Dopo anni in Niger mi sto riabituando alle campane: perché è un privilegio inaudito

By Mauro Armanino

A Niamey, capitale del Niger, gli altoparlanti delle numerose moschee diffondevano la voce imperiosa e inesorabile dell’invito alla preghiera. Era ormai parte del paesaggio e solo le intempestive interruzioni di corrente elettrica creavano un inedito silenzio nei quartieri della città. Le campane invece no. Pur presenti, spesso in modo clandestino, nelle chiese e alcuni templi, non erano suonate per evitare comprensibili problemi dopo gli avvenimenti del 2015. In quel frangente varie decine di chiese e luoghi di preghiera erano andati distrutti per opera di centinaia di giovani e bambini aizzati e guidati da adulti. C’era stato l’affare Charlie Hebdo in segue…

Source: Il Fatto Quotidiano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *