Il Cdm approva il nuovo ddl Sicurezza. Piantedosi: “Fermo preventivo per i minori, anche dalla polizia locale”

Il Consiglio dei ministri, riunito oggi a Palazzo Chigi, hanno riferito fonti di governo, ha approvato il nuovo ddl Sicurezza, con ‘Disposizioni in materia di sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile, nonché di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle Forze di polizia e del ministero dell’Interno’. La conferma è del titolare del Viminale, Matteo Piantedosi, che ha illustrato il provvedimento in conferenza stampa annunciando che “viene estesa la disciplina del cosiddetto fermo di prevenzione anche a soggetti anche minorenni”.

“Soggetti – ha precisato il ministro – rispetto ai quali, nel corso di specifiche operazioni di polizia che siano destinate alla prevenzione di reati che turbino l’ordine pubblico in luoghi caratterizzati da consistente afflusso di persone, anche qui ad esempio quelli della cosiddetta movida, possa sussistere un fondato motivo di ritenere possano mettere in atto condotte di pericolo per la sicurezza pubblica in relazione a circostanze” come “il possesso di armi, di oggetti in qualche modo indicativi di una pericolosità della persona”. Tra le “norme di tipo diverso”, “l’introduzione di una nuova ipotesi di avviso orale da parte del Questore, con il quale si dispone anche il divieto di aggregazione in occasione in circostanza come movida danno luogo a situazioni che costituiscono una grave minaccia per l’ordine e la sicurezza pubblica”.

Quanto alla possibilità che anche la polizia locale possa eseguire un fermo preventivo, ha detto Piantedosi, “secondo me c’è stato un malinteso tutto tecnico perché la norma già prevede che sia una prerogativa degli agenti di pubblica sicurezza, categoria di carattere funzionale in cui sono compresi gli agenti della polizia locale”. Lo ha spiegato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi rispondendo a una domanda nel corso della conferenza post Cdm sul ddl sicurezza. “L’estensione” del fermo preventivo “può riguardare qualsiasi agente di pubblica sicurezza, sia appartenenti alle forze di Polizia statuale sia agenti della polizia locale se disposti a fare quel tipico servizio”, ha precisato. Ancora: “C’è una modifica al codice penale sul reato in materia di danneggiamento perché viene estesa a questo reato la possibilità di arresto differito in flagranza e arresto differito come arresto facoltativo, ovviamente se compiuto da un numero di persone in numero maggiore di 5 o più persone”. Per il danneggiamento di gruppo è stata prevista una aggravante, con la reclusione da un anno e 6 mesi a 5 anni e multa fino a 15.000 euro.

Ancora: “L’ultima norma è quella che riguarda la procedibilità d’ufficio per il reato di lesioni personali nei confronti di ufficiali e agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni. Fino adesso era previsa per questo tipo di reati la punibilità nel caso di lesioni lievi o lievissime solo in caso di querela di parte, invece viene estesa la procedibilità di ufficio”. Infine, una “modifica al codice civile”, ha aggiunto il ministro. Viene “escluso il risarcimento del danno nelle situazioni in cui il fatto si verifichi nel compimento da parte del danneggiato di alcuni reati. Il caso classico è quello della rapina in casa con la reazione e il tentativo di legittima difesa da parte del rapinato e la condanna per eccesso colposo, come già successo in alcuni casi di cronaca. Fermo restando la valutazione di carattere penale e la possibilità di poter essere condannati dal punto di vista penale” viene prevista “l’esclusione del risarcimento del danno in questi casi”. Novità, questa, subito commentata su X dal vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini: “Stop ai risarcimenti per ladri e rapinatori colpiti durante i loro crimini. Dalle parole ai fatti, avanti Lega”.

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