Il primo deepfake nella storia del calcio: così un Bruno Fernandes generato con l’AI ha pubblicizzato un casinò illegale vietnamita

Il Codice Etico della Fifa proibisce di sponsorizzare operatori di scommesse sportive a calciatori e allenatori in attività. Eppure, sfruttando le zone grigie dei regolamenti, attualmente Diego Simeone è ambasciatore ufficiale di Betinia e Campobet, e Josè Mourinho brand ambassador di GR8 Tech, società di gaming appartenente a Parimatch, una delle aziende di betting maggiormente attive nel mondo del calcio. Oggi però andiamo oltre queste linee di confine per parlare del primo caso al mondo di deepfake legato al mondo del calcio. Protagonista, suo malgrado, il nazionale portoghese Bruno Fernandes, vittima di una clamorosa operazione di marketing del casinò illegale vietnamita QH88.

Se in passato diversi operatori illegali nel mercato asiatico utilizzavano a fini promozionali nomi e immagini di giocatori famosi senza la loro autorizzazione (e ci fu chi, come Karim Benzema, tentò di intraprendere azioni legali contro questi soggetti, ma fu uno sforzo vano), il caso QH88 va oltre la mera violazione del copyright. Il casinò vietnamita non ha infatti utilizzato l’immagine di Bruno Fernandes, ma ha creato un avatar basato sull’intelligenza artificiale e lo ha presentato, attraverso un video di 50 secondi, come ambasciatore ufficiale del marchio. Ruolo che mai il portoghese potrebbe ricoprire, pena una pesantissima squalifica per violazione del menzionato Codice Etico. A una prima, distratta visione, il video è di qualità altissima, e alterna spezzoni di campo della stagione 2025/26 del Manchester United con immagini di una fantomatica cerimonia ufficiale nella quale Bruno Fernandes firma, nientemeno che all’Old Trafford, il contratto con QH88 e ufficializza il suo ruolo di ambasciatore del marchio. Si vede inoltre Bruno Fernandes posare con la maglia dei Red Devils recante lo sponsor QH88, una partnership che in realtà non esiste.

Ci sono pochi media nel mondo particolarmente attenti alla proliferazione del betting illegale nel calcio, e che posseggono i mezzi per indagare in maniera approfondita sul fenomeno. Uno di questi è la rivista norvegese Josimar, che in questo caso si è presa la briga di far analizzare a un esperto il video, fotogramma per fotogramma. Sono emersi dettagli tecnici di discontinuità all’interno del filmato, con abiti che appaiono incoerenti tra le scene (la giacca ha un colore leggermente diverso) ed elementi che scompaiono e ricompaiono senza ragione (la spilla sulla giacca, presente solo in alcune inquadrature). Anche il controllo di indicatori di generazione mediante AI ha dato riscontro positivo, con badge sfuocati e disordinati, oltre ai visi dei membri del pubblico sintetici e ripetitivi. Tutte negative le ricerche di riconoscimento facciale effettuate sulle persone presenti nel video, quindi nessuno, neanche gli elementi più importanti del filmato, quelli che appaiono a fianco di Bruno Fernandes, possiede una presenza online verificabile. Ovviamente, poi, manca qualsiasi riscontro dell’evento: nessun annuncio sui canali ufficiali del Manchester United, nessuna copertura stampa, nessuna prova che QH88 appaia sui materiali ufficiali dei partner o degli sponsor dello United, nessuna fotografia indipendente che rechi traccia del marchio QH88 all’Old Trafford (che è uno degli stadi più fotografati al mondo).

QH88 è un’entità ancora nebulosa, e nessuno è ancora riuscito a scoprire chi ci sia dietro. Apparentemente sembra agire come uno di quei numerosi portali di scommesse che appaiono e scompaiono continuamente sul web, utilizzati come trampolino per l’accesso a siti di operatori più importanti. Ai primi di giugno, infatti, la sua pagina Facebook aveva un solo follower, quella di X nessuno. Un contenitore vuoto, insomma. La particolarità però risiede negli sforzi profusi per generare un video deepfake di così alta qualità, quando di solito i siti “trampolino”, proprio per la loro natura effimera e estemporanea, sono grezzi e rudimentali. Un po’ come riprodurre perfettamente una carta di identità elettronica per poi utilizzarla per ottenere una seconda tessera punti in un supermercato: tempo, impegno e competenze utilizzati in maniera sproporzionata rispetto allo scopo prefissato. Il sito di QH88 è pieno di link illegali a video in diretta di partite di calcio giocate in diversi paesi, e questo conferma l’impressione che dietro si muovano interessi e ambizioni ben superiori a quelli da essere un semplice portale di raccordo. Nel frattempo, il primo deepfake nella storia del calcio è servito.

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