Giornalista ucciso a Eboli, l’inchiesta sui tanti misteri nella vita di Luca Esposito. I sommozzatori cercano un’arma in un canale

I sommozzatori dei carabinieri cercano un’arma, verificano la possibilità di dragare il rivolo di acqua vicino a dove è stata ritrovata la salma carbonizzata in contrada Cioffi ad Eboli, zona senza abitazioni e telecamere, ma non c’è certezza che il giornalista sportivo Luigi ‘Luca’ Esposito sia stato ammazzato a colpi di pistola. Il bossolo ritrovato potrebbe non entrarci nulla, è una zona piena di detriti.

Forse il giornalista che millantava un lavoro all’Arpac e il titolo di biologo (anche l’ordine dei biologi ha mandato una smentita) è stato ammazzato di botte, il corpo a un primo esame Tac era pieno di fratture. Forse nessuna letale, secondo alcune indiscrezioni che lasciano in piedi l’ipotesi orribile che l’assassino gli abbia dato fuoco, dopo averlo cosparso di un liquido infiammabile, mentre era ancora vivo. Qualcosa si capirà dall’esito dell’autopsia condotta dal medico legale Gabriele Casaburi. Nominato dalla famiglia, in qualità di consulente tecnico, presente anche il dottor Giuseppe Raimo.

E come se non bastassero i dubbi intorno a questa storia, anche l’ultimo selfie sui social, tre settimane fa, pare fosse un mezzo tarocco. Esposito aveva postato su Instagram una foto che lo ritraeva in un resort di lusso a San Marco di Castellabate, sempre in provincia di Salerno. Nel quale però non aveva mai messo piede: non aveva pernottato, non era entrato nella spa.

In quanti misteri è avvolta la morte di Luigi ‘Luca’ Esposito, il giornalista trovato carbonizzato la notte tra sabato e domenica in un terreno agricolo nel Comune di Eboli (Salerno)? Le risposte spettano alla Procura di Salerno, guidata da Raffaele Cantone, che sta passando al setaccio ogni dettaglio. A cominciare dal chiarire dove era diretto Esposito quella sera. La vittima sembra che non avesse una casa ad Agropoli, come si è detto in un primo momento. Il 53enne lavorava come giornalista sportivo ed era molto conosciuto nell’ambiente salernitano ed avellinese. Gli inquirenti escludono che il lavoro giornalistico c’entri qualcosa con l’omicidio, e puntano sulla pista personale o privata. Ai colleghi e agli amici raccontava che la mattina effettuava dei sopralluoghi per l’Arpac. Ma per quale motivo? Non era nemmeno, come emerso, dipendente della Regione Campania.

Chiuse nel loro dolore, Ida e Francesca Esposito, le sorelle di Luca Esposito, che ancora non si capacitano dell’orribile fine che ha fatto il fratello. “Sono sotto shock – ha spiegato l’avvocato Annalisa Califano, legale delle due sorelle – Chiedono a tutti di rispettare questo momento così drammatico”.

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