Donna legata al letto per un’ora e mezza e rapinata a Pecetto Torinese: “Mi sembra di aver vissuto un incubo”

Wilma Ignelzi, 59 anni, nella tarda serata di mercoledì è stata vittima di una violenta rapina nella sua villa di Pecetto Torinese, in via Circonvallazione 81, durante la quale è stata sequestrata e legata al letto per un’ora e mezza.

Lo ha raccontato il quotidiano La Stampa, che ricostruisce la dinamica dei fatti: Ignelzi si trovava sola in casa mentre il marito Enrico Barrera, titolare dell’azienda Tessil Tex Due di Trofarello che produce tessuti per interni di auto, si trovava fuori a cena con il figlio Giovanni. Quando i due erano usciti, la donna non aveva inserito l’allarme per far sì che il marito non dovesse toglierlo rientrando.

La donna, intervistata dal quotidiano, racconta: “Mi sembra di aver vissuto un incubo”. Intorno alle 22.15, mentre guardava la tv in camera da letto, Ignelzi ha notato l’accensione delle luci in giardino e pochi minuti dopo si è trovata faccia a faccia con un uomo a volto coperto, che si è accertato che fosse da sola, l’ha costretta a sedersi e le ha legato le mani con una corda. Poco dopo sono arrivati due complici, di cui uno aveva una pistola che le ha puntato alla fronte e alla bocca minacciando la donna per farsi consegnare la cassaforte, che però non è presente nell’abitazione.

“Hanno sfondato i mobili, i cassetti”, continua Ignelzi, che calcola un bottino di circa 30mila euro. “Erano molto agitati, parlavano italiano con accento dell’Est. Hanno preso orologi, vestiti di mio figlio. Poi un po’ di gioielli che avevo in camera. Hanno cercato di strapparmi anche i due braccialetti che avevo al polso ma non sono riusciti. Hanno messo tutto nelle nostre valigie”.

Fuggendo, i rapinatori hanno intimato alla donna di non muoversi, minacciando di uccidere il marito al suo rientro. Quando le luci del giardino erano spente da un po’ la donna ha chiamato il marito e il figlio dicendo loro di non tornare a casa, facendo a quel punto scattare i soccorsi: “Sono arrivati assieme ai militari, io ero ancora chiusa a chiave nel bagno. Sono uscita quando ho sentito le loro voci, Giovanni mi chiamava disperato“.

Fuggendo, i tre hanno preso tutte le telecamere presenti in casa utilizzando i guanti e pulendo la porta che era stata forzata per entrare. I carabinieri della compagnia di Chieri, che stanno conducendo le indagini, sono riusciti comunque ad acquisire le immagini dei rapinatori dalle telecamere di sorveglianza di un’abitazione vicina, da cui si vedono i tre uomini incappucciati fuggire con un quarto complice che li attendeva a bordo di un’auto.

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