Il caprone Muschio è stato trovato morto: fatto a pezzi in mezzo a un campo. Era scomparso dal Rifugio per animali Chico Mendes di Campi Bisenzio
La storia del caprone Muschio è finita nel modo più tragico e macabro. Scomparso dallo scorso 18 luglio dal Rifugio Chico Mendes di Campi Bisenzio, in provincia di Firenze, l’animale è stato ritrovato morto, fatto a pezzi in mezzo a un campo. Lo fanno sapere i volontari del rifugio in un comunicato. Dopo un’intensa attività di ricerca che ha coinvolto volontari, cittadini e sostenitori, i resti dell’animale sono stati ritrovati in un posto praticamente inaccessibile. Una sorta di tugurio, chiuso da un cancello con un lucchetto, ma con un foro nella recinzione che circonda tutta l’area.
Sul posto sono intervenuti la polizia municipale, i carabinieri e il Comune di Campi Bisenzio. Su disposizione delle autorità competenti, il corpo sarà trasferito all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, dove verranno eseguiti gli accertamenti e l’autopsia finalizzati a ricostruire, per quanto possibile, le cause della morte. Nel comunicato si legge che “lo stato in cui il corpo è stato ritrovato, già interessato da un avanzato processo di decomposizione dovuto alle condizioni ambientali e alle elevate temperature di questi giorni, potrebbe rendere particolarmente complessi gli accertamenti medico-legali“.
Al momento sono in corso le indagini dell’autorità giudiziaria. Il Rifugio Chico Mendes fa sapere che, nel rispetto del lavoro degli investigatori e della necessità di fare piena luce sull’accaduto, “ritiene doveroso non formulare ipotesi né attribuire responsabilità prima che gli accertamenti siano conclusi”, invitando a non dare per certa nessuna delle diverse ricostruzioni emerse sull’onda di “un forte coinvolgimento emotivo” nelle ore immediatamente successive al ritrovamento. “Non intendiamo alimentare una cronaca costruita sul corpo di Muschio”, scrivono i volontari, spiegando che, pur comprendendo il grande interesse e la partecipazione suscitata nella cittadinanza e nell’opinione pubblica, credono che “il modo più rispettoso di onorare la sua vita sia attendere con responsabilità l’esito delle indagini e continuare a chiedere che venga fatta piena luce su quanto accaduto”.
Per il Rifugio Chico Mendes, Muschio era come uno di famiglia. Il caprone aveva 15 anni e da cinque viveva nel santuario di animali liberi, accolti dopo essere stati salvati da situazioni di sfruttamento, maltrattamento o abbandono. Sabato scorso, non vedendolo rientrare spontaneamente nella sua stalla come ogni sera, i volontari si erano insospettiti e avevano fatto scattare l’allarme.
“Per noi Muschio non era soltanto uno degli animali del rifugio. Era un individuo libero, curioso e profondamente legato al suo branco, oggi disorientato dalla sua assenza”, si legge ancora nel comunicato, in cui i volontari ringraziano tutte le persone che hanno partecipato alle ricerche e sono state vicine al loro dolore. “Non appena saranno disponibili informazioni ufficiali, sarà nostra cura comunicarle con la massima trasparenza alla stampa e alla cittadinanza”, concludono.
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