io e Alia Shawkat, l’altra protagonista, interpretiamo due trentacinquenni che stanno ancora cercando di capire in che modo mettere insieme le loro vite. Penso che sia giusto far vedere come io e i miei coetanei siamo un po’ bloccati. Si tratta di una stoner buddy comedy (una commedia al femminile, ndr), a metà tra Strafumati e Thelma & Louise. Al cinema le donne devono sempre affrontare avversità e uscirne vincitrici, o essere moralmente impeccabili. E, invece, una storia dovrebbe poter essere divertente, anche un po’ stupida. Per questo sono convinta che, anche se è una commedia, in realtà sia un film importante”.

E ancora: “Non voglio far parte di un’industria. Non faccio affari. La questione, lo sappiamo in tanti, è che si tratta di un sistema troppo esclusivo, entrarci è difficilissimo. E la ragione ha proprio a che vedere con il business, i soldi. L’avidità è ovunque e ha rovinato la nostra società. Come possiamo cambiare le cose? Dobbiamo smettere di inseguire la carota che ci viene agitata davanti. Perché, alla fine, quella carota verrà usata per colpirci. La vera domanda che dovremmo farci è: qual è il mio obiettivo? Dire qualcosa? Oppure ricevere pacche sulle spalle e guadagnare un sacco di soldi?”.

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