Francia-Spagna, il calcio oggi passa da qui: perché i Bleus sono favoriti ma Yamal può cambiare tutto
Tra i grattacieli di Dallas, nel vecchio Texas, si misura il peso del calcio che verrà. Francia-Spagna, in programma oggi 14 luglio all’AT&T Stadium di Arlington, vale un posto nella finale dei Mondiali 2026. Ma è anche il confronto tra le due nazionali che meglio hanno interpretato il calcio contemporaneo, quelle che stanno riscrivendo la geografia e i dogmi del pallone. La Francia ha cominciato prima, con Zidane e il Mondiale 1998. Poi è arrivata la Spagna, vincendo il Mondiale 2010, ma anche gli Europei del 2008, 2012 e 2024. I Bleus nel frattempo hanno raggiunto altre tre finali mondiali, rialzando la Coppa del Mondo nel 2018. Il baricentro del calcio oggi si muove attorno ai Pirenei. E negli Stati Uniti si affronta in una semifinale che assomiglia molto a una finale anticipata.
La Francia, però, arriva a questo appuntamento con qualcosa in più. È la favorita non solo per il talento individuale, ma per come quel talento è stato messo al servizio della squadra. Didier Deschamps, alla sua venticinquesima partita mondiale da commissario tecnico della Francia, ha costruito un gruppo che sembra aver trovato l’equilibrio perfetto. Mbappé e Dembélé hanno segnato 13 reti complessive, Olise è il meraviglioso direttore d’orchestra che ha già servito cinque assist, senza dimenticare Doué e Barcola. Ai quarti il Marocco è stato dominato sul piano tecnico e tattico. Nemmeno il Paraguay, con la sua partita nervosa, sporca e difensiva, è riuscito a rallentare la corsa dei francesi.
La Spagna risponde con la sua solidità. Ha subito appena un gol, uno in meno della Francia, ed è imbattuta da 36 partite ufficiali. Il ct Luis de la Fuente continua il lavoro iniziato nelle nazionali giovanili e consacrato con l’Europeo del 2024. Ma fin qui la Roja spesso non ha brillato, trovando eroi inaspettati: Mikel Merino è stato decisivo due volte entrando dalla panchina, Oyarzabal è il bomber della squadra con 4 reti. Il faro di tutto e tutti è Rodri, tornato al suo livello migliore. Filtro, metronomo, geometra. Ma basterà il controllo del pallone per disinnescare la brutale forza offensiva della Francia? Il dubbio resta.
Fin qui però nessuno è riuscito a mettere davvero alla prova la solidità difensiva della squadra di Deschamps. Quattro attaccanti di quel calibro costringono tutti a difendersi, ma almeno in teoria lasciano possibili crepe da esplorare. Per questo l’ago della bilancia della partita può diventare soprattutto su Lamine Yamal. A diciotto anni è già considerato uno dei migliori talenti del pianeta, eppure questo Mondiale non lo ha ancora visto protagonista con gol o assist. È l’unico uomo-copertina che finora è mancato. La semifinale è la sua grande occasione. Ai Mondiali una sola partita può cambiare il giudizio su un intero torneo. Se la Spagna vuole fermare la Francia, l’unico vero antidoto allo strapotere offensivo dei Bleus passa dal suo numero 19. È a lui che viene chiesto di rompere gli equilibri del meccanismo messo in piedi da Deschamps.
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